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Telegram e WhatsApp si sono affrontate su Twitter

Telegram e WhatsApp si sono animatamente scontrate su Twitter, criticandosi a vicenda e citando ognuno la propria crittografia

Nella giornata del 17 maggio su Twitter è diventata virale una conversazione scontrosa tra Telegram e WhatsApp. I due competitor nel campo delle app di messaggistica si sono infatti affrontati sul social, prendendosi vicendevolmente in giro. La piattaforma russa ha infatti approfittato di un recente rapporto di Sensor Tower per scherzare suoi risultati ottenuti dal rivale in affari.

Telegram ha infatti postato su Twitter una serie di icone di cestini tratte da Windows, affiancando diverse versioni negli anni. Dal 1995 al 2015, arriva poi quella del 2021, nella quale troneggiano i loghi di WhatsApp e di Facebook. L’app di messaggistica ha infatti scherzato sul fatto che gli utenti delle due piattaforme possano ormai cestinare le applicazioni di Mark Zuckerberg. Infatti Telegram non ha esitato a screditare pubblicamente WhatsApp.

A questo meme ha risposto prontamente WhatsApp, scrivendo in tutta risposta, con un altro meme: “e quello che le persone non sanno è che le nostre chat non sono crittografate end-to-end. A questa doccia fredda ha poi rincarato la dose Telegram, pubblicando una fittizia conversazione di WhatsApp, dove appare scritto che le presunte chat crittografate dell’app sarebbero accessibili via iCloud, Google Drive e da WhatsApp stessa. Ecco i tweet incriminati:

Non ha tardato ad arrivare però la smentita di Alessandro Paluzzi, noto sviluppatore e leaker. Infatti ha spiegato che l’affermazione di Telegram non corrisponde a verità e che né Google né Apple possono accedere ai database crittografati end to end di WhatsApp.

Lo scambio tra Telegram e WhatsApp, e la brutta figura fatta dalla prima app ha fatto il giro del web, diventando in breve tempo virale. Nelle ore successive poi la situazione non si è più evoluta. Nel frattempo però entrambe le app di messaggistica continuano a sfidarsi a suon di novità e funzioni inedite, che spesso sbirciano l’una dall’altra.

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