DNA sintetico

La start-up che salva i dati digitali sul DNA

Una piccola società si propone di trasformare gli asset finanziari digitali in filamenti di codice genetico, un tipo di storage innovativo che difficilmente diverrà obsoleto di qui a qualche migliaio di anni.

Si chiama Carverr ed è una start-up che offre un servizio a dir poco inedito se si escludono le iniziative sperimentali, vale a dire la conversione di dati digitali in materiale organico, filamenti di DNA sintetico da conservare nel freezer in casa o nei laboratori della stessa società. Il costo non è certo economico ma i primi clienti hanno già pagato per proteggere i loro investimenti in criptomoneta.

Il sistema di archiviazione offerto da Carverr consiste nella codifica dei dati digitali in una sequenza di nucleotidi adenina (A), citosina (C), timina (T) e guanina (G), ovvero i componenti molecolari di base del codice genetico degli esseri viventi; gli zero e gli uno della vita, insomma. Una volta convertiti, i dati vengono trasformati in DNA sintetico dai partner produttivi di Carverr con quello che, a dire della società, è un processo estremamente preciso e con controlli di qualità esaustivi.

Una volta prodotto il DNA artificiale, il cliente può scegliere di farsi spedire la provetta a domicilio per conservarla in freezer oppure lasciare a Carverr il compito dello storage (letteralmente) a freddo; in caso di necessità, i dati possono essere recuperati (tramite il sequenziamento del DNA e la successiva decodifica delle basi nucleotidiche) nel giro di 48-72 ore.

L’idea portata avanti da Carverr è che diversamente dagli altri metodi di archiviazione “sicuri”, lo storage a base di DNA non diverrà mai obsoleto né sarà a rischio di cancellazione come le informazioni salvate sui server remoti o sulle periferiche di archiviazione consumer.

La start-up rivolge in particolare i propri servizi di storage genetico agli investitori finanziari proprietari di asset in criptomoneta di dimensioni consistenti, un tipo di investimento particolarmente vulnerabile visto che un’intera “fortuna” in Bitcoin può svanire nel nulla se si perdono le informazioni crittografiche contenute in un wallet virtuale. Stando a Vishaal Bhuyan, CEO e co-fondatore di Carverr, al momento già 28 clienti hanno deciso di pagare i $1.000 del servizio per mettere in sicurezza i propri dati – e quindi i propri cripto-soldi.

PCProfessionale © riproduzione riservata.