Storage evoluto per la rete di casa

Ormai diffusi in ambito consumer al pari che nelle realtà  professionali, i Nas si stanno gradualmente trasformando in veri e propri server tutto-fare per la casa e il piccolo ufficio. Ecco una rassegna delle ultime novità .

Di Simone Zanardi

Il mercato dei Nas non sembra conoscere crisi: ora che i dispositivi per lo storage di rete sono stati finalmente sdoganati anche in ambito Soho, i produttori continuano a sfornare nuovi modelli con ritmi che definire sostenuti è un eufemismo. Le novità  riguardano sia l’ambito hardware, con chipset sempre più ottimizzati per combinare al meglio prestazioni e risparmio energetico e interfacce di connessione ad alte prestazioni, sia su quello software, dove i Nas hanno ormai assunto il ruolo di server tutto-fare per la casa e il piccolo ufficio.

Questo mese vi proponiamo una rassegna di apparati Network Attached Storage con doppio alloggiamento per dischi. Si tratta a nostro avviso di un taglio particolarmente adatto alll’utilizzo Small Office Home Office, permettendo di coniugare affidabilità  e versatilità  con costi tutto sommato contenuti. I prodotti in prova sono infatti commercializzati a partire da 240 euro, ai quali va in alcuni casi aggiunto il costo degli hard disk. Nonostante il prezzo contenuto, tutti gli apparati offrono numerose funzioni e servizi evoluti che non sono chiaramente disponibili sui normali dischi esterni.

Le esigenze a cui rispondono i Nas di questa categoria sono quelle che accomunano la maggior parte degli utenti: condivisione dei contenuti multimediali sulla rete (e su Internet), backup dei dati sensibili presenti sui computer e accesso in mobilità . In quest’ottica i Nas di ultima generazione sono particolarmente attrezzati: i server Dlna e iTunes rendono disponibili foto, musica e video non solo ai personal computer del network, ma anche a televisori e impianti Hi-Fi, mentre le interfacce di accesso Web si sono ormai evolute per poter riprodurre i contenuti da un qualsiasi computer remoto dotato di browser Web, ivi compresi gli smartphone più evoluti.

Anche in ambito di backup le risorse sono numerose: si va dal classico software per la copia dei dati da Pc a Nas ai più evoluti sistemi di sincronizzazione tra Nas, anche con l’ausilio di servizi cloud based come Amazon S3.

Un sito Web dinamico sul Nas è una pretesa che può sembrare eccessiva, ma per gli utenti privati o le piccole realtà  imprenditoriali ospitare una wiki, un blog o un micro-portale direttamente sul disco di rete può rivelarsi una soluzione interessante. Molti Nas integrano a tal proposito un server Web e un database interamente gestibili da interfaccia di amministrazione, permettendo così non solo di creare da zero il proprio sito dinamico, ma anche di sfruttare piattaforme affermate come WordPress e Joomla. Non si tratta certo di un’alternativa all’hosting professionale, ma di un buon compromesso per realizzare piccoli portali, sempre tenendo in considerazione la capacità  di elaborazione di queste macchine.

Tra i servizi sempre più diffusi su questi dispositivi ricordiamo le onnipresenti download station che consentono di gestire i trasferimenti di file da reti http, Ftp o peer-to-peer in modo indipendente dal personal computer. Anche in questo caso il Nas evidenzia la tendenza a trasformarsi da semplice sistema di storage a server a tuttotondo. In alcuni casi gli apparati si integrano direttamente con i portali Web 2.0, sincronizzando con essi i contenuti a bordo.

Per le nostre prove ci siamo come sempre concentrati sia sugli aspetti funzionali che su quelli prestazionali. Per analizzare le performance dei Nas ci siamo serviti della suite Intel Nas Performance Toolkit, una piattaforma che esegue una batteria di 12 test atti a simulare la scrittura e la lettura di file e cartelle, il trasferimento di foto e di flussi video ad alta definizione, oltre che il traffico tipicamente generato da software di produttività  e multimediali che operano su documenti residenti sui Nas. Analizzando dispositivi dual-bay abbiamo deciso di replicare i test in modalità  Raid 0 e Raid 1, le due architetture principali con cui si possono configurare i dischi a bordo dei Nas. I test si sono concentrati sui trasferimenti tramite protocollo Smb, uno degli standard supportati da tutte le soluzioni in prova.

I test sono stati eseguiti con una macchina dotata di sistema operativo Windows 7 a 32 bit, ma per maggiore completezza abbiamo verificato la compatibilità  delle diverse soluzioni anche con un sistema a 64 bit; nel caso dei prodotti in esame non abbiamo rilevato alcun problema, ma in ogni caso vi consigliamo di verificare il pieno supporto al vostro sistema operativo prima dell’acquisto. Chiaramente non vi è alcun problema di compatibilità  nell’accesso generico tramite interfaccia Web o protocolli standard, ma i software di installazione o le utility fornite con i Nas sono spesso riservate agli utenti Windows e non sempre sono certificate per il funzionamento sulle ultime versioni del sistema operativo Microsoft.

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 240 – marzo 2011

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