steam-windows-10-piattaforma-gaming

Steam, Valve si farà il “suo” Steam Spy

Il colosso dei videogiochi per PC ha annunciato lo sviluppo di un nuovo strumento per l’analisi dei dati sulle vendite, un modo per facilitare la vita agli sviluppatori dopo la notizia della “morte” (poi largamente esagerata) di SteamSpy.

0
461

Valve è attivamente al lavoro su nuovi strumenti per lo studio analitico delle vendite su Steam, il marketplace digitale che da anni ha monopolizzato la vendita di videogiochi su PC. Una vetrina obbligata per la quasi totalità di sviluppatori e produttori, e che necessita di strategie commerciali adeguate per evitare flop o investimenti sbagliati.

Chiamati direttamente in causa durante la conferenza a tema videoludico White Nights tenutasi a San Pietroburgo, gli sviluppatori di Valve hanno confermato l’avvio dei lavori sui nuovi strumenti di analisi: l’obiettivo è realizzare un set di interfacce di programmazione (API) dedicate principalmente agli sviluppatori, in grado di “scavare” nell’attività dei milioni di utenti di Steam per estrapolare informazioni cruciali come il numero di copie vendute, le ore passate su un singolo titolo e altro ancora.

Le nuove API dovrebbero quindi svolgere il lavoro già svolto in passato da un tool esterno come Steam Spy, restituendo però informazioni molto più accurate in tutte le istanze grazie all’accesso nativo (o per meglio dire privilegiato) ai dati “grezzi” generati dagli utenti della piattaforma videoludica di Valve.

D’altronde SteamSpy ha avuto la sorte segnata fin dallo scorso aprile, quando una modifica della policy sulla privacy di Steam ha in pratica bloccato l’accesso pubblico ai dati usati per le statistiche. Sergey Galyonkin, sviluppatore di SteamSpy, aveva inizialmente annunciato la chiusura del servizio per poi ritornare parzialmente sui propri passi: SteamSpy avrebbe continuato a funzionare, anche se la raccolta dei dati sui giochi sarebbe diventata più complicata e potenzialmente meno precisa.

Le API native per lo studio analitico delle performance di un gioco su Steam farà certamente piacere agli sviluppatori, ma c’è chi già evidenzia un possibile problema di trasparenza connaturato alla natura “riservata” della tecnologia: se le API non saranno accessibili al pubblico, e quindi anche a un servizio terzo come SteamSpy, i produttori avranno gioco facile nel confondere gli utenti o mentire sull’effettivo appeal di un gioco appena arrivato sul mercato.

PCProfessionale © riproduzione riservata.