Xperia S: Sony balla da sola nel mercato Android

La nuova gamma di terminali Xperia segna il termine del sodalizio tra il colosso nipponico ed Ericsson. In prova il modello top di gamma.

Anteprima di Simone Zanardi

Articolo tratto da PC Professionale 256

Dopo oltre 10 anni di vita, la joint venture tra Sony ed Ericsson nel mercato dei telefoni mobili si è interrotta lo scorso gennaio, quando Sony ha acquisito la quota del partner ed è tornata quindi a produrre telefoni con il proprio brand. All’interno della nuova gamma di terminali proposti dopo questo cambio di marchio, Xperia S rappresenta il modello di punta. Si tratta di fatto dell’erede del “vecchio” Xperia Arc, con un design rinnovato e forte attenzione all’ambito multimediale.

Al primo contatto il dispositivo si contraddistingue per le linee squadrate del telaio (disponibile nei colori bianco e nero) e per una singolare striscia in plastica trasparente posta sul lato inferiore del telefono sulla quale sono incisi i simboli dei tre pulsanti di controllo sensibili al tocco. In realtà  i tasti veri e propri sono posti sopra questa fascia, il che rende il primo approccio con il telefono non proprio intuitivo, dal momento che bisogna premere una zona diversa da quella indicata. Poche ore d’utilizzo sono comunque sufficienti a prendere confidenza con questo layout.

Sul fronte hardware Sony ha deciso di equipaggiare il suo Xperia S con un processore Qualcomm a doppio core operante alla frequenza di 1,5 GHz; le prestazioni rilevate nei nostri test sono più che buone, con qualche cedimento in ambito OpenGL, anche se non si può pretendere il livello dei recenti sistemi quad core. Il processore è coadiuvato da 1 GB di Ram, mentre la memoria di massa ammonta a 32 gigabyte che sfortunatamente non possono essere espansi tramite schede Micro Sd, vista l’assenza del relativo slot.

Ottimo il display: con una diagonale di 4,3 pollici e una risoluzione pari a 1.280 x 720 pixel, può contare su una densità  di pixel superiore a quella del famigerato retina display di Apple. Non solo: sebbene non goda del contrasto e della vivacità  di colori tipica di un Amoled, il pannello Sony offre una gamma cromatica più naturale e un bianco più neutro. Purtroppo non è implementata la tecnologia Sony WhiteMagic, lanciata con il modello Xperia P. Questa tecnica utilizza un quarto sub-pixel bianco oltre ai classici Rgb per aumentare la visibilità  delle immagini all’aperto, ma per il momento in ambito smartphone è relegata ai display con diagonale massima di 4 pixel. In ogni caso anche lo schermo dell’Xperia S non sfigura se utilizzato in controluce. Il Mobile Bravia Engine permette inoltre al terminale di visualizzare al meglio foto e video minimizzando il rumore di fondo.

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