Museo del Risparmio

Al Museo del Risparmio l’economia è un gioco

Un museo (o meglio un laboratorio multimediale) che aiuta ad avvicinarsi ai concetti cardine dell’economia attraverso un linguaggio chiaro e semplice.

A Torino, in pieno centro, a pochissimi passi da Piazza Castello sorge il Museo del Risparmio. Il museo – ma il termine più corretto per farne comprendere le caratteristiche e le finalità è forse laboratorio multimediale – è stato inaugurato nel 2012 con l’intento di ridurre poco a poco il gap culturale nell’ambito delle conoscenze economico-finanziarie nel nostro paese

Conoscere, capire e sperimentare sono le tre parole chiave con cui muoversi tra gli spazi del museo alla ricerca di curiosità e risposte alle proprie domande. C’è anche una quarta parola che forse è la più importante ed è gioco: quel trucco neanche troppo segreto che ci consente di aprire la mente e di imparare più volentieri, avvicinandoci a temi nuovi senza barriere e limiti. 

Conoscere, capire, sperimentare sono le tre parole chiave con cui muoversi tra gli spazi del Museo del Risparmio

La missione del Museo del Risparmio è dunque la creazione di un luogo unico, innovativo, divertente dedicato alle famiglie, agli adulti e ai bambini dove sia possibile avvicinarsi ai concetti cardine dell’economia attraverso un linguaggio chiaro e semplice, al fine di migliorare il proprio livello di educazione finanziaria; quel processo attraverso il quale gli individui gestiscono il denaro con consapevolezza e aumentano la loro familiarità con prodotti, istituzioni e con i concetti di rischio e rendimento, oltre – naturalmente – alla capacità di far di conto.

Il Museo del Risparmio è ora fruibile anche a distanza grazie a due app gratuite, disponibili per dispositivi Android, iOS, scaricabili sul proprio personal computer e anche “giocabili” direttamente online.

La prima app si chiama “It’s my life!” e mette alla prova ogni singolo giocatore sulle sue capacità di gestione del proprio denaro. Non è un vero e proprio gioco, ma una sorta di simulatore. Si parte con la scelta di un sogno: dall’acquisto di casa al viaggio della vita, dalla macchina nuova all’iscrizione a un master universitario. Facile a dirsi, ovviamente un po’ meno a farsi. L’utente per raggiungere il suo sogno dovrà infatti fare i conti (è proprio il caso di dirlo!) con il reddito mensile, le spese necessarie, quelle eliminabili. Un buon test per riflettere su ciò che è necessario e ciò che non lo è e magari applicare qualche modifica al proprio stile di vita.

Il nome della seconda app è già tutto un programma: si chiama “Be Prime Minister” e darà a tutti la possibilità di mettersi alla prova nel ruolo di premier. Il gioco è ambientato nel paese immaginario di Ameise (significa formica in tedesco ndr) e lo scopo è far crescere il Prodotto Interno Lordo, ridurre il debito pubblico ereditato al momento della nomina e garantire lo sviluppo sostenibile necessario alla comunità dei cittadini.  “La storia insegna che fare il primo ministro in qualsiasi paese del mondo non è mai facile” – spiega il direttore del museo, Giovanna Paladino. “Le decisioni da prendere sono molte, soprattutto in ambito economico. Tuttavia, non è poi tanto diverso da quanto dobbiamo fare tutti noi in piccolo quando si tratta di amministrare il nostro bilancio domestico. Imparare giocando, mette al riparo dai rischi ed è sempre più divertente”.

Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 ed effettua il riposo settimanale nella giornata del martedì.

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Nato a Roma il 3 giugno del 1981. Giornalista dal 2011, scrive prevalentemente di nuove tecnologie, sport, cultura, fumetti e attualità per la radio, la carta stampata e il web. Nel 2008 pubblica, per la casa editrice Tunué, Politicomics un saggio sul rapporto tra comunicazione politica e fumetti.