Floppy disk

Security

USA, i floppy da 8 pollici non controllano più i missili nucleari

Alfonso Maruccia | 21 Ottobre 2019

Periferiche Sicurezza Storage

Con qualche decennio di ritardo, le autorità militari statunitensi hanno finalmente aggiornato l’infrastruttura di controllo dei lanci di missili con […]

Con qualche decennio di ritardo, le autorità militari statunitensi hanno finalmente aggiornato l’infrastruttura di controllo dei lanci di missili con testate atomiche. Addio ai floppy “giganti”, benvenuti SSD di nuova generazione.

Stando a quanto confermato ufficialmente dalla catena di comando dello Strategic Automated Command and Control System (SACCS), da qualche mese gli USA non fanno più affidamento sulla vetusta tecnologia dei floppy disk da 8 pollici per controllare il sistema di lancio dei missili nucleari. Dai floppy si è passati agli SSD, anche se alcuni componenti storici dell’infrastruttura di controllo continuano a restare al loro posto.

L’uso dei floppy da 8” era emerso nel corso del 2016 grazie a un rapporto del Government Accountability Office (GAO), che aveva confermato come il Pentagono e altre agenzie del governo federale continuassero a utilizzare un sistema tecnologico a dir poco ancestrale per vari scopi. Incluso quello della gestione delle comunicazioni con i siti deputati al lancio di missili termonucleari.

Sito Nucleare

Ora è il Tenente Colonnello del SACCS Jason Rossi a rivelare, tramite un’intervista pubblicata on-line, che il Dipartimento della Difesa (DoD) ha mandato definitivamente in pensione i floppy drive da 8” durante lo scorso giugno. Al loro posto, ha svelato Rossi, è stata implementata una “soluzione di archiviazione a stato solido altamente sicura”.

La sicurezza era in realtà una caratteristica già insita nell’uso dei floppy disk da 8”, ha concesso Rossi, perché un sistema come quello non può essere “hackerato” facilmente utilizzando metodi e interconnessioni moderne. I floppy sono vecchi, sono affidabili e hanno funzionato al meglio fino alla loro sostituzione.

Pensionati definitivamente i floppy da 8”, all’interno dell’amministrazione federale americana continuano in realtà a “prosperare” sistemi tecnologici vecchi o addirittura da museo: nel migliore dei casi, dicono i rapporti, dipartimenti fondamentali come quelli dell’Agricoltura, il Commercio, l’Energia e la Sicurezza Nazionale ancora utilizzano PC basati su Windows XP. Anche il Pentagono, se ha eliminato i floppy da 8”, continuerà a servirsi dei minicomputer a 16-bit IBM Serie/1 per via della loro “affidabilità e sicurezza”.

USB

Utility

Creare una chiavetta USB di avvio multi-ISO con Ventoy

Alfonso Maruccia | 20 Novembre 2020

Linux Periferiche Storage Windows

Ventoy è una soluzione innovativa per creare chiavette USB di avvio, un tool che rende estremamente pratica e indolore l’aggiunta di ISO sempre “fresche” con cui avviare il sistema.

Di soluzione per la creazione di chiavette USB di avvio ne esistono in quantità industriali, da quelle a singolo sistema come Rufus a quelle multiboot come YUMI. Ventoy è un’utility arrivata da poco tempo sul mercato, e offre un approccio innovativo alla pratica del multiboot che garantisce il massimo della praticità e semplicità possibile.

Ventoy è un programma open source compatibile con Windows e Linux, e una volta configurato su una chiavetta USB permette di usare tutte le ISO che vogliamo per avviare il PC. Basta copiare i file-immagine dei sistemi o dei live-CD che ci interessano sulla chiavetta precedentemente configurata, riavviare il PC e scegliere la ISO da caricare. Il numero e il tipo di immagini ISO da usare, copiare o cancellare sulla chiavetta avviabile sono a nostra totale discrezione.

Ventoy supporta già più di 560 immagini-disco (in formato ISO, WIM, IMG, VHD o EFI) differenti, con live-CD o dischi di installazione per sistemi operativi Windows (da Windows 7 in poi), Linux, Unix/FreeBSD e altro ancora. Il boot può avvenire sia in modalità “legacy” che UEFI, con supporto diversificato per le partizioni in formato MBR e le più moderne GPT.

L’uso di Ventoy e la configurazione della chiavetta multi-avvio non potrebbe essere meno complicato. Una volta scaricato l’archivio della versione di nostro interesse, basta estrarre il tutto e lanciare il file Ventoy2Disk.exe (nel caso di host Windows) incluso per ritrovarsi davanti all’interfaccia del programma.

Ventoy - 1

Dalla GUI di Ventoy potremo quindi selezionare la chiavetta USB da formattare tra quelle collegate al sistema, configurare le opzioni dal Menu corrispondente (supporto per Secure Boot, stile delle partizioni tra MBR e GPT e relativa configurazione in GB), quindi premere sul pulsante Install per procedere alla formattazione distruttiva della chiavetta selezionata in formato exFAT.

Ventoy - 2

A procedura completata, Ventoy indicherà la presenza del sistema multi-avvio sulla chiavetta (una partizione FAT EFI da 32MB nascosta e localizzata in coda all’unità di storage), la versione e lo stile di partizione (MBR/GPT), permettendoci altresì di aggiornare la partizione di avvio (ma NON lo stile di partizione) nel caso in cui fosse disponibile una nuova versione del programma.

Ventoy - 3

A questo punto potremo copiare le ISO e le immagini-disco avviabili sulla chiavetta, stando molto attenti a non usare nomi di file contenenti spazi o altri caratteri speciali per evitare la comparsa di messaggi di errore durante il boot. La chiavetta USB multi-boot sarà quindi pronta all’uso.

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Qualora, infine, volessimo rimuovere Ventoy da una chiavetta formattata in precedenza, potremo usare il comando Clear Ventoy disponibile tra le opzioni del programma. La chiavetta tornerà di nuovo “vergine”, e sarà necessario creare una nuova partizione nel formato che preferiamo (NTFS, FAT32, exFAT) per avere la possibilità di accedere allo spazio sul drive.

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Ventoy è un software estremamente utile per le necessità di boot USB di qualsiasi tipo di utente. Una soluzione alternativa ai dischi ottici e alle chiavette a singolo disco, e il metodo multi-boot più pratico, semplice e flessibile con cui abbiamo avuto a che fare.

Logitech G PRO X Superlight

Hardware

Logitech G PRO X Superlight, il mouse wireless per gli e-sport

Alfonso Maruccia | 19 Novembre 2020

Gaming Logitech Periferiche

Logitech ha presentato la sua nuova offerta di puntamento senza fili. G PRO X Superlight è un mouse veloce, leggero e preciso, ideale per gli e-sport videoludici.

Dopo la recente proposta a base di trackball dedicata a ufficio e smart working, Logitech torna ora al mercato delle periferiche di puntamento per applicazioni videoludiche. La nuova offerta si chiama ufficialmente Logitech G PRO X Superlight, ed è pensata per i giocatori professionisti che preferiscono avere la minima resistenza possibile quando muovono il cursore (o il mirino) sul display.

Logitech G PRO X Superlight è un mouse wireless che non teme compromessi, una periferica basata sul premiato sensore HERO 25K in grado di funzionare ininterrottamente per 70 ore di seguito con una singola carica grazie alla tecnologia Logitech Lightspeed. L’accelerazione massima supportata è di oltre 40G, mentre la velocità massima di scansione è superiore ai 400 IPS.

Per la versione ultra-leggera del suo mouse PRO, Logitech ha adottato un progetto in grado di “rimuovere ogni ostacolo” (e svariati grammi di peso) per sviluppare il suo mouse più leggero in assoluto. Logitech G PRO X Superlight pesa meno di 63 grammi, ed è più leggero del 25% rispetto al PRO wireless standard.

Anche le rifiniture di PRO X Superlight sono particolarmente curate, con fondo in politetrafluoroetilene (lo stesso polimero del Teflon) a zero frizioni, tasti riprogrammabili e resistenti all’usura. Per di più, Logitech PRO X Superlight è composto da materiali riciclati ed è quindi a impatto zero. Il costo è di $150, 20 dollari in più della cifra necessaria ad acquistare il mouse PRO base.

Windows 10 20H2 (October 2020 Update)

OS

Disabilitare il passaggio alla modalità tablet in Windows 10

Alfonso Maruccia | 10 Novembre 2020

GUI Periferiche Windows

L’ultima versione di Windows 10 passa in automatico alla modalità tablet quando scolleghiamo la tastiera. Ecco come risolvere il problema.

Con l’arrivo di October 2020 Update, Windows 10 ha modificato il modo in cui il sistema gestisce il passaggio alla modalità tablet. Ora la modalità di utilizzo “orizzontale” della GUI di Windows viene impostata in automatico quando si disconnette la tastiera, un comportamento che potrebbe anche andare contro le esigenze o le preferenze personali dell’utente.

Fortunatamente, almeno per il momento è possibile modificare il comportamento di Windows nello switch di interfaccia. Le opzioni desiderate si trovano nella app Impostazioni (Win+I), Sistema, quindi scegliendo Tablet dalla colonna a sinistra.

Modalità tablet Windows 10

Dal Menu a tendina corrispondente all’opzione Quando uso il dispositivo come tablet è possibile impostare il comportamento che preferiamo. In particolare è possibile disabilitare completamente la modalità tablet (utile se usiamo Windows 10 con un PC desktop), passare sempre alla modalità tablet oppure chiedere conferma prima dello switch. Quest’ultima opzione corrisponde al comportamento del sistema prima dell’aggiornamento a Windows 20H2.

Una volta selezionata l’opzione che preferiamo potremo chiudere la app Impostazioni; le modifiche avranno effetto immediato e noi potremo verificare l’utility delle nuove opzioni alla successiva disconnessione della tastiera dal nostro sistema convertibile.

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