Notebook da 12 pollici

idea x apertura

Tra i piccoli netbook e i notebook esiste una categoria intermedia: scopriamone i pregi e i difetti.

Di Pasquale Bruno

ICON_EDICOLAFino a qualche anno fa i notebook da 12 pollici erano di fatto il non plus ultra della mobilità : i netbook erano ancora al di là  da venire e chi voleva un prodotto leggero e facile da trasportare non aveva molte scelte. I 12 pollici erano piuttosto costosi: si trattava di prodotti solitamente di fascia business, orientati soprattutto ad aziende e professionisti. Tra i vari esponenti presenti sul mercato ricordiamo i Thinkpad serie X, nati nel 2000 e ancora oggi presenti sul mercato con i modelli X200, poi i Portégé di Toshiba oppure gli Omnibook di HP. Sony invece ha avuto il merito di vivacizzare questa fascia di mercato con prodotti particolari e molto innovativi, che spesso hanno costretto i concorrenti a rivedere le proprie strategie.
Piccolo è stato sinonimo di costoso fino a circa cinque anni fa: al di là  del mercato aziendale, gli ultraportatili erano quasi uno status symbol. Il Thinkpad X41, presentato a metà  del 2005, veniva a costare circa 2.500 Euro Iva inclusa.
L’arrivo della piattaforma Centrino e l’abbassamento generale dei prezzi nel mercato dei notebook, coincidente con l’esplosione del settore, ha toccato anche la fascia degli ultraportatili, che son diventati via via sempre meno costosi.
È stato però l’avvento dei netbook a permettere la nascita di un segmento totalmente nuovo. La disponibilità  di piattaforme miniaturizzate a basso costo a base Intel e AMD, nonché un ritorno alle origini per quanto riguarda il concetto di mobilità , ha visto nascere una serie di modelli con display da 12″ o inferiore caratterizzati da prezzi decisamente più popolari.
La locomotiva che ha trascinato questi prodotti è stata senz’altro Internet. La diffusione delle chiavette 3G e la necessità  di restare on line (per svago o per lavoro) anche mentre si è in giro, ha trovato nei notebook leggeri ed economici un complemento ideale.

Il target di mercato

Volendo fotografare lo stato attuale del mercato, da una parte troviamo i piccoli netbook con schermo da 10″, venduti intorno ai 300 euro, basati su piattaforma Atom e adatti soprattutto alla fruizione di Internet. Dall’altra parte vi sono i computer portatili tradizionali, con schermo a partire dai 13 pollici, più ingombranti e costosi ma con prestazioni e possibilità  ben più elevate, che consentono di far fronte a compiti molto più impegnativi (multimedia, giochi, produttività ).
In mezzo vi sono i notebook oggetto di questo articolo: hanno uno schermo da 11,6 o 12 pollici, sono venduti con prezzi variabili tra i 399 e i 599 Euro, sono più potenti di un netbook ma conservano una grande mobilità . Il loro peso è intorno al chilo e mezzo, la larghezza del telaio è inferiore ai 30 centimetri e sono quindi molto maneggevoli.

Non possono essere qualificati come netbook, poiché la piattaforma hardware è di ben altro livello sia per quanto riguarda le prestazioni, sia per quanto riguarda espandibilità  e funzioni.

Allo stesso tempo la definizione di notebook va un po’ stretta, perché in ogni caso questi prodotti presentano dei limiti. Dovendo scegliere tra le due, riteniamo che la collocazione tra i computer portatili veri e propri sia quella più corretta, anche solo per il fatto che un netbook presenta delle caratteristiche hardware ben definite (per Cpu, memoria, display e disco) e un target altrettanto chiaro, al di fuori dei quali solitamente non si esce.

I pro e i contro

A nostro avviso questo segmento di mercato è molto promettente e dispone di ampi margini di crescita. I netbook da 12″ non sono così limitati come i netbook, ma rimangono comunque dei prodotti leggeri; anzi, la diagonale leggermente maggiore del display aumenta la leggibilità  e permette di installare una tastiera più grande e quindi più comoda. Quest’ultimo è un fattore affatto secondario: chi ha provato a scrivere lunghi documenti con un netbook potrà  essersi accorto che la mini tastiera non è certo il massimo. La risoluzione del display è tipicamente di 1.366 x 768 punti, che permette di visualizzare meglio le pagine Web e di avere sott’occhio porzioni più ampie del documento su cui si sta lavorando.
La maggiore potenza della Cpu e dell’interfaccia grafica è in grado di gestire anche filmati in alta definizione e non viene messa in crisi dai contenuti in Flash più pesanti. Ancora, chi utilizza spesso tante applicazioni aperte eviterà  di addormentarsi nel passaggio da una all’altra. L’autonomia delle batterie è di solito inferiore a quella di un netbook, mantenendosi comunque intorno alle quattro – cinque ore, un valore paragonabile a quello dei migliori notebook e in assoluto niente affatto disprezzabile. Da questo punto di vista le piattaforme a base Atom restano imbattibili, e la durata delle batterie è probabilmente il loro unico vero vantaggio.

Un altro aspetto di cui tener conto è l’espandibilità : su questi modelli la memoria Ram è almeno 2 Gbyte, spesso espandibili a 4 Gbyte o più specie se sono presenti due slot. In genere è presente anche un’uscita video digitale Hdmi, che consente di collegare un monitor esterno o un televisore con la massima qualità . I netbook sono invece limitati all’uscita analogica Vga, a parte qualche eccezione.
Ultimo, ma non meno importante, il sistema operativo non è mai Windows 7 Starter, presente sui netbook e pesantemente limitato, ma si tratta del più completo Windows 7 Home Premium. Una scelta che potrebbe essere obbligata nel caso di utilizzo lavorativo, dato che si inserisce molto meglio all’interno di una struttura aziendale (Windows 7 Starter non supporta i domini di rete, tanto per dirne una).

(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 234 – settembre 2010)

Nessun Articolo da visualizzare