Software

PhotoDirector 2011 Gestire le foto con CyberLink

Redazione | 30 Settembre 2011

Il produttore di PowerDVD lancia un nuovo software che punta molto sulla semplicità  d’uso ma non rinuncia a un set di […]

Il produttore di PowerDVD lancia un nuovo software che punta molto sulla semplicità  d’uso ma non rinuncia a un set di strumenti completo.

Anteprima di Nicola Martello

Articolo tratto da PC Professionale 245 di agosto 2011

A metà  giugno Cyberlink ha presentato un software nuovo di zecca: PhotoDirector 2011, rivolto agli appassionati evoluti e dotato di un’interfaccia intuitiva e di numerosi strumenti efficaci e facili da usare. Il prezzo è interessante e include l’aggiornamento gratuito alla prossima release, che CyberLink conta di rilasciare piuttosto rapidamente.

Il programma permette di importare, catalogare e ritoccare immagini, nonché di creare con pochi clic slide show in formato video. L’interfaccia, scura e neutra, è evidentemente ispirata a quella noto Adobe Lightroom, un software di fascia professionale ben più costoso. PhotoDirector è idealmente diviso in tre sezioni, attivabili tramite le linguette Libreria, Regolazione e Presentazione. La Libreria consente di importare e catalogare le immagini, che vengono presentate come miniature, regolabili in dimensione,disposte a scacchiera oppure in una striscia orizzontale con l’ingrandimento della foto selezionata. PhotoDirector gestisce i file Raw prodotti da quasi tutte le marche di fotocamere digitali e nel caso di Canon e di Nikon CyberLink ha sviluppato i moduli di importazione usando gli Sdk (Software Development Kit) dei rispettivi marchi, in modo che le anteprime generate abbiano colori assolutamente fedeli ai file originali. Il programma permette di creare album e di associare parole chiave (tag) a ciascuna foto. Per assegnare un tag preesistente bisogna trascinarvi sopra la foto; sinceramente troviamo più intuitiva l’operazione contraria, ovvero il trascinamento del tag sull’immagine. Per la classificazione esistono tre possibilità : le classiche stellette, due bandierine per segnalare le immagini venute bene e quelle da scartare, e cinque etichette di colore diverso. Le informazioni di base dell’immagine selezionata – come il nome, la data, la dimensione e il formato – sono elencati nel pannello Metadati, e compaiono anche in un suggerimento (tooltip) se si lascia il cursore per un paio di secondi sopra una miniatura.

La seconda sezione, dedicata al fotoritocco, mostra sulla sinistra i cursori degli strumenti disponibili, raccolti in gruppi; il loro intervento può essere disattivato con un clic, per un confronto immediato tra la foto originale e quella modificata. Il programma permette anche di dividere a metà  l’anteprima, in verticale o in orizzontale, o di affiancare le due varianti, sempre per rendere più facile il raffronto. È anche possibile usare un secondo monitor per il raffronto, ma in questo caso i due display dovranno essere calibrati in modo da avere la stessa resa cromatica. L’editing delle immagini non è distruttivo e solo in fase di esportazione le modifiche sono applicate in maniera definitiva. L’utente può tornare sui propri passi in qualsiasi momento sfruttando la cronologia delle operazioni effettuate, visibile in una finestra ad hoc. Inoltre è possibile creare più copie virtuali dello stesso documento, utili per confrontare la resa dei filtri con regolazioni diverse. Tra i numerosi strumenti di ritocco abbiamo apprezzato molto quello per il ritaglio, completo di griglia per la regola dei terzi, e quello per il raddrizzamento delle foto storte, che prevede un reticolo di riferimento ed effettua automaticamente il ritaglio finale dell’immagine. Funzionano bene anche i tool di regolazione (manuale o automatica) dell’esposizione e lo schiarimento delle zone controluce. Molto interessante e facile da usare è poi il controllo della saturazione di un singolo colore, utile nel caso sia necessario ridurre o aumentare l’intensità  di una tinta particolare, come il colore troppo intenso del vestito del soggetto in un ritratto. Attivato lo strumento, basta fare clic sulla zona che contiene il colore su cui si vuole intervenire e poi – tenendo premuto il pulsante – muovere il cursore a destra o a sinistra per ottenere la regolazione in tempo reale della saturazione. Ben riuscito è anche il classico timbro clone, che opera in modalità  dinamica e non distruttiva dato che è sempre possibile regolare sia la posizione della sorgente sia la dimensione dello strumento.

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