Un aggiornamento mal interpretato dei termini di servizio sulla privacy, ha spinto milioni di utenti di WhatsApp a disiscriversi

WhatsApp perde milioni di utenti dopo l’avviso sulla privacy

Un aggiornamento mal interpretato dei termini di servizio sulla privacy, ha spinto milioni di utenti di WhatsApp a disiscriversi

Continua l’esodo da WhatsApp da parte degli utenti scontenti delle nuove prospettive sulla privacy. L’azienda si è vista costretta a ritardare la scadenza dei nuovi termini. In più ha dovuto avviare una campagna di limitazione dei danni per spiegare agli utenti le modifiche che stavano apportando. Sono milioni gli utenti che tuttavia hanno abbandonato l’app di messaggistica, rivolgendosi a concorrenti come Signal e Telegram.

Nelle prime settimane di gennaio, Signal ha guadagnato 7,5 milioni di utenti a livello globale, secondo i dati condivisi dalla commissione per gli affari interni del parlamento britannico. Invece Telegram ha guadagnato 25 milioni di nuovi iscritti.

In entrambi i casi, l’aumento è chiaramente avvenuto a spese di WhatsApp. I dati della società di analisi App Anni, come scrive il The Guardian, mostrano che WhatsApp è passata dall’ottava app più scaricata nel Regno Unito al 23esimo posto entro il 12 gennaio. Signal invece non era nemmeno tra le prime mille app inUK il 6 gennaio, ma il 9 gennaio era l’app più scaricata nel paese.

La spiegazione di WhatsApp: cosa sta succedendo

Niamh Sweeney, direttore delle politiche pubbliche di WhatsApp, ha dichiarato che si ritiene che l’esodo sia correlato all’aggiornamento dei termini di servizio dell’azienda. L’update aveva lo scopo di abilitare un nuovo set di funzioni sulla messaggistica aziendale e “fare chiarezza e fornire maggiore trasparenza” sulle politiche preesistenti dell’azienda. “Non ci sono modifiche alla nostra condivisione dei dati con Facebook in nessuna parte del mondo”, ha detto Sweeney.

Ma dopo che diversi post virali mostravano come l’informativa sulla privacy invece dava il diritto di leggere i messaggi degli utenti e di consegnare le informazioni a Facebook, WhatsApp ha annunciato un ritardo nell’attuazione dei nuovi termini. “Vogliamo essere chiari: l’aggiornamento della policy non influisce in alcun modo sulla privacy dei tuoi messaggi con amici o familiari”. Queste le parole di WhatsApp in un post pubblicato sul suo sito, dopo aver ritardato l’attuazione della nuova politica al 15 maggio.

Ironia della sorte, in qualche modo WhatsApp da più attenzione alla privacy rispetto a Telegram. Il primo applica la crittografia end-to-end, che impedisce all’azienda di accedere ai messaggi degli utenti, per tutte le chat tranne quelle tra utenti e grandi aziende. Telegram, invece attiva la crittografia end-to-end solo per le “chat segrete”, un’opzione che gli utenti devono selezionare manualmente per ogni singolo contatto. Tali chat “sono pensate per le persone che vogliono più segretezza rispetto al tipo medio”, spiega il servizio in una FAQ.

PCProfessionale © riproduzione riservata.