Windows 10 rotto

Microsoft si arrende: Windows 10 non è più un “servizio”

Redmond capitola di fronte alle polemiche e ai disastri delle ultime release del suo “OS-come-servizio” restituendo, almeno in parte, il controllo sulla gestione degli aggiornamenti di grandi e piccole dimensioni agli utenti.

Il modello di “sistema-operativo-come-servizio” propagandato da Microsoft in questi anni è ufficialmente defunto, perlomeno nella sua forma originaria: Windows 10 diventerà presto un OS meno ostile all’utente, che avrà molto più spazio di manovra quando si tratta di dare l’OK all’aggiornamento del sistema o, peggio ancora, all’installazione di una versione completamente nuova di Windows.

A dare la felice notizia è stato Mike Fortin, vice-presidente corporate di Windows che sul blog ufficiale ha parlato di miglioramenti all’esperienza degli update di Windows 10 in fatto di “qualità e trasparenza”: i major update di Windows 10 distribuiti ogni sei mesi non verranno più installati in maniera automatica, e resteranno “off-limits” dal PC finché l’utente non sceglierà di scaricare il mega-pacchetto di aggiornamento di sua spontanea volontà.

Le nuove release di Windows 10 verranno comunque installate alla fine del periodo di supporto garantito per la versione attualmente presente sul sistema, ha spiegato Fortin, mentre qualsiasi aggiornamento distribuito tramite Windows Update (inclusi quelli del Patch Tuesday, i driver di periferica e tutto quanto) potrà essere messo in pausa per 7 giorni di seguito, fino a un massimo di 35 giorni prima del download automatico.

Windows Update

La possibilità di mettere in pausa gli aggiornamenti era una funzionalità sin qui limitata solo alle edizioni Pro e superiori di Windows 10, mentre presto anche gli utenti dell’edizione Home avranno a disposizione questa opzione. Inoltre, e questa è la seconda notizia importante comunicata da Mike Fortin, Microsoft si prenderà un mese di tempo per testare a dovere la prossima major release di Windows 10 all’interno del canale Insider.

La futura versione di Windows 10 si chiamerà Windows 10 May 2019 Update e uscirà a fine maggio, dice Fortin, è augurabilmente non sarà angustiata dalla terrificante ridda di bug e problemi che hanno caratterizzato il disastro noto come Windows 10 October 2018 Update. Un periodo di test esteso (anche interno alla corporation) dovrebbe permettere agli sviluppatori di Redmond di evitare figuracce future e di non spaventare più gli utenti con “test” non previsti, come ad esempio capitato in questi giorni tramite le ignote e criptiche notifiche distribuite tramite la app UWP delle News.

Il fatto che Microsoft abbia deciso di arrendersi alla realtà è un’ottima notizia per l’intero mercato dei PC, sia dal punto di vista degli utenti finali che dei produttori OEM che avranno molti meno grattacapi a cui pensare: un sistema operativo per computer non è un “servizio” in aggiornamento costante, o almeno non può esserlo nei termini che il santone del cloud Satya Nadella vorrebbe. E se la possibilità di mettere in pausa per un periodo limitato di update non è ancora sufficiente, gli utenti avanzati possono sempre rivolgersi ai tool di terze parti per disabilitare gli aggiornamenti per tutto il tempo che vogliono.

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