Un laboratorio software virtuale con VMware Hypervisor

Ecco una guida dettagliata all’allestimento, a casa o in azienda, di un server di macchine virtuali basato sul software gratuito VMware Hypervisor.

Di Filippo Moriggia

Sulle pagine di PC Professionale abbiamo parlato varie volte di virtualizzazione. Le possibilità  offerte da questa tecnologia sono straordinarie ed esistono numerosi software gratuiti che possono essere sfruttati per creare ed eseguire sul proprio computer una o più macchine virtuali (Vm, virtual machines) con cui provare sistemi operativi e valutare nuovo software senza danneggiare o rallentare Windows. Anche se l’uso della virtualizzazione permette di lavorare in un ambiente di fatto separato e indipendente, questi software sfruttano comunque le risorse hardware della macchina fisica, intaccando dunque – a volte anche in modo significativo – le prestazioni dell’intero sistema. Si tratta di un aspetto fastidioso, soprattutto per chi dispone di un portatile o un desktop non troppo performante. È possibile però superarlo adottando un approccio diverso, che esamineremo in questo articolo.

L’idea è quella di assegnare a un computer dedicato il compito di far girare le macchine virtuali, e di sfruttare i Pc ad esso collegati via Lan per visualizzare le interfacce delle Vm e interagire con esse tramite mouse e tastiera. In questo modo l’esperienza utente è praticamente la stessa che si avrebbe se le macchine virtuali fossero in esecuzione localmente, ma l’impatto sulle prestazioni dei computer usati come client è quasi inavvertibile.
Esistono numerosi pacchetti che consentono di implementare un’architettura di questo tipo: possono essere installati direttamente sull’hardware (quindi non richiedono, a differenza di prodotti di virtualizzazione come VMware Workstation o Virtual Box, un sistema operativo “ospite”) e permettono proprio di allestire un server di macchine virtuali. Purtroppo sono di norma piuttosto cari e concepiti principalmente per l’uso su hardware di fascia server, dunque più costoso rispetto a quello di fascia desktop. Fortunatamente quasi tutti sono disponibili anche in una versione gratuita. Appartengono a questa categoria i software hypervisor come VMware Hypervisor (chiamato anche ESXi), Citrix XenServer e Microsoft Hyper-V Server.

In questo articolo vi mostreremo come realizzare un server di macchine virtuali utilizzando VMware Hypervisor. La soluzione di VMware è infatti molto diffusa e utilizzata, oltre che scalabile, e supporta moltissimi sistemi operativi: da tutti i sistemi Windows alla maggior parte delle distribuzioni Linux. Hypervisor è solo il primo tassello della piattaforma del colosso californiano ma è proprio la base su cui tutta la sua offerta è costruita: capire come funziona e imparare ad usarlo è dunque importante per muovere i primi passi in questo settore.
Nonostante Hypervisor sia un pacchetto gratuito, in unione con il modulo (anch’esso gratuito) vSphere Client offre una serie di funzionalità  davvero notevole: permette infatti di creare, gestire, controllare e persino condividere una o più macchine virtuali rapidamente e con pochi clic. Grazie a VMware Hypervisor e a vSphere Client si può creare agevolmente – e con un investimento assai contenuto sul fronte dell’hardware – un vero e proprio laboratorio informatico virtuale, in cui il principale limite al numero di Vm che si possono creare ed eseguire contemporaneamente è dato dalle risorse hardware a disposizione.
VMware Hypervisor tuttavia può essere usato non solo in uno scenario di questo tipo, ma anche per consolidare uno o più server di produzione – ad esempio un application server e il server di posta elettronica su una sola macchina fisica. Non importa se le macchine da consolidare hanno hardware o persino sistemi operativi differenti: un singolo server fisico con VMware Hypervisor può gestirle senza problemi, con un notevole vantaggio economico dato che in questo modo si riducono sia la quantità  di hardware da acquistare e mantenere sia il consumo di energia.

In questo articolo ci concentreremo comunque sull’allestimento di un laboratorio virtuale, spiegandovi sia come scegliere una macchina che sia in grado di far girare VMware Hypervisor, sia come installarlo e configurarlo.

(Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 239 – febbraio 2011)

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1 commento

  1. Buonasera, ho letto l’articolo e mi è piaciuto talmente tanto da indurmi a montare Hypervisior su un server HP che avevo.
    Ho un unico dubbio: nell’articolo si consiglia di utilizzare un NAS come supporto di memoria di massa per motivi spiegati.
    Tuttavia questo non comporta un notevolmente rallentamento del sistema: i tempi di accesso ai dischi interni non sono notevolmente superiori rispetto a quelli di un NAS. Anche supponendo di utilizzare un NAS altamente performante si avrebbe comunque il limite della scheda di rete 1000 Mbps.
    Grazie per il chiarimento.

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