Ransomware

Ospedali chiusi per colpa dei ransomware

L’epidemia dei ransomware continua a mietere vittime eccellenti, con dieci diversi ospedali (negli USA e in Australia) alle prese con un’infezione in grado di mettere a rischio la salute e la sicurezza dei pazienti.

I ransomware sono una piaga che non cessa di causare problemi in tutto il mondo, i malware cripta-file hanno praticamente raggiunto qualsiasi tipo di dispositivo elettronico mentre quando si tratta di PC, il danno provocato da un’infezione a base di ransomware può essere tale da mettere a rischio la sicurezza “fisica” delle persone.

Oltre alle infrastrutture cittadine, alle aziende e ai PC in ogni angolo del globo, uno dei obiettivi più preoccupanti dei ransomware è quello degli ospedali: WannaCry aveva già provveduto a generare il panico in tal senso, e ora arriva la notizia di due nuove gravi infezioni informatiche che hanno preso di mira diversi nosocomi negli Stati Uniti e in Australia.

fbi-sicurezza-informatica-elezioni-usa-2016-hacker-russi

I tre ospedali statunitensi colpiti da un ignoto esemplare di ransomware si trovano tutti in Alabama, e fanno riferimento al DCH Health System: stando alle comunicazioni ufficiali, ignoti criminali stanno “limitando la capacità” degli ospedali infetti di usare i sistemi informatici. Le strutture sono entrate in modalità di emergenza, garantendo l’accesso alle cure solo ai pazienti in condizioni più gravi e spendendo in altre strutture gli altri.

Altrettanto grave sembra poi essere l’incidente che ha coinvolto sette diversi ospedali nelle regioni di Gippsland e Victoria, in Australia, con un ignoto ransomware “infiltrato” nei sistemi informatici inclusi quelli necessari alla gestione finanziaria. I sistemi infetti sono stati isolati e disconnessi nel tentativo di bloccare il proliferare del malware, le operazioni chirurgiche sono state rimandate mentre gli esperti stimano che ci vorranno settimane per ripristinare il normale funzionamento delle strutture.

PCProfessionale © riproduzione riservata.