Microsoft Patch Tuesday

Security

Patch Tuesday di maggio 2019, come scaricare gli aggiornamenti per Windows

Alfonso Maruccia | 15 Maggio 2019

Sicurezza Software Windows

Guida al download degli aggiornamenti del Patch Tuesday per il mese di maggio 2019, con tutti i link necessari ad […]

Guida al download degli aggiornamenti del Patch Tuesday per il mese di maggio 2019, con tutti i link necessari ad aggiornare le versioni di Windows attualmente supportate da Microsoft.

Ieri era il secondo martedì del mese, e come da tradizione Microsoft ha avviato la distribuzione degli aggiornamenti di sicurezza per tutte le release di Windows ancora supportate. Gli update del Patch Tuesday vengono distribuiti in automatico tramite Windows Update, ma chi è abbastanza saggio da disabilitare il servizio e fare le cose con calma può scaricare manualmente i vari pacchetti di installazione disponibili tramite il portale Microsoft Update Catalog.

Il Patch Tuesday di maggio 2019 corregge 79 diverse vulnerabilità di sicurezza incluse nel database CVE, 19 delle quali classificate con un livello di pericolosità “critico”. Di particolare importanza risulta l’update per una falla di elevazione dei privilegi scoperta da Palo Alto Networks e già attivamente utilizzata negli attacchi “in the wild” (CVE-2019-0863), un bug sfruttabile per eseguire codice malevolo in modalità kernel oppure creare e leggere file, nuovi account admin e altro ancora. Per sfruttare il bug è necessario prima acquisire un accesso “non privilegiato” (da un comune account utente) sulla macchina-bersaglio.

Gli aggiornamenti di sicurezza rilasciati da Microsoft coinvolgono come sempre Windows 7, Windows 8.1 e Windows 10 nelle edizioni consumer e server, oltre ai browser Edge e Internet Explorer, la suite di produttività Office, Team Foundation Server, Azure, Skype per Android, Visual Studio, .NET Framework, NuGet e altri prodotti software di Redmond.

Windows XP a rischio

Nel Patch Tuesday di maggio 2019 è poi incluso un aggiornamento per una falla critica ed estremamente pericolosa nel servizio di Desktop Remoto delle versioni meno recenti di Windows (CVE-2019-0708), un bug potenzialmente sfruttabile per far proliferare di una nuova peste digitale sotto forma di worm e che ha spinto Microsoft a rilasciare una patch persino per l’oramai vetusto Windows XP. In totale, gli aggiornamenti rilasciati da Microsoft a maggio 2019 ammontano a 243. Una lista completa delle vulnerabilità corrette da Microsoft (e aziende partner) nel mese in oggetto è consultabile a questo indirizzo.

Sul Catalogo ufficiale Microsoft sono disponibili le seguenti tipologie di pacchetti di aggiornamento per le versioni di Windows supportate:

  • Aggiornamento qualitativo della sicurezza: include solo gli update distribuiti con il Patch Tuesday del mese di riferimento;
  • Aggiornamento cumulativo mensile di sicurezza: include tutti gli update (di sicurezza e non) fin qui rilasciati per la versione di Windows interessata;
  • Aggiornamento cumulativo: il mega-pacchetto di patch definitivo, un aggiornamento che include tutti i file modificati o aggiunti a partire dalla distribuzione ufficiale della versione di Windows di riferimento.
Windows Update

Patch Tuesday di maggio 2019

Entrando nello specifico degli update rilasciati da Microsoft durante il corrente mese di maggio, i seguenti “mega-pacchetti” di aggiornamento di Windows sono disponibili per il download diretto tramite il Catalogo Ufficiale della corporation:

Windows 7 SP1, Windows Embedded Standard 7 e Windows Server 2008 R2:

Windows 8.1 e Windows Server 2012 R2:

Windows 10 e Windows Server 2016/2019:

Consigliamo di non “cercare” mai gli update tramite Windows Update per via manuale: la perniciosa politica di Microsoft prevede che in casi del genere gli utenti si ritrovino sul sistema aggiornamenti non testati adeguatamente, trasformandosi di fatto in beta tester volontari del nuovo codice provvisorio di Windows 10. Meglio aspettare il Patch Tuesday, anzi meglio disabilitare Windows Update, anzi meglio ancora scaricare gli aggiornamenti dal Catalogo dei download solo quando siamo pronti a installarli manualmente come consigliato in questa guida.

Windows 10 bug errori disastro

Security

Windows 10, la falla 0-day ha bisogno di una nuova patch

Alfonso Maruccia | 24 Dicembre 2020

Sicurezza Windows

I ricercatori di Google pubblicano un nuovo exploit per una vulnerabilità di Windows 10 nota da mesi. La patch precedente non funziona, la prossima arriverà solo a gennaio.

Microsoft non è più in grado di garantire la sicurezza nemmeno per i tool basilari di Windows 10, e anche le patch rilasciate per le falle già note da tempo a volte riescono col buco. Una di queste patch è disponibile da mesi, ma stando ai ricercatori non è sufficiente a mitigare il pericolo di una vulnerabilità già sfruttata dai cyber-criminali.

La falla in questione (CVE-2020-0986) è stata scoperta dai ricercatori di Project Zero (Google) e permette a un malintenzionato di aumentare i privilegi di accesso a livello di kernel. Microsoft ha distribuito una patch correttiva a giugno, ma stando ai ricercatori di Google il problema persiste ancora oggi.

Il nuovo rapporto di Project Zero evidenzia come la falla, ora classificata come CVE-2020-17008, possa essere ancora sfruttata tramite un nuovo codice proof-of-concept (POC) adattato da quello originale sviluppato da Kaspersky. I criminali avranno gioco facile a sfruttare ancora il problema, avvertono gli esperti, poiché hanno già una certa familiarità con il bug.

Microsoft ha riconosciuto l’esistenza del problema (e quindi l’inconsistenza della sua patch) con il tracciamento del bug (CVE-2020-17008), e un nuovo fix era già in programma per novembre. I problemi identificate in fase di test hanno costretto la corporation a rimandare l’update al 12 gennaio 2021, quando si spera che verrà distribuita una correzione definitiva al problema.

DHS Cina USA

Security

Il DHS alle aziende USA: l’hi-tech cinese pericoloso per business e dati

Alfonso Maruccia | 24 Dicembre 2020

Donald Trump Privacy Sicurezza

Le autorità statunitensi del DHS lanciano l’allarme nei confronti delle aziende a stelle e strisce. L’uso dei prodotti hi-tech cinesi è pericoloso, ed è meglio informarsi per contrastare i rischi.

L’attacco contro SolarWinds evidenzia l’estrema pericolosità dei cyber-guastatori russi, ma finché Donald Trump resterà alla Casa Bianca l’“amico Putin” ha ben poco di cui preoccuparsi. I cinesi, invece, continuano a essere il bersaglio prediletto dell’Amministrazione Trumpiana, e un nuovo rapporto del DHS vuole evidenziare i rischi connessi all’uso dei dispositivi realizzati nel paese asiatico da parte delle aziende USA.

L’allarme del Department of Homeland Security (DHS), dipartimento federale equivalente del Ministero dell’Interno italiano, è indirizzato specificatamente ai business statunitensi che usano (o vorrebbero usare) prodotti hi-tech realizzati da aziende collegate al governo cinese. La Repubblica Popolare Cinese rappresenta un grave rischio alla sicurezza dei dati per il governo e i business USA, dice il DHS, perché Pechino ha “sia l’intento che l’abilità” di accedere direttamente alle informazioni grazie a framework legali vecchi e nuovi oltre che alla collaborazione diretta dei marchi cinesi.

USA vs Cina

Il rapporto del DHS cita in particolare la legge cinese sull’intelligence nazionale in vigore dal 2017, norma che obbliga tutte le aziende cinesi a supportare, assistere e cooperare con i servizi di intelligence di Pechino. Una nuova legge sulla sicurezza dei dati, la cui entrata in vigore è prevista per il 2021, rende ancora più grave la situazione fornendo alla dittatura comunista nuovi strumenti di sorveglianza e controllo sui business stranieri.

Usando dispositivi e soluzioni tecnologiche progettati e venduti da aziende cinesi, avverte il DHS, le attività imprenditoriali statunitensi espongono se stesse e i loro clienti al furto di segreti industriali, violazione delle leggi USA sull’esportazione e la privacy, rottura dei termini contrattuali, sorveglianza, tracciamento dei critici del regime, pericoli per la reputazione aziendale.

Persino l’utilizzo delle app mobile e dei braccialetti per il fitness, avverte il DHS, rappresenta un grave rischio alla sicurezza e alla privacy visto che dà al Partito Comunista Cinese l’opportunità di raccogliere i dati geolocalizzati, incrociare i dati con i registri contabili sulle proprietà e infine identificare i nomi e le famiglie dei cittadini americani. E lo spionaggio russo? E la sorveglianza ben documentata a opera della NSA statunitense? Niente, sarà per la prossima volta.

SolarWinds

Security

SolarWinds, l’attacco contro gli USA è sempre più grave

Alfonso Maruccia | 23 Dicembre 2020

Donald Trump Sicurezza SolarWinds

I contorni della breccia di sicurezza contro il software di SolarWinds si estendono, coinvolgendo sempre più vittime istituzionali e private. Gli USA sono sul piede di guerra, ma a Donald Trump non interessa granché.

I dettagli sulla breccia di sicurezza nei sistemi di SolarWinds, attacco APT di presunta origine russa che sta scatenando il panico negli USA, si fanno ogni giorno più gravi e inquietanti. Inizialmente classificato come un assalto contro le sole organizzazioni e amministrazioni del governo federale, l’attacco sembra ora aver preso di mira molti tra i grandi nomi dell’hi-tech a stelle e strisce.

Oltre a Microsoft e FireEye, dalle cui indagini è emersa l’esistenza dell’intera operazione a base di DLL malevole, almeno due dozzine di aziende hanno installato il medesimo aggiornamento alla piattaforma Orion contenente il componente infetto. Organizzazioni del calibro di Intel, NVIDIA, VMware e Belkin, che al momento sono impegnate in indagini interne ma tendono a escludere la compromissione o il furto di informazioni riservate.

Breccia di Sicurezza

Il potenziale di vittime dell’operazione contro SolarWinds è di quasi 20.000 organizzazioni, ma tutto lascia intendere che il vero obiettivo degli hacker fossero le autorità statunitensi. I criminali al soldo del Cremlino hanno compromesso anche dozzine di caselle di posta elettronica del Dipartimento del Tesoro USA, e anche in questo caso è in corso un’indagine per stabilire i contorni precisi della violazione e l’eventuale furto di dati riservati.

Il problema principale dell’intera faccenda SolarWinds sembra al momento essere lo scarso interesse del presidente uscente Donald Trump, che ha fin da subito minimizzato il presunto coinvolgimento dell’amico Putin. Un comportamento criticato dal presidente eletto Joe Biden, che ha richiamato Trump al suo dovere di preservare la sicurezza degli USA anche nelle sue ultime settimane di presidenza. Lamentandosi infine del fatto che il Pentagono Trumpiano si rifiuta di fornire informazioni precise sull’attacco come dovrebbe essere normale in una fase di transizione tra una presidenza e l’altra.

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