Riconoscimento facciale

QVR Face, il riconoscimento facciale formato app di QNAP

QNAP ha ufficialmente presentato QVR Face, soluzione biometrica per il riconoscimento facciale dedicata alle applicazioni di videosorveglianza a base di NAS. A quanto pare il cloud non serve, ma un abbonamento si.

Il riconoscimento facciale avrà i suoi problemi e le sue incertezze dal punto di vista legale, ma ciò non impedisce certo alle aziende specializzate di implementare nuove soluzioni a base di identificazione biometrica. QVR Face è appunto un nuovo sistema di riconoscimento offerto da QNAP, società specializzata in storage NAS che ora propone una soluzione per la videosorveglianza biometrica “tutto-compreso” o quasi.

QVR Face è ovviamente un sistema “smart”, sostiene QNAP, una “soluzione per il riconoscimento intelligente dei volti” che sfrutta gli algoritmi della IA addestrati a processare le immagini. QVR Face può integrarsi nelle videocamere con supporto al protocollo di streaming RTSP, o anche con i sistemi di terze parti tramite l’utilizzo di un’apposita interfaccia di programmazione dedicata (API).

QVR Face

La promessa di QVR Face è quella di creare, in maniera semplice, un sistema per il riconoscimento dei volti che sia economico ma anche efficace e “ad alte prestazioni” da impiegare per la sorveglianza di uffici e aziende, complessi residenziali, istituti di ricerca, negozi al dettaglio e altro ancora.

QVR Face è in grado di analizzare in tempo reale il flusso video (RTSP o telecamera IP) o anche le registrazioni già archiviate su NAS, e l’utente può poi usare il risultato delle analisi per costruire e configurare profili, gruppi e notifiche di eventi nei casi in cui l’identificazione facesse centro. QNAP propone QVR Face per la gestione automatica degli accessi alle porte, la gestione dei visitatori e i servizi “smart retail”.

Secondo quanto sostiene l’azienda taiwanese, QVR Face richiede solo la disponibilità di un NAS (prevedibilmente di marca QNAP) su cui poter scaricare la app ufficiale dallo store dedicato; a quanto pare il nuovo tool biometrico non richiede calcoli nel cloud o schede acceleratrici aggiuntive, mentre per sfruttare al meglio il servizio viene presentata la necessità di registrare “un piano di licenza completo” (ovviamente a pagamento) per l’implementazione flessibile del sistema.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.