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Clubhouse e i dubbi del Garante Italiano della Privacy

Clubhouse e i dubbi sulla privacy: il Garante italiano chiede chiarimenti, per capire cosa non stanno dicendo agli utenti

Dopo il successo riscontrato da Clubhouse nel corso delle scorse settimane, sono sorti alcuni dubbi in merito alla sua informativa sulla privacy. Il social network che si basa unicamente sulla voce è una piattaforma nuova, accessibile per il momento solo su iOS e su invito. Su Clubhouse si creano delle stanze dove si parla di determinate tematiche, tuttavia al Garante della Privacy italiano, qualcosa non è andato a genio.

Il successo di Clubhouse è finito infatti al centro del mirino del Garante della Privacy che ha inviato una lettera ai gestori del social per fare luce su alcuni punti. La conferma arriva da una fonte di Open, informato a sua volta da Guido Scorza, un avvocato che fa parte del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali.

“Abbiamo chiesto una serie di chiarimenti. Nella lettera che abbiamo inviato ci sono punti ancora da risolvere come la gestione della rubrica e la registrazione delle conversazioni. Al momento non abbiamo ricevuto nessuna risposta, la richiesta è stata fatta alla fine della scorsa settimana”.

Per il momento la piattaforma basata sulla voce è un social media in beta testing, provata quindi da fetta di pubblico, prima che sia aperta a chiunque. Quindi Clubhouse funziona ancora su invito, cosa che però non sembra interessare al Garante della Privacy.

Beta test o non Beta test a non non interessa. C’è sempre un trattamento dei dati e ora è importante capire come funziona.

In attesa quindi di capire come si svilupperà la vicenda tra Clubhouse e il Garante della Privacy, il social continua a diffondersi a macchia d’olio tra gli utenti di iOS. Di recente il Garante della Privacy ha anche preso una decisione importante in merito a TikTok. Infatti proprio dal 9 febbraio, l’app richiederà a tutti gli utenti di indicare la propria data di nascita. Qualora un utente abbia meno di 13 anni, non potrà più accedere all’app. Con il tempo questa informazione si potrà inoltre verificare, se si scoprisse che l’età indicata non è quella effettiva.

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