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Disney Deepfake

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Video della settimana: i deepfake Disney sono in alta risoluzione

Alfonso Maruccia | 15 Agosto 2020

Cinema Disney IA Video della settimana

Disney ha trovato il modo di realizzare “deepfake” professionali, scambiando volti ed espressioni facciali grazie a una IA estremamente sofisticata. Adatta alle produzioni cinematografiche e non solo.

Ci sono i deepfake, e poi ci sono i deepfake realizzati dagli esperti di Disney. Il gruppo di ricerca del megacolosso cinematografico statunitense (Disney Research Studios) ha sviluppato un algoritmo innovativo per il “cambio faccia” nelle immagini e nei video, una tecnologia evidentemente indirizzata alle applicazioni pratiche per gli effetti speciali.

La ricerca si chiama appunto High-Resolution Neural Face Swapping for Visual Effects, e descrive un metodo in grado di sostituire e ricombinare volti, lineamenti ed espressioni facciali. I ricercatori Disney hanno adottato e modellato gli algoritmi di machine learning, creando una IA in grado di garantire un risultato finale piuttosto realistico e quasi privo di tutti i difetti emersi con le tecniche di deepfake già in circolazione.

Il nuovo algoritmo è il primo, sostiene Disney, in grado di renderizzare risultati fotorealistici e temporalmente coerenti ad alta risoluzione. Oltre ai deepfake veri e propri, la tecnologia di Disney prevede anche una strategia di “perfezionamento” capace di stabilizzare i volti compositi. Un requisito indispensabile se si vuole applicare l’algoritmo ai contenuti video in alta risoluzione.

Per validare la propria soluzione, Disney ha messo a confronto i risultati del suo algoritmo con quelli ottenibili dalle IA fin qui utilizzate per i deepfake. L’obiettivo principale della corporation è adottare il nuovo metodo per velocizzare la creazione di volti digitali come quello, famigerato, di una principessa Leila ringiovanita (Carrie Fisher) in Rogue One.

Gli effetti digitali usati fin qui richiedono infatti l’uso di pesanti interventi in CGI, dispendiosi dal punto di vista tecnico, economico e temporale. Il nuovo algoritmo potrebbe rendere queste applicazioni estremamente più pratiche, veloci e convenienti, anche se restano i problemi della uncanny valley (mitigato ma non completamente risolto) e dei possibili utilizzi illegittimi a scopo di disinformazione o propaganda.