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Mercato PC, un 2018 col segno meno

Alfonso Maruccia | 14 Gennaio 2019

Gartner IDC

I vaticini di Gartner e IDC fotografano un mercato dei PC ancora in discesa, e almeno questa volta la colpa […]

I vaticini di Gartner e IDC fotografano un mercato dei PC ancora in discesa, e almeno questa volta la colpa non è (solo) degli utenti che non comprano: a influenzare le vendite ci si mettono la guerra commerciale di Trump e i problemi di Intel.

Dopo i risultati piatti fatti registrare durante il terzo trimestre, il mercato dei PC ha conosciuto una nuova, importante frenata nel quarto e ultimo trimestre dell’anno appena concluso: anche il 2018 termina con il segno negativo, dicono Gartner e IDC, perché gli utenti comprano meno sistemi informatici completi e l’incertezza dovuta a diversi altri fattori (esterni e interni al settore) di certo non aiuta.

Il periodo delle vacanze e delle festività di fine anno, tradizionalmente in grado di “spingere” le vendite dell’elettronica di consumo, questa volta non ha avuto gli effetti sperati: secondo le stime preliminari di Gartner, il numero di PC commercializzati (arrivati cioè sugli scaffali e i magazzini dei rivenditori ma non ancora nelle case di utenti finali e aziende) nel quarto trimestre del 2018 è stato di 68,6 milioni di unità, con un calo del -4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Mercato PC 2018 Gartner

Lenovo si è ripresa il posto di produttore principale di PC a livello mondiale, dice ancora Gartner, superando HP, Dell, Apple e Asus. Le stime complete riferite all’intero 2018 parlano invece di più di 259 milioni di computer commercializzati (inclusi notebook e “ultramobile” a esclusione di Chromebook e iPad) con un -1,3% anno-su-anno. Anche qui Lenovo regna sovrana (58 milioni di unità e +6,9%) davanti ad HP, Dell, Apple, Acer e Asus.

Le stime preliminari di IDC sono leggermente più ottimistiche e parlano di un trimestre che si è chiuso con un -3,7% anno su anno (68 milioni di PC commercializzati) e una classifica dei primi cinque produttori composta dalla solita Lenovo, da HP, Dell, Apple e Acer. L’anno di IDC ha chiuso a -0,4% (più di 258 milioni di PC commercializzati), con la statunitense HP che supera di poco la cinese Lenovo come maggior produttore al mondo.

Mercato PC 2018 IDC

Nel giustificare il settimo anno di declino consecutivo dell’industria informatica par excellence, Gartner ha parlato di una domanda da parte dell’utenza consumer parecchio debole mentre la crescita del business enterprise – aiutata dall’upgrade a Windows 10 – ha contribuito a “stabilizzare” la situazione alla fine del 2018.

IDC ha sottolineano l’impatto negativo avuto dall’assurda guerra commerciale contro la Cina iniziata dal presidente americano Donald Trump, mentre entrambe le società di analisi hanno chiamato in causa anche la ridotta disponibilità di nuove CPU causata dai ben noti problemi di produzione sperimentati da Intel in questo periodo. Migliorate condizioni su questo fronte dovrebbero contribuire a una ulteriore stabilizzazione del mercato nel 2019.

5G

Networking

Gartner: nel 2020 boom di investimenti per l’infrastruttura 5G

Alfonso Maruccia | 30 Luglio 2020

5G Gartner Reti

La società di analisi prevede un raddoppio negli investimenti per l’infrastruttura delle reti di nuova generazione. Donald Trump o meno, a guidare il mondo per il 5G sarà la Cina.

Le reti cellulari di nuova generazione sono al centro di una contesa geopolitica prima che tecnologica, ma gli investimenti vanno avanti nonostante tutto. Nemmeno Donald Trump, il COVID-19 o le tante crisi in cui oggi versa il mondo riusciranno a rallentare la corsa verso l’aumento di copertura della telefonia 5G.

Stando alle ultime previsioni di Gartner, alla fine dell’anno la spesa per l’installazione di infrastrutture dedicate al 5G sarà cresciuta del 96%. Un raddoppio di investimenti dal valore di $8,1 miliardi, mentre i ricavi passeranno dal 10,4% al 21,3% della torta complessiva delle comunicazioni senza fili.

Gartner 5G

Il boom dell’infrastruttura per il 5G compenserà, almeno in parte, la riduzione della spesa sulle reti di precedente generazione: le reti 4G e LTE scenderanno del -20,8%, il 3G del -37,1% e il 2G del -40,8%. Nel complesso, il 2020 vedrà una riduzione degli investimenti per le reti senza fili pari al -4,4%.

Gartner evidenzia altresì gli stati in cui i provider di servizi di comunicazione (CSP) investiranno maggiormente in 5G, con una copertura del territorio nazionale del 95% (entro il 2023) prevista per Cina, Taiwan e Hong Kong, Asia, America del Nord e Giappone. Sul breve termine, la potenza cinese continuerà a guidare lo sviluppo globale delle reti 5G grazie ai prezzi economici, gli investimenti statali e le regolamentazioni non troppo stringenti.

Mercato degli smartphone

Smartphone

COVID-19, vendite smartphone in calo del 20%

Luca Colantuoni | 3 Giugno 2020

COVID-19 Gartner Smartphone

In base ai dati pubblicati da Gartner, le vendite di smartphone nel primo trimestre 2020 hanno subito un calo del 20,2% a causa della pandemia COVID-19.

I dati negativi pubblicati da Canalys all’inizio del mese sono stati confermati anche da Gartner. In questo caso le percentuali sono più preoccupanti perché fanno riferimento alle vendite degli smartphone. Secondo la società di analisi, il calo nel primo trimestre supera il 20%. Solo Xiaomi ha leggermente incrementato le vendite tra i produttori inclusi nella top 5.

La pandemia COVID-19 ha colpito tutti i settori. Le fabbriche sono rimaste chiuse e gli utenti hanno deciso di acquistare solo prodotti essenziali (considerando anche i ritardi nelle consegne). Il crollo del mercato degli smartphone è piuttosto pesante. Rispetto al primo trimestre 2019 sono stati venduti oltre 75 milioni di unità in meno con un calo del 20,2%.

Vendite smartphone Q1 2020

L’unico dato positivo è quello di Xiaomi. Il produttore cinese ha incrementato le vendite dell’1,4%, grazie al successo delle serie Redmi e alle varie promozioni online. Samsung conserva il primo posto della top 5, ma ha venduto oltre 16 milioni di smartphone in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-22,7%). Il dato peggiore è quello di Huawei: -27,3%. Oltre alla pandemia COVID-19, il produttore cinese ha subito anche le conseguenze del ban imposto dall’amministrazione Trump, ovvero l’impossibilità di installare le app Google sui nuovi dispositivi.

Apple ha venduto circa 3,6 milioni di iPhone nel primo trimestre 2020. Il calo dell8,2% è meno significativo rispetto agli altri produttori perché le vendite online hanno compensato quelle negli store (chiusi). Infine, Oppo ha venduto circa 24 milioni di smartphone con un calo del 19,1% dovuto soprattutto alla chiusura dei negozi, principale canale di distribuzione dei suoi dispositivi.

Computing - ICT

News

Gartner: cala il mercato dei dispositivi per colpa del COVID-19

Alfonso Maruccia | 27 Maggio 2020

Gartner Mercato Notebook Smartphone

Gli analisti di Gartner prevedono una notevole contrazione nel business dei dispositivi hi-tech, un mercato destinato a registrare quasi il -14% nel numero di unità commercializzate.

La pandemia globale di COVID-19 ha già avuto effetti negativi sul business degli smartphone, dei PC degli altri dispositivi tecnologici, e stando a quanto sostiene ora Gartner tali effetti si faranno sentire durante tutto l’anno 2020. Per una ripresa bisognerà aspettare il 2021. O forse il 2022.

Le nuove previsioni di Gartner parlano di un declino del 14% nel numero di dispositivi commercializzati entro l’anno in corso. Nel 2019 PC, smartphone e gli altri gadget hi-tech arrivati sul mercato ammontavano a 2,16 miliardi, ora invece si arriverà a malapena a 1,9 miliardi.

Mercato in declino

Gartner sottolinea come le previsioni per il declino del mercato PC (in discesa del 10,5% nel 2020) sarebbero potute essere persino peggiori, se il regime di quarantena imposto un po’ in tutto il mondo non avesse spinto la richiesta di sistemi portatili e periferiche correlate.

I primi segnali di un’inversione di tendenza arriveranno nel 2021, dicono gli analisti, e solo in relazione ai dispositivi “portatili” come laptop, tablet e Chromebook Internet-dipendenti. In questo caso a giocare a favore delle suddette categorie sarà il previsto aumento del telelavoro.

Il virus SARS-CoV-2 ha azzoppato anche la prevista diffusione degli smartphone compatibili con i network 5G. Secondo le previsioni i telefonini di nuova generazione avrebbero dovuto rappresentare l’11% dell’offerta, ma una copertura ancora limitata del 5G e il coronavirus hanno remato contro l’upgrade alle reti mobile.

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