Samsung Serie 9: ultrasottile di lusso

E’ un pericoloso concorrente del MacBook Air, rispetto al quale offre alcune funzionalità  in più e un processore più veloce.

Anteprima di Pasquale Bruno

Articolo tratto da PC Professionale 245 di agosto 2011

Il Samsung Serie 9 rappresenta qualcosa di completamente nuovo nell’offerta del produttore coreano. È un notebook ultrasottile da 13″ di fascia alta, costruito con estrema cura e molto leggero, che va a porsi nella stessa fascia di mercato del MacBook Air. In maniera analoga al prodotto Apple presenta un prezzo piuttosto sostenuto, dovuto al tipo di materiali impiegati e alla presenza di un costoso disco Ssd da 128 Gbyte. Il Samsung 900X3A sarà  affiancato prossimamente da un secondo modello con schermo da 11″, così da insidiare anche il modello più piccolo dei portatili Apple.

Il segreto di questo notebook è nel tipo di materiale utilizzato per il telaio, il duralluminio. È una lega di alluminio composta da rame, magnesio e manganese, utilizzata nelle costruzioni aeronautiche e negli strumenti di precisione; un materiale molto robusto e allo stesso tempo leggero che permette di contenere il peso finale del notebook in appena 1,3 kg. La finitura superficiale è totalmente nera, fatta eccezione per il logo dell’azienda e per un bordo argentato lungo tutto il perimetro. Il profilo a goccia è molto particolare e ricorda quello di una cartella. Considerate le dimensioni, questo Serie 9 stupisce per la sua leggerezza e per lo spessore davvero ridotto (1,6 cm nel caso peggiore); il display da 13 pollici permette l’implementazione di una tastiera ampia, anche questa realizzata con molta cura e comoda da usare.

Anche il touchpad è spazioso, con pulsanti integrati nella sua superficie, esattamente come sul MacBook Air. Lo abbiamo trovato però fin troppo sensibile e soggetto a errori; molte volte si attiva il click senza volerlo. Un altro aspetto che ci ha lasciati perplessi è la spigolosità  dei bordi del telaio, esteticamente attraenti ma meno pratici nel maneggio quotidiano. Per contenere al massimo lo spessore è indispensabile un processore a basso consumo, che esiga un sistema di dissipazione del calore poco ingombrante. Qui è stato utilizzato un Core i5-2537M con architettura Sandy Bridge, con frequenza di clock di 1,4 GHz elevabile a 2,3 GHz in modalità  Turbo. È un processore di tipo Ulv (Ultra Low Voltage) con dissipazione termica di appena 17 watt; l’ideale per i notebook più piccoli.

La presenza di un processore di classe Sandy Bridge rappresenta la differenza più marcata, a livello architetturale, rispetto agli attuali MacBook Air (per i quali è comunque previsto a breve un aggiornamento hardware). Gli Air sono basati su un Core 2 Duo presentato sul mercato nel 2008 e di due generazioni indietro. Durante la prova dell’Air da 13″ avevamo misurato un punteggio del test PC Mark Vantage di 5.240 punti; quello della macchina Samsung è di 7.881. Il nostro test di codifica video H.264 ha impiegato 27 minuti sul MacBook Air e 13 minuti sul Samsung 900X3A. Una differenza molto evidente che, nel caso della codifica video, mostra come il processore Sandy Bridge riesca a fornire prestazioni doppie. Ricordiamo che abbiamo di fronte comunque processori a basso consumo, con prestazioni assolutamente non paragonabili rispetto a quelli per notebook mainstream e tantomeno a quelli per Pc desktop.

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