meltdown spectre

Security

Come testare i bug Meltdown e Spectre con InSpectre

Alfonso Maruccia | 7 Agosto 2018

Cpu Sicurezza

Con una piccola utility gratuita possiamo testare il sistema per verificare la presenza dei super-bug delle CPU, ottenendo informazioni complete sulla disponibilità di patch per il sistema operativo e il firmware.

InSpectre è un’utility freeware sviluppata da Steve Gibson (Gibson Research Corporation), un tool leggero e dall’utilizzo immediato che promette di facilitare la gestione dei problemi scatenati dalla scoperta di Meltdown e Spectre. In questi mesi i super-bug delle CPU hanno portato alla comparsa di un gran numero di patch e aggiornamenti di sicurezza, oltre ovviamente alle polemiche e al dibattito ancora in corso sulle responsabilità dei produttori e la progettazione dei chip del prossimo futuro.

Come andiamo ripetendo da mesi, Meltdown e Spectre sono due vulnerabilità di sicurezza figlie dell’esecuzione speculativa delle CPU moderne, una tecnologia in grado di “accelerare” in maniera significativa la velocità di esecuzione del software che però presta il fianco alla possibile compromissione delle memoria (teoricamente protetta) del kernel e di informazioni sensibili quali password, chiavi crittografiche e altro ancora.

In questi primi otto mesi del 2018, produttori di CPU – in particolare Intel – e di sistemi operativi hanno a più riprese rilasciato aggiornamenti pensati per neutralizzare la minaccia di Meltdown e Spectre, una situazione resa ancora più caotica dai molti problemi di stabilità scatenati da alcune di queste patch e dalla comparsa, soprattutto nell’ultimo periodo, di nuove varianti di Spectre in grado di condurre nuovi tipi di attacchi all’esecuzione speculativa delle CPU con conseguente compromissione dei dati sensibili.

Nel tentativo di rendere meno complicata la gestione di Meltdown, Spectre, patch per Windows e firmware UEFI aggiornati per le motherboard, InSpectre accorpa tutte le informazioni utili allo scopo nella piccola finestra del programma. Basta scaricare l’eseguibile dal sito ufficiale e lanciarlo per trovarsi di fronte all’interfaccia del tool.

InSpectre

L’interfaccia di InSpectre

InSpectre è in grado prima di tutto di confermare se il sistema in uso è attualmente protetto contro le falle Meltdown e Spectre, se è disponibile un aggiornamento al microcodice della CPU montata sul PC e se la presenza o l’installazione delle patch contro i super-bug porterebbe a una degradazione sensibile delle prestazioni in alcuni scenari di utilizzo specifici.

Il tool fornisce il codice identificativo della CPU (CPUID) in uso, utile a verificare on-line la presenza del microcodice aggiornato nell’apposita patch di Microsoft per Windows 10 1709 e versioni successive (KB4090007). Scorrendo il testo verso il basso, InSpectre fornirà poi tutte le informazioni aggiuntive utili a comprendere la minaccia dei super-bug, le contromisure approntate da Intel e Microsoft e l’attuale situazione del sistema (patch disponibili e/o non installate, microcodice aggiornato eccetera). Sulla parte inferiore del tool sono infine presenti due pulsanti che, una volta installati gli opportuni aggiornamenti sul sistema, permettono di abilitare o disabilitare le protezioni contro Meltdown e Spectre a scelta dell’utente (ad esempio quando occorre massimizzare le prestazioni e la sicurezza non è una priorità).

InSpectre è un tool prezioso per il contrasto alla minaccia di Meltdown e Spectre, anche se è opportuno tenere conto delle possibili incompatibilità (elencate sulla pagina ufficiale del programma) con le versioni meno recenti di Windows e del fatto che i super-bug, soprattutto per quanto riguarda Spectre, continuano a “figliare” nuove varianti e vettori di attacco innovativi potenzialmente in grado di neutralizzare gli aggiornamenti fin qui distribuiti dai produttori.

Noctua

CPU

Noctua, arriva il dissipatore “fanless” da 1,5kg

Alfonso Maruccia | 23 Dicembre 2020

Cpu Dissipatori Noctua

La specialista di dissipatori Noctua è pronta ad avviare la produzione di massa di una nuova unità senza ventola. Il design “fanless” comporta un aumento significativo nel peso del dispositivo.

Noctua, azienda austriaca specializzata in dissipatori per CPU desktop, sarebbe pronta a portare sul mercato il suo primo prodotto basato su un design “fanless”. La nuova unità di raffreddamento fa a meno delle ventole di ordinanza ma richiede un’attenta gestione del peso da parte di utenti finali e appassionati builder di PC custom.

Un prototipo del primo dissipatore fanless di Noctua era stato inizialmente mostrato in occasione del Computex 2019, dove era riuscito a tenere a bada le temperature estreme di una CPU Core i9-9900K anche in un’ambiente affollato (e accaldato) come la fiera informatica di Taipei.

Noctua, dissipatore fanless

Il prototipo del Computex includeva 12 alette di alluminio da 1,5 mm, sei heatpipe di rame e una piastra di collegamento al processore (heatsink) sempre di rame. Il dissipatore usa un design asimmetrico per una migliore gestione delle schede PCIe, ed è pienamente compatibile con l’installazione dei moduli RAM su piattaforme LGA115x (Intel) e AM4 (AMD).

Stando alle ultime indiscrezioni pubblicate online, dopo oltre un anno di attesa il dissipatore fanless di Noctua è oramai quasi pronto al debutto con l’avvio della produzione di massa. Il design finale è del tutto simile a quello del prototipo mostrato a Taipei, il periodo di commercializzazione previsto è il prossimo mese di febbraio.

L’adozione di un design fanless permette al dissipatore Noctua di ridurre al minimo le parti in movimento e quindi di migliorare la silenziosità di funzionamento. Ma con i suoi 1,5 kg di peso, il nuovo cooler è destinato a imporre uno stress non indifferente alla motherboard su cui verrà fissato. Il peso extra-large è in effetti una caratteristica comune (e piuttosto comprensibile) per i pochi dissipatori fanless fin qui arrivati sul mercato.

CPU Intel

CPU

Rocket Lake-S, primi benchmark per le future CPU di Intel

Alfonso Maruccia | 16 Dicembre 2020

AMD Cpu Intel Zen

Arrivano nuove indiscrezioni sulle performance di Rocket Lake-S, CPU Intel Core di undicesima generazione in arrivo nel 2021. AMD e Ryzen (non) possono dormire sonni tranquilli.

Come già confermato da Intel, le CPU Rocket Lake-S debutteranno il prossimo anno prendendo il posto di Comet Lake-S come piattaforma desktop x86 ad alte prestazioni. Il canto del cigno del nodo produttivo a 14nm userà lo stesso socket di Comet Lake-S (LGA-1200) ma includerà diverse architetturali, e stando a Intel sarà anche molto più performante.

In attesa del debutto ufficiale sul mercato, le prossime CPU di Chipzilla sono già in circolazione sotto forma di esemplari ingegneristici e relativi leak tramite i benchmark online. Nuove indiscrezioni in tal senso sono di recente emerse in merito ai modelli Core i5-11400 e Core i9-11900K, con novità decisamente interessanti su entrambe i fronti.

La CPU Core i5-11400 ha fatto la propria comparsa nel database di SiSoftware SANDARA, con un clock di base da 2,60GHz, Turbo da 4,4GHz, 6 core fisici e 12 thread logici. In confronto alla CPU Core i5-10400 (Comet Lake-S) oggi in commercio, il modello di undicesima generazione presenta una frequenza base inferiore di 300MHz e una Turbo maggiorata di 100MHz.

Le prestazioni della versione preliminare di Core i5-11400 non sono particolarmente interessanti, mentre lo stesso non si può dire per l’ultimo leak sul Core i9-11900K. Quello che dovrebbe essere il processore di punta della linea Rocket Lake-S è comparso nel database dei benchmark di Ashes of the Singularity, gioco ben noto per lo stress che impone alle CPU oltre che alle GPU discrete.

Usando il preset “Crazy” con risoluzione 1080p e una GPU GeForce RTX 2080 Ti, la CPU Core i9-11900K raggiunge i 63 fps contro i 57 fps di Ryzen 9 5950X. Rocket Lake-S sarebbe dunque più veloce di almeno il 10% rispetto a Ryzen 5000/Zen 3, suggerisce il leak, una presunta conferma della bontà della futura offerta di Intel e dell’incremento di prestazioni in ambito IPC promesso dalla corporation.

Intel Tiger Lake

CPU

Overclock, il Celeron D 347 sfonda (di nuovo) la barriera degli 8 Gigahertz

Alfonso Maruccia | 14 Dicembre 2020

Cpu Intel Overclock

Lo storico processore Celeron D 347 viene ancora una volta spinto oltre ogni limite con un record di overclock a una frequenza di oltre 8 GHz. Ennesima testimonianza delle qualità ingegneristiche della Intel del recente passato.

La CPU Intel Celeron D 347 è in circolazione da oltre 15 anni, e gli overclocker continuano a sfruttarla per raggiungere frequenze di funzionamento assolutamente fuori scala. Niente CPU multicore o ad alte prestazioni, in questo caso, ma solo la potenza bruta di un’architettura che dimostra ancora una volta la facilità di adattamento agli esperimenti folli dell’overclock made-in-China.

Il nuovo record è stato infatti raggiunto dall’utente cinese ivanqu0208, con una frequenza di funzionamento di 8,36GHz contro i 3,06GHz di base. Intel CPU Celeron D 347 è una CPU a singolo core e set di istruzioni a 64-bit, realizzata con un processo produttivo a 65nm (nel 2006) e dotata di un TDP di 86W.

Intel Celeron D 347 overclock

Oltre a una CPU Celeron D 347, l’overclocker cinese ha usato una motherboard Asus P5E64 WS Professional, uno stick da 2GB di memoria DDR3 e l’immancabile kit di raffreddamento ad azoto liquido per mantenere stabile il funzionamento del processore durante l’esperimento. Il sistema operativo? Consono all’epoca: Windows XP.

I processori Celeron rappresentano la tradizionale offerta di Intel per i sistemi economici a basse prestazioni, una tendenza che vale ancora oggi ed è destinata a valere anche in futuro. Il Celeron D 347, in particolare, ha sempre dimostrato di reggere molto bene l’overclock: il record in tal senso è ancora una volta di un utente cinese, che nel 2013 ha spinto la sua CPU economica fino a 8.516MHz.

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