Tv 3D le tecnologie disponibili

È meglio una Tv 3D al plasma con occhiali attivi o una Lcd? O forse la soluzione con occhiali passivi è quella da preferire? Per rispondere a queste domande le abbiamo provate tutte e tre, una di fianco all’altra.

Di Nicola Martello

La stereoscopia, o 3D, continua a far discutere. Gli argomenti di dibattito certo non mancano e le domande sono molte: questa tecnologia ha un futuro o è piuttosto una bolla di sapone? Perché continuano a mancare i contenuti 3D? Com’è il 3D “finto” (derivato da 2D)? Ma qual è la tecnologia migliore per vedere il 3D con una Tv?

Poiché non possediamo una sfera di cristallo per vedere nel futuro abbiamo deciso di concentrarci sulle ultime tre domande. Per questo abbiamo fatto una serie di prove comparative mettendo fianco a fianco tre televisori che rappresentassero le tre tipologie di Tv 3D attuali, ovvero plasma con occhiali attivi (TX-P42GT30E di Panasonic), Lcd sempre con occhiali attivi (Samsung 40UD8000) e infine Lcd con occhiali passivi (32LW570G di LG). Quest’ultima è la variante più recente ed è (almeno per ora) appannaggio esclusivo di LG, che l’ha battezzata Cinema 3D. Proprio questa tecnologia ha riportato alla ribalta, tra gli appassionati e gli esperti di settore, la discussione sulla metodologia migliore per guardare le immagini 3D in ambiente domestico. Proprio per questo anche noi eravamo molto curiosi di metterla alla prova, soprattutto a stretto contatto con i rappresentanti degli altri due sistemi di visualizzazione 3D.

Caratteristiche di base

Prima di iniziare con la disamina delle tre tecnologie, vediamo quali sono le caratteristiche di base che un televisore 3D deve avere. La stereoscopia si fonda sulla necessità  di far vedere scene leggermente diverse all’occhio destro e a quello sinistro dello spettatore, scene appunto riprese di solito da due telecamere poste fianco a fianco e distanziate in genere di circa sette centimetri, cioè proprio la distanza che separa i nostri due occhi. In fase di visualizzazione sorge subito la prima e più importante difficoltà : come fare in modo che ciascun occhio veda solo l’immagine a esso riservata. A livello di principio esistono due metodologie, che separano le scene in maniera spaziale oppure temporale. Il primo sistema è messo in pratica dalle Tv di LG con occhialini passivi e mostra le due scene in contemporanea, quindi con un dimezzamento di risoluzione visto che il pannello Lcd è sempre e solo Full HD (1.920 x 1.080 pixel). Il sistema temporale, adottato da entrambe le tecnologie con occhiali attivi, alterna nel tempo le immagini per gli occhi destro e sinistro, quindi la risoluzione non viene ridotta ma è necessario raddoppiare il refresh per non mostrare fastidiosi sfarfallii. In tutti i casi le immagini sono filtrate dagli occhiali che lo spettatore indossa, in modo che l’inquadratura per l’occhio destro sia vista solo da quest’ultimo e similmente accada per l’occhio sinistro. Per giudicare la bontà  di un paio di occhiali 3D si valuta la trasparenza delle lenti, che può scendere anche al 30% circa, la variazione cromatica che introducono (di solito le lenti attive tendono al giallo) e la capacità  di oscurare il più possibile l’immagine destinata all’altro occhio. Se questo oscuramento non è perfetto – come accade sempre nella realtà  – si parla di crosstalk, ovvero il grado di visibilità  dell’altro fotogramma, che appare come un’immagine fantasma (fenomeno detto ghosting in inglese).

Lcd con occhiali attivi

In una Tv Lcd il pannello su cui si formano le immagini è costituito da una serie di sottili lastre sovrapposte. Partendo dal fronte, troviamo una pellicola di polarizzazione, un film su cui è disegnata una fitta griglia di piccoli rettangoli colorati in rosso, verde e blu (Rgb), due lastre di vetro tra le quali si trovano i cristalli liquidi, e infine un’altra pellicola di polarizzazione. Sulle due lastre di vetro sono fotoincisi i percorsi elettrici che definiscono la struttura degli elettrodi e dei transistor che comandano il funzionamento di ciascuna cella, posta in corrispondenza di ogni rettangolo colorato.

Da sempre le Tv Lcd sono criticate per la relativa lentezza dei cristalli liquidi, che non riescono a stare dietro alle continue e rapide variazioni di luminosità  dei video. Questo problema diventa ancora più evidente con le scene 3D, dato che la necessità  di raddoppiare il refresh dimezza il tempo disponibile per visualizzare i vari fotogrammi. Per questo i produttori come Samsung hanno compiuto ogni sforzo per aumentare la reattività  dei cristalli liquidi, raggiungendo oggi ottimi risultati, ma comunque inferiori a quelli dei migliori plasma. Con una velocità  elevata dei cristalli liquidi, le scie non sono solo più corte ma anche la fedeltà  cromatica è migliore, dato che i pixel raggiungono più rapidamente il valore Rgb a loro assegnato e quindi mostrano per un tempo più lungo il colore corretto. Inoltre, nel caso del 3D, il crosstalk è più ridotto, perché i cristalli liquidi reagiscono più velocemente ai repentini cambi di luminosità  necessari per passare dal frame per l’occhio sinistro a quello destro e viceversa.

Con il televisore 40UD8000 Samsung fornisce gli occhiali SSG-3100GB, dal design elegante e pesanti solo 35,4 grammi; il loro costo di listino è di 49 euro. Rispetto alla serie precedente che usava gli infrarossi per i segnali di sincronizzazione, gli occhiali attuali impiegano segnali radio a 2,4 GHz. Se da una parte questa innovazione consente di mantenere la sincronia anche se si gira la testa o si frappone un ostacolo tra lo spettatore e la televisione, dall’altra rende impossibile usare i vecchi occhiali con le nuove Tv, quindi chi l’anno scorso ha comprato occhiali aggiuntivi dovrà  metterli da parte e ripetere l’acquisto se vuole cambiare televisore rimanendo fedele al marchio Samsung.

L’alimentazione degli occhiali è fornita da una batteria a bottone CR2025, non ricaricabile e capace di 70 ore di autonomia. Le due lenti Lcd, che alternativamente passano dallo stato di opacità  a quello di trasparenza in pochi millesimi di secondo in sincrono con le immagini che appaiono sul pannello Lcd della televisione, hanno una tonalità  giallastra e altererebbero le immagini dei video 3D se l’elettronica della Tv non compensasse tale dominante. In effetti, osservando i film in stereoscopia a occhio nudo si nota che le immagini sono più fredde e più luminose rispetto alla classica modalità  2D. La visione è di ottimo livello, con un crosstalk molto limitato e con una luminosità  complessiva più elevata di quanto è possibile ottenere da un plasma. Sebbene nei primi minuti di visione questa luminosità  appaia più attraente di quella del plasma, verso la fine di un film ci si rende conto che la vista è affaticata e si è quindi portati a ridurre la luce emessa dal pannello. In ogni caso, le Tv Lcd sono sicuramente la scelta migliore per chi guarda i video in ambienti con una luminosità  ambientale piuttosto sostenuta. Di contro l’effetto cinema è meno marcato rispetto ai plasma e le immagini sono quindi un po’ meno convincenti agli occhi di chi cerca di replicare a casa propria le sensazioni che si provano in una sala cinematografica. Fin qui tutto bene, ma proseguendo con le prove ci accorgiamo che se si inclina la testa a destra o a sinistra appare evidente una forte variazione di luminosità , ovvero la scena si scurisce molto. Effettivamente la luce che esce dallo schermo Lcd è polarizzata e interagisce in maniera diversa con le lenti Lcd degli occhiali, a seconda della loro inclinazione. Una brutta notizia per chi guarda i programmi preferiti stando comodamente disteso su un fianco sul divano. Un altro problema, probabilmente sempre legato alla polarizzazione della luce incidente, sorge quando si inclina la testa verso l’alto o verso il basso. In questo caso il crosstalk peggiora moltissimo e si vedono chiaramente le immagini fantasma dei fotogrammi riservati all’altro occhio. Insomma, per guardare al meglio un film o una trasmissione 3D con una Tv Lcd e con occhiali attivi bisogna stare seduti belli dritti, con il viso – e quindi gli occhiali – puntati bene verso lo schermo. (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 246 – settembre 2011

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