Sotto test l’iMac 5K. Il desktop Apple dei desideri

Il nuovo display offre una risoluzione quattro volte superiore a quella del modello standard da 27 pollici.

Il 2014 è stato un anno di importanti aggiornamenti per Apple, con novità  che hanno toccato tutti i sistemi desktop oltre alla naturale evoluzione dei dispositivi mobile: il nuovo Mac Pro ha rivoluzionato dalle fondamenta la workstation professionale della casa di Cupertino, mentre a ottobre l’azienda ha presentato – dopo anni di attesa e con molte critiche – un rinnovato Mac mini e l’iMac 5K oggetto di questa anteprima.

Come lascia intuire già  dal nome, l’iMac 5K si distingue dai modelli standard principalmente per il display da 27 pollici con tecnologia Ips e risoluzione di 5.120 x 2.880 pixel. Gli altri iMac, che nel corso dell’anno sono stati aggiornati solo con un incremento di potenza sul fronte del processore, sono attualmente disponibili con diagonale da 21,5 e 27 pollici e risoluzioni rispettivamente di 1.920 x 1.080 e 2.540 x 1.440 pixel. Nel confronto diretto con il modello da 27 pollici standard, l’iMac 5K ha un risoluzione quattro volte superiore, mentre se si considera un display 4K, quello del nuovo iMac offre quasi il 70% in più di pixel.

iMac 5k schema

Il nuovo pannello è realizzato con 23 strati racchiusi in uno spessore di soli 1,4 millimetri. La gestione dei pixel e dei segnali di attivazione avviene attraverso la tecnologia di passivazione organica – overpass – già  impiegata nei display Retina dei dispositivi iPad. Questa serve per ridurre al minimo le interferenze tra i segnali dei singoli pixel molto ravvicinati così da ottenere immagini nitide e precise. Per pilotare il pannello, Apple ha progettato un proprio Tcon (Timing Control) che permette di superare il limite delle specifiche DisplayPort supportate dalla Gpu integrata; la banda di trasferimento dati offerta dalle specifiche DisplayPort 1.2 non sarebbe stata infatti sufficiente a permettere di gestire la risoluzione 5K. La prova con il colorimetro conferma l’ottima qualità  del display che, pur non coprendo l’intero spazio colore Adobe Rgb, garantisce un’ottima risposta e uniformità  cromatica.

Dal punto di vista estetico e costruttivo non ci sono novità  significative: la scocca in alluminio costituisce la base per l’hardware interno, mentre il display copre l’intera superficie frontale ad eccezione della classica banda inferiore in alluminio. Molto diverso è il discorso per quanto riguarda i componenti hardware: il modello base è il minimo sindacale per un sistema di questa classe; se il display ha caratteristiche tali da renderlo adeguato ai contenuti di futura generazione, la configurazione hardware potrebbe mostrare carenza di potenza nel giro di un p
aio di anni. Quindi fate attenzione in fase di acquisto e se potete valutate almeno l’opzione per un processore più potente.
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