Logo Opera Browser

Personal Browser, €8.000 da Opera Software per navigare sul Web

L’iniziativa Personal Browser di Opera offre un’opportunità di fama, e guadagno apparentemente facile, a chiunque sia appassionato di Web. Un piccolo investimento per un grande ritorno pubblicitario.

Opera Software, la società norvegese (di proprietà cinese) che sviluppa l’omonimo clone del browser Chrome ha di recente annunciato l’iniziativa Personal Browser. La corporation intende pagare gli utenti, anzi un utente in particolare, per avere un accesso privilegiato alla sua attività di navigazione negli angoli nascosti del Web.

Opera descrive Personal Browser come un’opportunità di vivere “un sogno”, ovvero essere pagati semplicemente per navigare sul Web. Il fortunato vincitore riceverà ben €8.000 per 15 giorni spesi alla caccia di stupidi meme, video di cuccioli di foca e nello “studio” delle teorie cospirazioniste più improbabili, promette (anzi minaccia) Opera.

Opera Persona Browser

I requisiti di partecipazione al contest sono accessibili più o meno a chiunque, visto che prevedono un generico “amore per il Web”, la conoscenza di cosa sia un browser, la capacità di parlarsi addosso, la disponibilità di un computer e di una connessione a Internet “stabile”, la capacità di parlare in un inglese fluente, la maggiore età.

Le due settimane di browsing pagato saranno organizzate nell’inverno 2020/2021, dice Opera, e la corporation si incaricherà (oltre che del pagamento promesso) di rendere il fortunato utente famoso sui canali social. Proprio i social rappresentano in effetti l’anima della nuova iniziativa pubblicitaria di Opera.

Con un piccolo investimento di €8.000, infatti, la corporation vuole che gli aspiranti “browser personali” registrino una breve clip video pubblicandola poi su Facebook, Instagram e gli altri servizi social con l’hashtag #operapersonalbrowser. Un’ottima opportunità per generare “rumore” sull’iniziativa e sul marchio Opera, insomma. Il contest si chiuderà il 13 novembre.

PCProfessionale © riproduzione riservata.
Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.