Liga - tifosi virtuali

Liga, tifosi e rumori digitali negli stadi spagnoli

La Liga ha creato una rappresentazione digitale del pubblico e aggiunto i rumori di sottofondo per migliorare lo spettacolo delle partite in TV.

Dopo oltre tre mesi di sospensione a causa della pandemia COVID-19 sono iniziate le partite di calcio in Germania e Spagna (la ripresa in Italia è fissata per il 20 giugno, ma c’è stato un antipasto con le due semifinali di Coppa Italia). Negli stadi è ovviamente vietato l’ingresso del pubblico, ma la Liga ha trovato una soluzione alternativa. Per migliorare lo spettacolo in televisione sono stati aggiunti tifosi e rumori digitali.

Il debutto della tecnologia è avvenuto giovedì corso con il derby tra Siviglia e Real Betis. Invece di mostrare uno stadio vuoto, immagine esteticamente sgradevole per le TV che trasmettono le partite, la Liga ha creato un pubblico virtuale in collaborazione con Vizrt, un’azienda norvegese che sviluppa grafica 3D per emittenti digitali. La rappresentazione in computer grafica delle persone non è molto dettagliata (sembra un videogioco degli anni ’90), in quanto è una texture statica che copre il primo anello dello stadio.

La folla virtuale è visibile solo con le inquadrature della telecamera principale. L’assenza di pubblico si nota quando vengono utilizzate le telecamere dietro le porte o nelle riprese aeree. La Liga ha inoltre aggiunto i tradizionali rumori di sottofondo con la collaborazione di EA Sports. Gli spettatori da casa non sentiranno canti o insulti all’arbitro, ma un audio costante che varia in base al gioco (goal, falli e azioni pericolose), come si può ascoltare negli highlights della partita Maiorca-Barcellona.

I commenti dei tifosi e degli addetti ai lavori sono stati piuttosto contrastanti. Ad alcuni è piaciuto l’esperimento, mentre altri hanno criticato la scelta, considerandola una mancanza di rispetto. La Liga ha risposto con il seguente comunicato:

Vogliamo offrire agli spettatori una buona esperienza ed è per questo che durante questo insolito periodo abbiamo optato per la virtualizzazione degli spalti. Chiunque lo guarderà saprà che non è reale, ma migliorerà l’esperienza visiva. Vogliamo che i tifosi tornino negli stadi non appena ciò può essere fatto in modo responsabile.

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Seguo l'evoluzione tecnologia dalla fine degli anni '80 dopo aver acquistato il Commodore 64 e dal 2008 questa passione è diventata un lavoro. Da oltre 12 anni scrivo articoli su diversi argomenti tech e da maggio 2020 ho iniziato la collaborazione con PC Professionale.