Navigare in rete con un browser Open Source

Ci sono diversi vantaggi nell’utilizzo di un programma “indipendente” per la navigazione. Quale scegliere?

di Marco Fioretti
Le piattaforme mobili godono di un’enorme popolarità  e continuano a essere in continua ascesa in tutto il mondo e ancora di più in Italia. Crescono le persone che si collegano a Internet solo da dispositivi mobili, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, nonché quelle che un computer tradizionale, non lo hanno proprio o almeno, se aziendale, non possono servirsene per navigare liberamente sul Web. Questo significa forse che i browser da desktop sono già  sull’orlo dell’irrilevanza? Secondo noi no, almeno nel breve-medio termine, anzi! Questo mese dimostreremo che di browser Open Source ce ne sono davvero per tutti i gusti e che questa è una ottima situazione perché, valutando con attenzione, quasi a nessuno può bastare un unico browser per eseguire nel modo migliore tutto quel che vorrebbe sul Web.

Serve ancora un browser tradizionale nel 2014?

Per quanto la navigazione su dispositivi mobili oggi appaia molto più piacevole e tutto sommato sufficiente per i bisogni di un utente, la realtà  è un’altra. I casi in cui non si può ancora fare a meno di un browser da desktop flessibile e soprattutto personalizzabile e aggiornato, senza malfunzionamenti non corretti da anni, sono ancora parecchi. E i browser Open Source sono quasi sempre i più adatti al compito, come sarà  chiaro leggendo queste pagine.

Nello studio, nel lavoro e anche nella vita privata non mancano le occasioni in cui l’accesso a Internet da mobile non è all’altezza della situazione. Di siti Web “indispensabili” ma non accessibili da iOS, Android o Windows Phone ce ne sono ancora a migliaia. Parecchi, ahimè, appartengono a Pubbliche Amministrazioni o ad altri servizi più o meno pubblici. Altri sono comunque, per qualsiasi ragione, inservibili ma ancora troppo popolari per snobbarli. A volte si tratta di inezie, come layout o fogli di stile non standard che ai browser mobili fanno sovrapporre, o portare fuori area visualizzabile, alcune parti di una pagina rendendola illeggibile; oppure si tratta di server mal gestiti, ovvero ancora configurati per rifiutare l’accesso a qualsiasi browser, tranne i due o tre più usati… cinque o sei anni fa.

Non vanno dimenticati i momenti in cui è la natura stessa del compito a escludere, sia pure indirettamente, i browser mobili. Ci riferiamo a visualizzazioni di gallerie fotografiche, applicazioni 3D via Internet e qualsiasi altro contenuto o servizio che sarebbe inutilizzabile, o almeno troppo scadente, su qualsiasi schermo da pochi pollici.

icon_firefoxUn browser da desktop è molto più produttivo anche tutte le volte che, utilizzando le estensioni adatte, si può lavorare in un unico ambiente, integrato ma molto più personalizzabile di quanto possa essere uno smartphone. Fra i tanti scenari di questo tipo, ci limitiamo a citare la costruzione di bibliografie o la gesitione di archivi complessi navigando su Internet. Zotero (https://www.zotero.org) e i tanti plugin di Firefox per la gestione dei bookmark possono accelerare questo genere di attività . Altri lavori in cui è indispensabile un browser da desktop su schermo grande sono lo sviluppo e l’amministrazione di siti Web. Le interfacce di controllo di certi sistemi di gestione contenuti non funzionano ancora bene da dispositivi mobili, e quando occorre collaudare codice JavaScript o Html 5 non si può fare a meno, oltre che di uno schermo adeguato, anche di debugger e altri strumenti analoghi integrati nel browser stesso.

C’è infine un’ultima categoria di utenti, piuttosto particolare ma probabilmente in notevole crescita di questi tempi, per cui i browser Open Source sono senz’altro la situazione migliore. Ci riferiamo alle scuole pubbliche e ai tanti altri che per motivi economici non possono permettersi un computer moderno, ma devono comunque poter accedere a home banking e altri servizi che risultano inutilizzabili con browser obsoleti; e a chiunque abbia bisogno di browser “bloccabili” per internet kiosk, cioè per consentire l’accesso a Internet da luoghi pubblici, minimizzando i rischi di abusi e attacchi informatici.

Come risponde il “mercato” Open Source a tutte queste esigenze? Vediamo quali sono le caratteristiche principali di alcuni browser Open Source, o comunque per Linux. Eviteremo intenzionalmente applicazioni di tutto rispetto come Chrome e Chromium: non sono presenti in queste pagine per dare spazio a più voci possibili, su quanto si può fare oggi su Web e di come il Web stesso potrebbe essere fra qualche anno (se basato su tecnologie aperte). È solo per questo che Firefox è presente e Chrome, validissimo ma più legato alla visione del Web di una sola azienda, è assente.

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