Tablet in crisi d’identità 

I primi segnali si sono avuti nell’autunno dello scorso anno e all’inizio del 2015 è arrivata la conferma: i tablet non sono più un settore trainante del mercato mobile e l’incremento nelle vendite non è più a doppia cifra come in passato. Secondo l’istituto di ricerca Idc, nel 2014 sono stati venduti “solo” 229 milioni di tablet per un crescita dell’11% su base annua.

Per confronto, nel 2013 si è avuto un aumento del 55%. Tale tendenza ha fatto rivedere al ribasso le previsioni: sempre secondo Idc, nel 2015 potremmo attenderci 234 milioni di pezzi venduti, per una crescita rispetto all’anno precedente di appena il 2,1%. Non si tratta ancora di una vera e propria crisi, le vendite restano comunque in attivo (seppur di poco) su base annua. Certo è che le cose sono cambiate rispetto a due anni fa; tra i motivi che possono spiegare il rallentamento delle vendite vi sono la crisi economica globale, il dollaro forte che incide negativamente sull’export, un prolungamento della vita utile dei dispositivi (un tablet acquistato un anno fa è ancora in grado di svolgere efficacemente il proprio lavoro), la mancanza di nuovi modelli davvero appetibili e anche un orientamento degli utenti verso altri dispositivi, in particolare i phablet (smartphone con schermi da 6 pollici in su) e dispositivi ibridi (notebook convertibili o 2 in 1).

Sono tanti fattori che messi insieme hanno un bel peso; in particolare sembra soffrirne Apple, che nel 2015 potrebbe perdere il 3% della sua quota di mercato a scapito di Android e di Windows. Una certa ripresa potrebbe arrivare proprio dall’avvento di Windows 10, specie se abbinato a dispositivi di nuova generazione, basati su processori a basso consumo e buone prestazioni, con prezzi ancora più appetibili rispetto a quelli attuali. Non aiuta di certo la mancanza di vivacità  in questo settore che si registra da qualche mese, che si è tradotta in pochissimi modelli degni di nota in mostra al Mobile World Congress di Barcellona.

Pasquale Bruno

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