Test: Lenovo Thinkpad Helix, convertibile allo stato dell’arte

Il Thinkpad Helix è disponibile in varie configurazioni, anche con processori Core i7. Nella nostra è presente un veloce Core i5-3337U a 1,8 GHz (2,7 GHz in modalità  Turbo), un processore solitamente utilizzato nei notebook. Nei tablet si tende a usare qualcosa di più tranquillo, qui invece il livello di prestazioni ottenibile è esattamente quello di un Ultrabook di fascia alta. Il disco Ssd di produzione Intel da 180 Gbyte ha un grosso peso sulla fluidità  di utilizzo complessiva; utilizzare l’Helix è un vero piacere in ogni situazione, anche con applicativi molto pesanti. Peccato per i soli 4 Gbyte di memoria Ram, non espandibili.

 
 

Il processore veloce ha bisogno di un sistema di raffreddo attivo e all’interno del telaio c’è una piccola ventola, per fortuna abbastanza silenziosa. Nella tastiera è presente una coppia di ventole aggiuntive che aiutano a smaltire meglio il calore quando si è in modalità  notebook. Durante l’uso con le classiche applicazioni da ufficio il calore sviluppato è modesto; quando si passa ai giochi 3D o ad applicazioni che impegnano a fondo la Cpu le cose cambiano. Il calore si sente molto di più, soprattutto sul lato sinistro, e può diventare fastidioso. Per questo tipo di applicazioni consigliamo l’utilizzo in modalità  notebook, dove tale inconveniente sparisce del tutto. In ogni caso non abbiamo notato problemi di surriscaldamento né di riduzione di prestazioni della Cpu (throttling).

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Per quanto riguarda la connettività  non si è risparmiato su nulla: il modulo Wi-Fi è un affidabile Intel Centrino 6205 in modalità  2×2, c’è Bluetooth 4.0, un chip Nfc, il Gps e anche un modulo 3G/Hspa+ di produzione Ericsson (sui modelli europei niente Lte, purtroppo). Nella confezione c’è un adattatore Usb-Ethernet per collegare direttamente il tablet alla rete via cavo. Non manca una doppia fotocamera con sensori da 5 e 2 Mpixel. Il chipset Intel QS77 integra le funzionalità  vPro e Amt, utili per la manageability a livello aziendale.

Il display da 11,6 pollici è costruito con tecnologia Ips e presenta elevati angoli di visione, una buona luminosità  e un’ottima nitidezza nonostante l’elevata risoluzione (1.920 x 1.080 pixel). Anche sul desktop di Windows 8 i font appaiono sempre leggibili. I colori sono vivi e realistici. Il digitalizzatore Wacom a 10 punti può essere sfruttato sia con le dita sia con il pennino fornito in dotazione; in entrambi i casi la precisione e la risposta sono ottime. L’unico problema di questo display è il filtro anteriore lucido, che sotto la luce del sole presenta i soliti riflessi. Avremmo visto meglio un efficiente display opaco antiriflesso, visto che il target di questo oggetto è soprattutto quello aziendale e lavorativo in genere.

Lenovo helix pro contro

Per quanto riguarda l’autonomia, abbiamo sperimentato otto ore piene di funzionamento con entrambe le batterie, lasciando la rete Wi-Fi sempre accesa e la luminosità  al 50%, utilizzando applicativi da ufficio e il browser Web. Un ottimo valore che si riduce della metà  circa sfruttando la sola batteria integrata nel tablet. Un tablet come questo gioverebbe enormemente della nuova architettura Intel Haswell di quarta generazione, che permette un’autonomia molto più lunga; a quanto pare però l’adozione sta andando molto a rilento e il refresh dei prodotti arriverà  più tardi del previsto (specie sui prodotti professionali come questo, che adottano le nuove tecnologie solo quando collaudate a sufficienza).
I prezzi, unica nota dolente, da listino partono da 1.700 euro Iva esclusa, ma lo street price può essere leggermente inferiore. La nostra configurazione, di fascia medio-alta, è presente presso un noto rivenditore online a 2.000 Euro Iva inclusa. In ogni caso è evidente che si tratta di un prodotto destinato più che altro alla fascia Corporate o comunque in quei casi dove il ritorno dell’investimento ne giustifica l’adozione. Peri i comuni mortali in grado di affrontarne la spesa, questo è probabilmente il miglior tablet convertibile disponibile oggi sul mercato.

Pasquale Bruno

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