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Realtà Virtuale

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VirtualLink, il nuovo standard per la VR cablata su PC

Alfonso Maruccia | 20 Luglio 2018

Hardware VR

Un nuovo consorzio di colossi tecnologici mira a standardizzare le modalità di connessione tra PC e caschetti virtuali, una tecnologia oggi oberata da schemi di collegamento diversi non molto pratici da usare.

I caschetti per la realtà virtuale di prossima generazione parleranno secondo i dettami di VirtualLink, un nuovo sforzo di standardizzazione promosso da alcuni tra i principali player nel mercato dell’hardware videoludico e della VR. L’obiettivo è imporre un unico cavo “per dominarli tutti”, sostituendo i collegamenti multipli degli HMD attuali con una singola connessione su porta USB-C.

Il consorzio VirtualLink può vantare il supporto di pesi massimi del calibro di NVIDIA, AMD, Microsoft, Oculus e Valve, con queste due ultime realtà a rappresentare i produttori dei potenti caschetti VR per PC Rift e Vive (HTC). VirtualLink introdurrà un Alternate Mode su USB-C, un collegamento progettato per veicolare l’energia, le informazioni visive e i dati necessari alle esperienze in virtualità in modo compatto e, appunto, standardizzato.

VirtualLink

VirtualLink dovrebbe pensionare le varie combinazioni di cavi USB 3.0/2.0, HDMI e di alimentazione oggi necessari al collegamento degli HMD, una semplificazione notevole capace di rendere più agevole il setup delle postazioni VR soprattutto su quei sistemi (come i laptop da gaming e i PC compatti) dove ogni singola porta di connessione disponibile può essere preziosa.

VirtualLink significa comunicazioni standardizzate, facilità d’uso ma anche un sguardo rivolto al futuro, visto che la tecnologia prevede il supporto di quattro piste HBR3 per monitor DisplayPort ad alta risoluzione, un collegamento USB 3.1 Gen2 (SuperSpeed) per sensori e videocamere integrate nell’HDM e fino a 27W di energia per alimentare l’hardware VR.

Il supporto di Microsoft, dei colossi delle GPU per computer (NVIDIA, AMD) e dei produttori di Rift e Vive garantisce una discreta opportunità di successo allo sforzo di standardizzazione di VirtualLink, anche se il lavoro da fare in tal senso non è ancora terminato: le società interessate all’adozione della tecnologia hanno ora a disposizione solo una documentazione introduttiva, mentre per la versione 1.0 delle specifiche vere e proprie occorrerà attendere ancora del tempo.