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COVID-19, contact tracing anche con smartwatch

Il Bluetooth SIG ha creato un gruppo di lavoro che definirà le specifiche per estendere il contact tracing ai dispositivi indossabili, come smartwatch e fitness tracker.

Il contact tracing richiede oggi l’installazione di un’app (in Italia è Immuni), ma ci sono milioni di persone che non possiedono uno smartphone. Il Bluetooth SIG (Special Interest Group) ha quindi annunciato lo sviluppo di specifiche che permettono ai dispositivi indossabili (smartwatch, fitness tracker e altri) di sfruttare il sistema delle notifiche di esposizione per il monitoraggio della diffusione del COVID-19.

Gli smartphone sono indubbiamente i dispositivi più diffusi al mondo, ma una buona parte della popolazione (bambini e anziani) non usa uno smartphone. Si tratta delle persone più a rischio di contagio, in quanto frequentano scuole e soffrono di patologie che possono aggravare lo stato di salute in caso di contagio. Il Bluetooth SIG ha deciso di estendere ai dispositivi indossabili il supporto per l’ENS (Exposure Notification System) utilizzato dalle autorità sanitarie per tracciare la diffusione del virus.

I 130 membri del Bluetooth SIG hanno creato il Bluetooth SIG Exposure Notification Working Group (ENWG) per definire uno standard che garantisca le stesse protezioni per sicurezza e privacy offerte dal sistema delle notifiche di esposizione utilizzato oggi su smartphone. Non si tratta di un lavoro molto complicato, pertanto la prima bozza delle specifiche verrà rilasciata in pochi mesi.

Purtroppo il COVID-19 non è stato ancora sconfitto e il numero di contagi continua ad aumentare (anche per il mancato rispetto del distanziamento sociale e il mancato uso della mascherina). Il contact tracing tramite smartwatch, fitness tracker o altri dispositivi indossabili potrebbe rallentare la diffusione del virus (se i cittadini sono consapevoli del rischio).

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