Pixlr, il concorrente di Photoshop che funziona online

Già  da alcuni anni i servizi Web hanno iniziato a proporsi come alternative alle applicazioni tradizionali dedicate alla manipolazione dell’immagini e al fotoritocco: uno dei primi servizi a far parlare di sé è stato Picnik, acquistato da Google nel 2010 e fermato circa un anno fa, per farne confluire le funzioni nell’editor fotografico di Google+. Si sono poi fatti notare i prodotti di Aviary, come il tool di fotoritocco Phoenix, ma anche questi servizi sono stati chiusi per concentrare l’attenzione sullo sviluppo di soluzioni dedicate alle piattaforme mobile, come iOS o Android.

Ma le alternative non mancano: il settore dei servizi di fotoritocco comprende editor potenti e completi, pensati per mimare la struttura e le funzioni dei software tradizionali come Photoshop, e applicazioni più semplici e amichevoli, ideali per correggere velocemente i parametri dell’immagini e magari applicare qualche filtro o effetto speciale capace di aggiungere un po’ di pepe a una fotografia banale. Pochi servizi, però, riescono ad abbinare entrambe queste modalità  di elaborazione: un’eccezione è Pixlr.

pixlr 02

Questo interessante servizio, raggiungibile all’indirizzo https://pixlr.com, è stato creato da una software house di origine svedese e acquisito dal gigante del software Autodesk nel 2011. Pixlr offre tre diverse interfacce di manipolazione: un editor di tipo tradizionale, un’interfaccia semplificata per ritoccare gli scatti e aggiungere effetti speciali, bordi, testi e altri elementi, e infine un’App ancor più semplice per i dispositivi mobile, che segue le orme di Instagram e permette di manipolare le fotografie aggiungendo effetti rétro.

La pagina principale del servizio permette di scegliere quale interfaccia utilizzare: basta un clic sul collegamento per aprire lo strumento prescelto. Pixlr Editor è un software di fotoritocco completo, che “vive” all’interno del browser. La sua interfaccia (tradotta quasi completamente in italiano) ricorda molto da vicino quella di Photoshop, fin nei minimi dettagli come la disposizione e la struttura delle barre degli strumenti. Al primo accesso, l’editor mostra la finestra di dialogo per caricare l’immagine da manipolare: si può partire da un’immagine vuota, leggere il contenuto degli appunti oppure aprire una fotografia memorizzata sul computer, sul Web (specificandone l’indirizzo Url) o all’interno di una galleria.

Questa funzione permette di collegare l’editor con Facebook e Flickr o di accedere alla libreria integrata in Pixlr, dove si possono salvare le immagini modificate. Alcune funzioni dell’editor sono disponibili anche senza effettuare la registrazione, ma per sfruttarne a fondo le potenzialità  è necessario completare anche questo passaggio; si possono inserire dati manualmente oppure sfruttare l’autenticazione tramite Google. Per accedere alle immagini memorizzate negli altri servizi Web occorre prima collegarli con Pixlr, e permettere l’accesso alle informazioni remote. La velocità  di risposta dell’interfaccia è notevole, e dopo qualche minuto ci si dimentica che si sta interagendo con una pagina Web.

La dotazione comprende tutti gli strumenti più comuni per manipolare e ritoccare le foto: non mancano le funzioni di regolazione dei colori e del bilanciamento cromatico, compresi anche strumenti avanzati come le curve, gli istogrammi e i controlli relativi all’esposizione. L’editor offre anche strumenti di ritocco come il timbro clone, lo sfumino, la correzione sensibile al contesto e la tradizionale funzione di rimozione degli occhi rossi. Non mancano neppure funzioni molto avanzate come i livelli multipli (completi di stili, come ombre e bagliori) e lo storico degli interventi applicati, che permette di ripristinare in qualsiasi momento lo stato precedente. Completa la dotazione un notevole set di filtri, anche in questo caso ispirati alla tradizionale dotazione di software di fotoritocco.

➜ Continua a leggere: la prova di Pixlr Editor

1
2

Nessun Articolo da visualizzare