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Che succede a GOG.com?

Lo store digitale di videogiochi per PC sta passando un periodo piuttosto delicato, con licenziamenti “in massa” e programmi di sconti cancellati. Nulla di preoccupante, dice la società, in attesa del prossimo consuntivo finanziario da cui emergerà finalmente la verità.

GOG.com è da dieci anni una delle principali alternative a Steam per l’acquisto di videogiochi in formato digitale su PC, un servizio di digital delivery in origine votato alla riproposizione di vecchi classici e ora una vetrina videoludica a tutto tondo piena di titoli vecchi e nuovi. Un’impresa che, stando alle indiscrezioni, starebbe vivendo un periodo finanziario non esattamente positivo.

L’origine dei rumor è il licenziamento di una dozzina di impiegati, vale a dire circa il 10% della forza lavoro di GOG.com; CD Projekt, sviluppatore videoludico polacco proprietario del marchio, ha rilasciato un commento sulla faccenda parlando di una semplice operazione di riorganizzazione avviata già a ottobre 2018.

GOG.com

Se dodici impiegati hanno lasciato GOG.com, una ventina di posizioni risultano ancora aperte tra le offerte di lavoro della società: tutto normale, rassicurano insomma da Varsavia, ma uno degli impiegati “dismessi” non la pensa allo stesso modo. All’origine dei licenziamenti ci sarebbe un momento di difficoltà finanziaria, con lo store digitale che ha vissuto un pessimo febbraio ed è pericolosamente vicino a registrare perdite già da alcuni mesi.

Per conoscere la verità sullo stato finanziario di GOG.com occorrerà attendere marzo, quando la società comunicherà i dati sulle performance economiche per l’anno fiscale 2018. L’ipotesi che si fa in queste ore addita il debutto di Epic Games Store come possibile colpevole delle difficoltà di GOG.com, visto che il nuovo canale di digital delivery offre condizioni estremamente vantaggiose – ed economicamente molto migliori – rispetto a Steam o anche a GOG.

In attesa del consuntivo finanziario, un’altra mossa rivelatrice delle difficoltà di GOG.com riguarda la cancellazione del piano Fair Price Package (FPP): lo store digitale aveva fin qui promesso di compensare gli utenti nel caso in cui il prezzo di un gioco fosse stato superiore a quello equivalente per gli utenti statunitensi, ma ora FPP non è più conveniente per via dei nuovi accordi con gli sviluppatori e perché GOG rischia di vendere i giochi in perdita.

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