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mascherina diagnosticare covid come funziona

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Arriva la mascherina che può diagnosticare il COVID solo dal respiro

Martina Pedretti | 30 Giugno 2021

Un team di ricercatori è al lavoro su una mascherina che può diagnosticare il COVID solo analizzando il respiro di chi la indossa

Ormai in tutto il mondo stanno prendendo sempre più piede i vaccini anti-Covid e sono milioni le persone che hanno ricevuto la propria dose. Gli stati continuano ad applicare misure di sicurezza come l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso. Alcune aziende stanno cercando di studiare nuovi strumenti per combattere il contagio, e tra questi troviamo anche la mascherina che può diagnosticare il COVID solo dal respiro.

Un team di ricercatori di Harvard e del MIT hanno infatti sviluppato questo nuovo strumento che permette di individuare il virus durante un normale utilizzo del dispositivo medico chirurgico. L’obiettivo è quello di far fronte a un contagio che potrebbe durare ancora a lungo, ma che potrebbe essere contenuto grazie all’utilizzo di questo nuovo strumento.

Come funziona la mascherina

Visto il suo impiego ormai abitudinario da parte di tutto il mondo, la mascherina capace di diagnosticare il COVID non sarà niente di invasivo. Si tratta infatti di un dispositivo in formato mascherina FFP2, con l’aggiunta di un elemento in più, inserito nella parte esteriore. Quest’ultimo è un sensore che può rilevare la presenza del virus, analizzando il respiro di chi porta la mascherina.

Il team di ricercatori è quindi riuscito a inserire le componenti necessarie a captare gli acidi nucleici del Covid-19, direttamente dalle particelle espulse dal nostro corpo. Si tratta di una procedura simile a quella dell’analisi dei tamponi molecolari nei laboratori, dove si sottopongono campioni di saliva a determinate reazioni.

La mascherina riesce a captare un contagio dopo circa 90 minuti di utilizzo continuativo e funziona comunque come dispositivo antivirus. Utilizzando questo strumento in larga scala si potrebbe infatti andare ad arginare una grossa problematica legata al contagio. Infatti la circolazione di asintomatici e delle persone hanno in incubazione il virus è una delle cause maggiori della diffusione.

Al momento i ricercatori stanno lavorando con l’ottica di utilizzare i sensori anche su altri tipi di indumento, come ai camici dei medici e di altri professionisti ad alto rischio. La prospettiva infatti è quella di poter eliminare un giorno l’uso obbligatorio della mascherina. In questo caso la tecnologia sarebbe efficace anche in scenari questa non sarà più necessaria. Non è chiaro quando lo strumento sarà effettivamente realizzato e disponibile sul mercato.