Un tesoro per i Power User

Decine e decine di tool potenti ed efficaci, da portare sempre con sé in una chiavetta Usb, e completamente gratuiti! Ecco a voi le utility Nirsoft.

di Simone Macchi

Molti amministratori di sistema, addetti dell’assistenza tecnica o del reparto IT aziendale, ma anche semplici utenti evoluti ne avranno almeno sentito parlare: sono le utility NirSoft, una sterminata collezione di tool gratuiti realizzata e aggiornata dallo sviluppatore israeliano Nir Sofer, che insieme alla suite Windows Sysinternals di Microsoft rappresenta probabilmente la più importante serie di strumenti diagnostici per chi lavora con sistemi Windows. Si tratta di utility che svolgono (in maniera quasi sempre eccellente) un solo compito, senza concessioni all’interfaccia utente e spesso neppure con una particolare attenzione alla semplicità  d’uso. Insomma: tool perfetti per power user come i lettori di PC Professionale!

Basta un rapido sguardo al sito www.nirsoft.net per rendersi conto della notevole raccolta di strumenti che Nir Sofer ha costruito nel corso degli anni: sono presenti centinaia di applicazioni, con le funzioni più diverse, realizzate spesso per risolvere problemi e rispondere a esigenze particolari. Difficilmente, quindi, questi programmi verranno usati tutti i giorni, ma è comunque utile averli sempre a portata di mano: nel caso in cui dovessero servire, sono strumenti che possono “salvare la vita” a un computer e far risparmiare molte ore di lavoro a chi lo sta usando. Inoltre, grazie al programma gratuito Wscc (Windows System Control Center), che vi presentiamo più avanti, reperire, installare e mantenere sempre aggiornata la collezione delle utility Nirsoft è semplicissimo. Non c’è quindi più nessuna scusa: basta un pen drive Usb, anche non particolarmente nuovo o capiente (tutta la collezione può essere memorizzata anche negli ormai preistorici modelli da 64 Mbyte) e qualche minuto di tempo per avere sempre a disposizione una potentissima cassetta degli attrezzi software. Prima di iniziare a scoprire le gemme nascoste in questa collezione, un’avvertenza: alcuni di questi programmi possono essere utilizzati anche per scopi illeciti (scoprire le password altrui, ottenere accesso a informazioni riservate, e così via); per questo motivo, alcuni antivirus sicurezza li classificano come potenzialmente pericolosi e di default ne impediscono l’installazione. Questo non significa che contengano malware, ma soltanto che devono essere utilizzati in modo consapevole.

Mail PassView

I sistemi di memorizzazione delle password all’interno dei programmi di posta elettronica sono comodi, poiché permettono di evitare l’inserimento delle credenziali d’accesso ogni volta che ci si vuole collegare per controllare la casella di e-mail. Questa comodità  però può diventare un grosso problema quando ci si appresta a cambiare computer, oppure quando per qualsiasi altro motivo dovesse essere necessario configurare l’accesso alla posta con un programma diverso, oppure con un altro device. Quasi sempre, infatti, tutte queste informazioni non vengono ricordate, anche perché le norme di sicurezza consigliano di utilizzare password diverse per ciascun provider utilizzato. Mail PassView risolve questo genere di problemi, mostrando informazioni complete su tutti gli account di posta elettronica configurati dall’utente corrente in una moltitudine di client: si va dalle applicazioni più diffuse (Outlook, Windows Mail, Mozilla Thunderbird) ai programmi storici del settore (Eudora, Outlook Express, Netscape 6 e 7) per arrivare a utility come Gmail Notifier, Google Desktop, Google Talk, MSN/Live Messenger o Yahoo! Messenger.

Il funzionamento del programma è molto semplice: è sufficiente avviare l’utility e attendere qualche istante, dopodichè nella finestra principale saranno mostrati tutti gli account trovati: per ogni elemento si potranno visualizzare non soltanto username e password, ma anche tipo di account (Pop, Imap, Smtp e così via) e indirizzi remoti, raccogliendo tutte le informazioni necessarie per configurare l’accesso alla posta. (…)

Estratto dall’articolo pubblicato sul numero 250 – gennaio 2012

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