NortonLifeLock

Software

Acquisizioni e antivirus: NortonLifeLock compra Avira

Alfonso Maruccia | 9 Dicembre 2020

Avira Mercato NortonLifeLock Sicurezza

NortonLifeLock, colosso del software una volta noto come Symantec, ha acquisito Avira. Il problematico modello freemium della corporation tedesca diverrà parte della linea di prodotti Norton.

Importante operazione di consolidamento nel business del software antivirale, con l’acquisizione di Avira da parte di NortonLifeLock. L’azienda precedentemente nota come Symantec spende centinaia di milioni di dollari “cash” per inglobale la discussa specialista tedesca degli antivirus, sperando in tal modo di espandere la propria presenza nel mercato delle soluzioni freemium.

L’acquisizione di Avira ha un valore di 360 milioni di dollari, dice NortonLifeLock, e prevede una transazione in denaro senza scambio di azioni o altre operazioni finanziare similari. Avira era già stata acquisita (da Investcorp Technology Partners) lo scorso aprile 2020 per $180 milioni, quindi la nuova operazione rappresenta un raddoppio netto del valore dell’azienda nel giro di pochi mesi.

Logo Avira

Avira è nota per il suo software antivirale e per la versione gratuita dell’omonimo antivirus per PC, oltre che per le polemiche inerenti la potenziale violazione della privacy su Android. Recentemente, inoltre, gli utenti di Avira Free Antivirus si sono visti installare la suite Avira Free Security, un prodotto in bundle che molti considerano un vero e proprio adware depositato sul sistema senza alcuna autorizzazione specifica da parte dell’utente.

Polemiche e fiducia calante dell’utenza a parte, Avira è per NortonLifeLock un potenziale veicolo di crescita nel business del software antivirus. L’azienda spera in particolare di diventare sempre più un marchio di cybersicurezza “per tutti”, di accelerare la penetrazione in Europa e nei mercati emergenti, acquisire i 30 milioni di utenti freemium di Avira al patrimonio aziendale e di aumentare i ricavi grazie agli 1,5 milioni di utenti abbonati all’antivirus commerciale della (ex) società tedesca.

Logo Avira

App

Avira risponde a Federprivacy: la nostra app Android non viola la privacy

Alfonso Maruccia | 8 Luglio 2020

Android App Avira Privacy Sicurezza

La security enterprise tedesca ribatte alle accuse di Federprivacy, minimizzando la (presunta?) violazione della privacy degli utenti di Android. I tracker pubblicitari ci sono ma sono “rispettosi” dei diritti degli utenti.

A non molta distanza dal duro atto di accusa lanciato da Federprivacy nei confronti della sua app di sicurezza mobile, Avira ha ribattuto all’associazione italiana dei professionisti della privacy. Le affermazioni condivise dall’azienda tedesca con PC Professionale tendono a minimizzare i rischi per gli utenti, provano a correggere il tiro dell’approccio di Federprivacy alla questione ma confermano: i tracker pubblicitari ci sono.

La security enterprise teutonica dice di essere “molto orgogliosa” di garantire la protezione della privacy dei clienti, confermando altresì di non trarre profitto dai dati degli utenti e che “mai lo farà”. Avira ribatte punto su punto a Federprivacy, a cominciare dalla questione dei permessi e delle autorizzazioni ma concentrandosi sulle funzionalità della versione della app Android attualmente disponibile sul mercato (6.7.2).

Con “gestione autorizzazioni”, dice Avira, gli utenti possono tenere più facilmente sotto controllo le varie autorizzazioni richieste dalle app installate sullo smartphone. Il gran numero di autorizzazioni richieste da Avira, invece, è necessario ad attivare la corrispondente funzionalità di protezione del microfono, della geolocalizzazione e altro ancora. Ogni autorizzazione deve in ogni caso essere confermata manualmente dall’utente.

Avira Android Autorizzazioni

La questione tracker pubblicitari, infine: dei 15 tracciatori identificati da Federprivacy Avira ne conferma “solo 11”, senza DoubleClick, InMobi o Flurry. L’azienda usa gli SDK per migliorare l’esperienza utente “come molti fornitori di app di sicurezza”, e si impegna ad adottare solo i kit che adottano standard di privacy rispettosi (o persino più stringenti) dei dettami della GDPR europea.

In generale, Avira accusa Federprivacy di aver usato uno strumento incapace di fornire informazioni dettagliate su una app (Exodus) e di focalizzarsi su una vecchia versione del suo tool. L’ultima versione di Avira Security 2020 non visualizza più annunci pubblicitari in-app. Sulla base di tutte queste considerazioni, Federprivacy dovrebbe correggere le “affermazioni false” riportate nell’articolo originale.

In effetti Federprivacy ha modificato parzialmente il suo atto di accusa nei confronti di Avira, ma il succo del discorso resta sempre lo stesso. L’associazione ha accolto solo in parte le rimostranze della società tedesca, ha rigettato le considerazioni su Exodus e ha ribadito di non voler più consigliare Avira Antivirus come software di sicurezza usato dai membri del suo staff.

Logo Avira

App

Federprivacy: anche Avira viola la privacy degli utenti (su Android)?

Alfonso Maruccia | 26 Giugno 2020

Android Avira Privacy Sicurezza

L’associazione Federprivacy lancia una dura accusa nei confronti di Avira, società tedesca specializzata in antivirus che, nella sua app di sicurezza per Android, raccoglie i dati degli utenti a scopo pubblicitario.

Lo scandalo Jumpshot e la svendita “segreta” dei dati personali degli utenti a opera di Avast sembrava dover rappresentare una svolta per il settore. E invece pare proprio che le società di sicurezza continuino a violare la privacy degli utenti senza curarsi molto di GDPR e altre norme di protezione. Una nuova accusa prede di mira Avira, security enterprise tedesca nota per l’omonimo antivirus gratuito che, nel caso della sua app per Android, si diletterebbe allegramente nella profilazione nascosta degli utenti.

La denuncia arriva da Federprivacy, che si definisce “la principale associazione di categoria sul territorio nazionale” dei professionisti della privacy e della protezione dei dati. Analizzando la app Avira Security 2020 Antivirus per Android, Federprivacy ha evidenziato la presenza di 15 tracker di terze parti dedicati alla profilazione degli utenti online. I dati così raccolti vengono poi condivisi con colossi del mercato pubblicitario telematico come Google e Facebook.

Federprivacy vs Avira

Oltre ai tracker, Avira Security per Android richiede una lunga serie di permessi (ben 42) per accedere ai dati e alle più disparate funzionalità di un dispositivo Android come microfono e localizzazione GPS. Un comportamento ben poco coerente con la presunta protezione (tramite VPN) della privacy dell’utente sbandierata dalla pagina informativa della app su Google Play.

Secondo l’accusa di Federprivacy, Avira si farebbe beffa delle norme in difesa della privacy incluse nella GDPR, comportandosi quindi esattamente come Avast. E si che, dopo la scoperta delle pratiche nascoste della corporation ceca, la società tedesca aveva rassicurato gli utenti sul fatto che loro, i dati privati degli utenti, non li violavano affatto.

Among Us

Videogame

Gaming e 2020, il fenomeno Among Us

Alfonso Maruccia | 24 Dicembre 2020

Gaming Mercato

Stando agli ultimi dati, Among Us è diventato il gioco più popolare di sempre. Il titolo gratuito ha impegnato centinaia di milioni di utenti in un solo mese.

Among Us è il gioco più popolare di sempre, e nel solo mese di novembre ha collezionato qualcosa come mezzo miliardo di giocatori su tutte le piattaforme supportate. È questo uno dei dati più interessanti emersi dall’ultimo rapporto sul gaming di SuperData (Nielsen), con statistiche aggiornate a novembre 2020 che fotografano un trend di crescita senza precedenti.

I dati forniti da SuperData evidenziano come il gaming digitale abbia sperimentato un periodo di crescita sostenuta, con un +15% di ricavi rispetto a novembre 2019 e un giro di affari complessivo di 11,5 miliardi di dollari. Novembre 2020 è stato il mese dalla crescita più alta di sempre, dice SuperData, e la piattaforma che è cresciuta di più è il PC con un +22% anno-su-anno.

Among Us non è particolarmente interessante per i ricavi, vista la gratuità dell’offerta su mobile e il prezzo estremamente modico su PC. E tuttavia i 500 milioni di giocatori in un solo mese rappresentano un record assoluto che batte qualsiasi offerta gratuita o meno. Su mobile come su PC e console.

Il “social multiplayer” di Among Us è in circolazione dal 2018, ma ha acquisito una popolarità stratosferica solo di recente grazie agli streamer, gli YouTuber e i meme a tema che hanno invaso Internet in questi mesi. Ci ha messo del suo anche la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, che ha scelto proprio il gioco di InnerSloth per uno streaming live ideato come incoraggiamento al voto durante le ultime elezioni presidenziali americane.

InnerSloth è una piccola società composta da soli 4 dipendenti, e l’influsso di popolarità che oggi caratterizza il fenomeno Among Us ha ovviamente influenzato i piani per il prossimo futuro. La versione Switch del gioco è in circolazione da alcuni giorni, quella per Xbox arriverà nel 2021 mentre gli sviluppatori hanno deciso di cancellare il seguito già programmato per concentrarsi sul miglioramento dell’originale. In attesa del prossimo fenomeno virale, il 2020 nel gaming è stato sicuramente l’anno di Among Us.

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