La questione è ben lontana dall’essere risolta. Come noto, la chatbox Grok, di proprietà di Elon Musk, è finita sotto accusa per violazione di diritti. La possibilità di creare deepfake e, soprattutto, immagini a sfondo sessuale (persone spogliate con un clik), ha portato l’UE a puntare il dito contro X, la piattaforma di Elon Musk.
X, le nuove modifiche
Per arginare il problema e stemperare le tensioni, X ha deciso di permettere solo agli utenti regolarmente registrati di poter modificare le immagini. Insomma, dati reali e “visibili” da parte di chi fa uso di determinate funzioni di Grok, compresa la possibilità di modificare le immagini delle persone.
Una soluzione che non ha convinto pienamente la Commissione Europea che, attraverso le parole del portavoce della UE Thomas Ragnier, ha fatto sapere ad Elon Musk che gli interventi fatti non solo affatto sufficienti: “Abbiamo preso nota delle recenti modifiche annunciate da X per Grok. Tuttavia, limitare la generazione e la modifica delle immagini agli utenti abbonati non cambia la nostra posizione di fondo. Che si tratti di abbonamenti a pagamento o gratuiti, non vogliamo vedere immagini di questo tipo”.
Insomma, la querelle non è assolutamente terminata. Ci si attende una nuova puntata a stretto giro, anche perchè il tema resta molto caldo e dibattuto.