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Riconoscimento facciale

Tech

Anche Amazon e Microsoft contro l’abuso del riconoscimento facciale

Alfonso Maruccia | 12 Giugno 2020

Amazon Biometria Microsoft

Dopo la ferma presa di posizione di IBM, Amazon e Microsoft si sono aggiunte al coro di chi chiede una profonda riforma nell’uso della tecnologia. Sono a rischio i diritti umani di tutti.

La recente mossa di IBM contro l’abuso del riconoscimento facciale ha fatto evidentemente rumore, e ora altri due grandi protagonisti del business tecnologico si sono mossi nello stesso solco tracciato da Big Blue. Amazon e Microsoft hanno deciso, secondo parametri differenti, di non vendere più la loro tecnologia di identificazione biometrica alle forze dell’ordine a stelle e strisce.

La situazione negli USA si fa sempre più incandescente, il presidente Trump soffia sul fuoco di una guerra civile strisciante tra bianchi e neri e i corpi di polizia locali hanno adottato strumenti avanzati come il riconoscimento facciale per identificare i manifestanti. Ma i produttori dei software specializzati hanno oramai preso coscienza della pericolosità della tecnologia, soprattutto nello scenario sempre più degradato della politica e della brutalità poliziottesca degli Stati Uniti.

L’elenco dei succitati produttori include Amazon, che ha ora deciso di mettere in pausa per un anno la fornitura della sua tecnologia di riconoscimento facciale alla polizia USA. Il colosso di Jeff Bezos evoca ancora una volta l’intervento del Congresso, con la ratifica di leggi specifiche indirizzate a evitare l’abuso dei sistemi biometrici a scopo razziale.

Una moratoria a tempo indefinito è stata invece decisa da Microsoft, che per bocca del presidente Brad Smith ha confermato l’intenzione di non vendere più il software di riconoscimento facciale alla polizia. Finché una legge federale non sarà in vigore, i cops statunitensi non potranno più accedere alle tecnologie biometriche di Redmond. Ora la palla passa ai Rappresentati di Capitol Hill.