Ransomware

Il lento ritorno alla normalità dopo l’attacco del ransomware

Quando il ransomware colpisce, organizzazioni e aziende devono affrontare un lento percorso di ripristino della normale operatività. Un altro effetto collaterale della minaccia dei malware cripta-file.

Gli attacchi a base di ransomware provocano milioni di dollari di danni, compromettono i dati sensibili e influenzano negativamente la capacità dei network violati di funzionare normalmente. Tale condizione può protrarsi anche per lungo tempo, mentre le organizzazioni colpite provano a ripristinare il normale stato operativo precedente alla devastazione scatenata dall’attacco.

È da più di un mese, ad esempio, che la rete di ospedali di University of Vermont Health Network (UVM) sta cercando di risollevarsi da un attacco perpetrato dal ransomware Ryuk. Subito dopo aver subito l’attacco, UVM era stata costretta a riprogrammare alcuni interventi chirurgici, mentre la maggior parte degli ospe3333dali aveva denunciato problemi ai sistemi IT per l’accesso alle cartelle cliniche digitali, le e-mail, i portali per i pazienti e i telefoni.

Ransomware (Cyber-crime, crimine, sicurezza, cyber-security)

In un nuovo aggiornamento sull’incidente di ottobre, UVM spiega ora che i servizi IT per i pazienti e il personale medico sono ancora in fase di ripristino. L’accesso alle informazioni da parte degli utenti non si è ancora pienamente normalizzato, mentre le fatture e i servizi di pagamento continuano a essere indisponibili.

Un danno ancora maggiore, quantomeno per l’amor proprio di Microsoft, arriva dalla contea di Baltimora, nel Maryland, dove il network della scuola pubblica è stato colpito da un ransomware nel corso degli ultimi giorni.

Tutti i servizi sono offline, le scuole sono chiuse e le autorità scolastiche hanno consigliato agli studenti di non usare i PC Windows forniti dalla scuola per evitare di propagare l’infezione. Al posto dei PC è meglio usare i Chromebook, un tipo di dispositivo che non presta il fianco a particolari rischi di sicurezza grazie alla sua totale dipendenza dai servizi di rete e dai server di Google.

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Ha avuto il suo incontro fatale con la tecnologia negli anni '80, prima con i giochi arcade e poi con l'Intellivision di Mattel, e da allora la passione è andata solo aumentando. Quando non passa il proprio tempo a consumare notizie sull'attualità informatica ama leggere (su carta), scrivere, fotografare e collezionare vecchi libri sui sistemi operativi obsoleti.