Ultrasottili con processore Intel Core M: il test

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La genesi dei nuovi processori Intel Broadwell è stata piuttosto travagliata; ritardi nella produzione, problemi di approvvigionamento e un difetto di produzione nella prima serie di Core M hanno posticipato l’arrivo sul mercato dei nuovi dispositivi portatili, che solo nell’ultimo mese sono disponibili in volumi in Italia. Dopo aver visto i primi portatili ultrasottili con la nuova architettura, però, potremmo dire che è valsa la pena aspettare. I processori Broadwell sono stati ottimizzati non tanto per le prestazioni, quanto per i consumi energetici, consentendo di realizzare notebook molto più sottili, leggeri e silenziosi rispetto al passato, con una durata delle batterie prossima alle 8 ore.

di Pasquale Bruno

ICON_EDICOLAL’architettura Intel Broadwell è stata ampiamente trattata nei dettagli tecnici sui numeri 287 e 288 di PC Professionale; scopo di questo articolo è mostrare i nuovi notebook ultrasottili arrivati sul mercato, Macbook Air compreso, e analizzarne sul campo le reali prestazioni. Ci preme giusto ricordare che i processori Broadwell sono disponibili in due versioni. La prima, nome in codice Broadwell-Y, è alla base dei Core M e ha un Tdp (Thermal Design Power) di appena 4,5 W; è l’ideale per i notebook convertibili, ibridi 2 in 1 e portatili in genere con schermo compreso tra 10 e 13 pollici e spessore inferiore a 10 millimetri. Il grande vantaggio è che non ha bisogno di una ventola: per smaltire il calore basta un dissipatore passivo. La seconda versione, Broadwell-U, ha un Tdp di 15 W ed è alla base dei più potenti Core i3, i5 e i7. Questi trovano posto nei notebook con schermo da 12 pollici in su e offrono prestazioni migliori, anche a livello grafico. Tutti sono dual core; i modelli quad core arriveranno più avanti. L’importante è tenere ben presente che a livello prestazionale esistono grandi differenze tra Core M e Core i3/i5/i7; il divario di velocità  può arrivare anche al 50%.

Per settori che esigono una certa potenza di calcolo come fotoritocco, elaborazione video e contesti professionali in genere la scelta dovrebbe essere chiara. A complicare il panorama c’è la disponibilità  di nuovi ed efficaci convertibili: all’apparenza sono dei normali notebook con schermo da 13 pollici che grazie a cerniere di nuova concezione possono trasformarsi in tablet senza limitare l’esperienza nell’una o nell’altra modalità  (peso e ingombro a parte). In tutti i casi ci troviamo di fronte a prodotti di fascia alta, realizzati in maniera impeccabile con materiali e finiture di pregio, display ad alta risoluzione e dischi allo stato solido estremamente veloci. Il nostro consiglio nella scelta è di non risparmiare troppo sulla memoria e sulla capacità  del disco. Il motivo è semplice: sostituire dei componenti in questo tipo di notebook è difficile se non addirittura impossibile. La Ram è saldata sulla scheda madre e comunque molto spesso aprire il telaio è un’impresa. 8 Gbyte di Ram e disco da 256 GB sono una configurazione equilibrata per una macchina moderna; volendo proprio risparmiare sul disco è bene mettere in conto almeno una scheda Sd da 64 o 128 Gbyte per aggiungere un po’ di spazio in più per i propri dati (a partire rispettivamente da 35 e 65 euro circa per una Sd di marca affidabile). Fate anche attenzione all’espandibilità , perché questi ultrasottili hanno giusto un paio di porte Usb (quando va bene) e l’uscita video in standard DisplayPort o Hdmi formato micro. In compenso l’autonomia delle batterie è molto lunga e può regalarvi ore e ore di funzionamento lontano dalla presa elettrica. (…)

Trovate l’articolo completo su PC Professionale di maggio 2015

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