Storage, il futuro passa per il nastro

PC Professionale: Come spiega questa progressione della tecnologia a nastro?
Franca Stevan: È praticamente la congiunzione di tre eventi. Un fenomeno organico legato al mercato, un evento politico e alcune innovazioni tecnologiche capaci di rispondere alla nuova esigenza del mercato. Per fenomeno organico, si intende l’esplosione della crescita e la creazione di nuovi dati digitali.

PC Professionale: Vuole dire la digitalizzazione, la transizione dalla carta ai dati digitali?
Franca Stevan: In parte, ma non solo. Esistono tantissimi ambiti e applicazioni che generano una significativa mole di dati. Basti pensare al sempre più ampio utilizzo, in campo cinematografico, degli effetti speciali e del 4K (e in futuro dell’8K), oppure alla crescente diffusione dell’uso dei supercomputer nella ricerca genetica e nello sviluppo di farmaci; il cambiamento del nostro modello comportamentale, con in primo piano i social network, contribuisce poi in larga parte. Anche tutta la parte di video recording, che va dalla video sorveglianza al telerilevamento, fino al maggior utilizzo dei droni in campo militare e privato, impatta sulla creazione dei dati digitali. Infine, un settore che sta per esplodere, è quello di Internet of Things, con miliardi di dispositivi sempre interconnessi.
In breve, siamo entrati in una nuova era con comportamenti che genereranno una quantità  di dati che saranno incomparabili alla quantità  di dati generati agli inizi del 2010. Un recente studio IDC ha indicato che la creazione globale di dati tra il 2016 e il 2025 si moltiplicherà  di un fattore 10x.

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tutte quelle aziende che offrono servizi cloud.

PC Professionale: Per il secondo punto,di quale evento politico sta parlando?
Franca Stevan: Stiamo parlando delle nuove normative per la conservazione dei dati a lungo termine. All’inizio della transizione digitale, gli archivi aziendali e i dati critici venivano conservati solo su carta. Non esisteva alcuna regolamentazione relativa alla conservazione dei dati digitali. Oggi la situazione è totalmente diversa: i dati digitali di un’azienda devono essere conservati, a volte per 20 o 30 anni e in alcuni casi anche oltre. L’hard disk non può soddisfare questa nuova richiesta legislativa. Queste nuove normative contribuiscono notevolmente all’aumento della quantità  di dati da conservare. In breve, dovremo assorbire questi dati.
Questa analisi del mercato IT è diventata naturalmente l’elemento che ha stabilito i criteri per lo sviluppo di future tecnologie di storage dei dati. In altre parole, ci troviamo di fronte a nuove richieste da parte degli utenti, che ogni produttore di data storage deve soddisfare. Queste nuove tendenze hanno portato i produttori a molteplici sfide, come la riduzione dello spazio occupato, l’aumento della velocità  di scrittura, miglioramento dell’integrità  del dato, la sicurezza della conservazione dei dati a lungo termine, la pianificazione delle tecnologie di storage e, naturalmente, la sostenibilità  ambientale.

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PC Professionale: All’inizio ha citato una congiunzione di tre eventi. Qual è il terzo?
Richard Alderson: Ecco, i primi due sono l’esplosione nella creazione di dati digitali e le nuove linee guida relative alla conservazione dei dati a lungo termine. Pertanto, il terzo è che i produttori di tecnologia a nastro attraverso la ricerca e lo sviluppo sono riusciti a trovare soluzioni per affrontare i primi due punti. La domanda può essere suddivisa in due segmenti: il contributo di IBM in termini di hardware e quello di Fujifilm in termini di cartuccia a nastro.

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