Intel Optane Memory

Abbinato a un disco magnetico permette di ottenere un volume dall'elevata capacità di archiviazione, dal basso costo per Gbyte e con prestazioni comparabili a quelle di un'unità Ssd.

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Optane Memory è il più recente tentativo intrapreso da Intel per promuovere un progetto che l’azienda americana sta sviluppando e affinando da molti anni, ma che fino ad oggi non ha mai riscosso un successo pieno: stiamo parlando delle soluzioni identificate come SSD caching, ovvero di quelle tecnologie che fanno leva sulle caratteristiche delle memorie allo stato solido per accelerare le operazioni su supporti tradizionali e più lenti come gli HDD. L’obiettivo è fondere il meglio di due mondi: da un lato la tecnologia allo stato solido che offre alta velocità, ma spazio di archiviazione ridotto e dall’altro la tecnologia magnetica che offre alte capacità a basso costo, ma prestazioni limitate.

Modulo Intel Optane Memory

Se leggendo queste prime righe avete avvertito una sensazione di dejavu sappiate che è tutto normale. Come abbiamo già anticipato, infatti, il progetto Optane Memory affonda le proprie radici in un terreno tutt’altro che inesplorato, prendendo spunto da idee già sperimentate in più riprese a partire dal 2007. Proprio dieci anni fa hanno fatto la comparsa sul mercato i primi dischi ibridi – noti anche come SSHD – targati Samsung (SpinPoint MH80) e Seagate (Momentus PSD); entrambi i modelli, proposti nel formato da 2,5 pollici, abbinavano un disco magnetico con capacità fino a 160 Gbyte a una cache da 128 e 256 Mbyte di memoria flash. A distanza di breve tempo questi dischi sono stati seguiti da una prima implementazione a livello di sistema della tecnologia Intel Turbo Memory, nota con il nome in codice Robson NVM Cache Technology. Questa consisteva di un modulo di memoria flash Nand – collegato alla scheda madre – con capacità variabile da 64 Mbyte a 4 Gbyte in grado di eseguire il pre-caching delle informazioni memorizzate nel disco magnetico di sistema attraverso l’impiego di un controller e di un driver appositamente sviluppati per identificare i dati maggiormente utilizzati dall’utente. Dopo un primo slancio iniziale da parte dei produttori, queste tecnologie non sono state in grado di ritagliarsi uno spazio all’interno del mercato: sui sistemi portatili economici i dischi magnetici sono rimasti ancora la soluzione preferita dai produttori in quanto permettono di ridurre al minimo i costi, mentre sui sistemi portatili di fascia più alta la tecnologia vincente è stata quella degli SSD puri. All’interno dell’ecosistema Apple queste tecnologie sono state declinate nella soluzione Fusion Drive che ancora oggi è disponibile come opzione sui sistemi iMac e che è indirizzata in modo specifico a chi cerca un compromesso tra capacità di archiviazione e velocità di accesso ai dati.

Evoluzione delle tecnologia di memoria nel tempo.

Il mancato successo a lungo termine delle precedenti tecnologie di SSD caching è dipeso da più fattori, primo tra tutti il fatto che all’epoca delle prime implementazioni era uno dei tanti fattori ad influire sulle prestazioni del sistema, ma non il principale collo di bottiglia sul quale intervenire. L’incremento delle prestazioni dei processori e delle schede grafiche, così come l’incremento delle dimensioni e della complessità dei contenuti multimediali ha cambiato in modo radicale l’equilibrio tra i diversi componenti di un computer, tanto che oggi il supporto di archiviazione dei dati è l’elemento che limita in modo preponderante le prestazioni e la reattività di un computer.

Optane Memory è la soluzione di accelerazione proposta da Intel per il mercato desktop e alla cui base troviamo la tecnologia 3D XPoint; questa consiste di un tipo di memoria non volatile che nei progetti dell’azienda americana pone le fondamenta per una nuova generazione di prodotti destinati sia al mondo enterprise sia a quello consumer. A dispetto della presenza della parola Memory all’interno del nome, questo prodotto non è un NVDIMM (Non-Volatile Dual In-line Memory Module) e non è una soluzione alternativa alle memorie Dram; ancora l’Intel Optane Memory non è una soluzione alternativa a dischi mainstream allo stato solido in quanto è disponibile sono in tagli di capacità da 16 e 32 Gbyte.

Memoria 3D XPoint

Alla base di Optane Memory troviamo la memoria 3D XPoint (Cross Point) nata dalla collaborazione tra Intel e Micron e annunciata nel 2015. Per comprendere quali sono le motivazioni che hanno portato allo studio di questa tecnologia, analizziamo i punti di forza e i limiti delle soluzioni di memoria impiegate fino ad oggi in ambito consumer, ovvero quella Dram e quella Nand.

La tecnologia Dram permette di realizzare uno spazio di parcheggio per i dati con un’elevata velocità di accesso a supporto del processore di sistema, è caratterizzata da una latenza di accesso nell’ordine dei nanosecondi e da un ciclo di vita pressoché illimitato; per offrire tali vantaggi la tecnologia Dram è però imbrigliata da alcuni vincoli costruttivi: richiede l’utilizzo di celle di memoria di grandi dimensioni, ha un consumo energetico elevato e, soprattutto, è una memoria di tipo volatile, ovvero non è in grado di conservare le informazioni al proprio interno quando non è alimentata.

La Nand, invece, è una tecnologia di memoria non volatile e caratterizzata da un’architettura molto più efficiente che permette di ottenere grandi capacità di archiviazione a un costo ridotto. In questo caso i limiti consistono in una durata limitata delle celle di memoria che per la loro natura si usurano durante i cicli di scrittura e in una maggiore latenza sia in fase di lettura e soprattutto di scrittura rispetto alla tecnologia Dram.

L’obiettivo della tecnologia 3D XPoint è quello di colmare il divario tra Dram e Nand offrendo in un’unica soluzione tecnica una bassa latenza di accesso – sia in lettura sia in scrittura – e un’elevata durata nel tempo del supporto di archiviazione. Come annunciato già nel 2015 sia da Intel sia da Micron, la memoria 3D XPoint non è concepita per sostituire le attuali Dram e Nand, bensì per essere una soluzione complementare che combina la non volatilità dei dati con prestazioni elevate e con una lunga durata nel tempo. Per ottenere questo risultato le memorie 3D XPoint di prima generazione sono realizzate con un processo produttivo a 20 nanometri, così da ottenere celle di memoria grandi a sufficienza per garantire una maggiore resistenza ai cicli di scrittura rispetto alle più compatte memorie Nand che oggi sono prodotte a 14 o 12 nanometri.

Schema 3D Xpoint per Optane Memory
In questo schema potete osservare come è realizzata l’architettura delle celle di memoria 3D XPoint.

Sulla carta la struttura e il funzionamento delle memorie 3D XPoint è molto semplice. L’elemento di base è costituito da un selettore e da una cella di memoria accoppiati tra loro. Lo sviluppo della struttura tridimensionale si ottiene sovrapponendo più strati: il primo, denominato wordline, è composto da linee elettriche parallele tra loro; il secondo è composto da elementi base posti lungo le linee elettriche, mentre il terzo strato, denominato bitline, è composto sempre da linee elettriche perpendicolari tra loro ma orientate in modo ortogonale rispetto a quelle del primo strato. In questo modo si ottiene un sandwich nel quale le singole celle di memoria si trovano in corrispondenza delle maglie della griglia ortogonale generata dalle linee elettriche presenti sullo strato sotto e sopra lo strato delle celle di memoria. Applicando una differenza di potenziale predefinita su singoli percorsi presenti negli strati wordline e bitline si attiva uno specifico selettore che accende la corrispondente cella di memoria per l’operazione di scrittura oppure di lettura; da questo particolare sistema di funzionamento deriva il nome crosspoint: la cella di memoria attiva è quella all’intersezione dei segnali inviati sulle diverse linee degli strati wordline e bitline.

Questo tipo di struttura può essere estesa sovrapponendo una sequenza di strati così da creare pile di celle di memoria su più livelli e raggiungibili attivando le specifiche linee elettriche sugli strati wordline e bitline di competenza. Lo sviluppo tridimensionale permetterà in futuro di incrementare la densità di archiviazione delle informazioni; oggi, la prima generazione di memorie 3D XPoint impiega una struttura a due livelli, molto pochi rispetto ai 32 e 48 livelli che caratterizzano le memorie 3D Nand attualmente in commercio. Tuttavia è necessario ricordare che l’architettura delle memorie 3D XPoint è molto differente da quella delle memorie 3D Nand.

La produzione delle memorie 3D Nand avviene depositando in modo alternato uno sopra l’altro strati di materiale conduttivo e strati di materiale isolante; solo quando tutti gli strati sono stati depositati si procede a una definizione litografica delle celle di memoria. Nel caso delle memorie 3D XPoint ogni strato che compone l’architettura deve essere disegnato e inciso a livello litografico prima che si possa procedere alla costruzione dello strato successivo. Questo implica una maggiore complessità e un maggior tempo di realizzazione, ma tutto ciò lascia aperto un ampio margine di incremento della densità di dati che possono essere archiviati rispetto a quanto permetterebbe un approccio puramente litografico.

Ecosistema Intel Optane Memory

Per avvalersi della nuova tecnologia Intel Optane Memory è necessario possedere tutti i componenti che permettono di creare una piattaforma in grado di supportarla. Ciò significa che oltre al modulo Optane Memory è necessaria una scheda madre basata su uno dei chipset Intel di ultima generazione (Intel Z270, H270 o B250) e un processore Intel Core di settima generazione con architettura Kaby Lake.

Sottolineiamo questo aspetto in quanto, come abbiamo spiegato negli articoli dedicati alla più recente piattaforma Intel per desktop, i processori Intel Core di settima generazione (Kaby Lake) possono essere installati anche su schede madri con chipset Intel della serie 100 introdotti sul mercato in abbinamento ai processori Intel Core di sesta generazione (Skylake); in modo analogo i processori di sesta generazione possono essere utilizzati anche sulle piattaforme di nuova generazione con chipset Intel della serie 200. Nel primo e nel secondo caso, rispettivamente il chipset e il processore non integrano le tecnologie necessarie per utilizzare il modulo Optane Memory. Per raggiungere lo scopo, infatti, Intel ha implementato un maggior numero di linea I/O dedicate sia nei processori Kaby Lake sia nei chipset della serie 200. Solo combinando questi due componenti si ottiene quindi la corretta corrispondenza delle linee I/O necessarie a rendere operativo il modulo Optane Memory.

Intel Optane Memory

Optane Memory nasce dalla combinazione della tecnologia di memoria 3D XPoint con un set di soluzioni hardware e software proprietarie di Intel. Queste ultime consistono di un controller, di un firmware, di un driver e di una applicazione software che si occupano di creare il volume accelerato e di gestirne il flusso dati.

Modulo Intel Optane Memory
Il modulo Intel Optane Memory vero e proprio. Il formato è identico a quello di un disco Ssd in standard M.2. Questo è il modello con una capacità di 32 Gbyte.

Il processo di accelerazione prevede la creazione un volume Raid tra il disco di sistema e il modulo Optane Memory. Il software di Optane Memory è un elemento molto importante in quanto si occupa non solo di costruire il volume Raid tra disco e modulo Optane Memory, ma anche e soprattutto di analizzare le modalità e la frequenza con le quali l’utente accede ai dati. Questo algoritmo di analisi permette di affinare la selezione dei dati che è preferibile archiviare sul modulo Optane Memory per garantire una maggiore velocità di accesso alle informazioni utilizzate con maggiore frequenza.

CARATTERISTICHE
ModelloIntel Optane Memory
Capacità (Gbyte)1632
FormatoM.2 2280 B+M Key
InterfacciaPci Express 3.0 x2
ProtocolloNVMe 1.1
ControllerIntel
MemoriaIntel 3D Xpoint 128 Gbit / 20 nm
Scrittura sequenziale (Mbyte/s)145290
Lettura sequenziale (Mbyte/s)9001350
Scrittura casuale (IOPS)3500065000
Lettura casuale (IOPS)190000240000
Latenza in scrittura (µs)1830
Latenza in lettura (µs)79
Consumo (watt)3.5
Consumo in idle (watt)1
Durata (Tbyte)182.5
Garanzia (anni)5

Il modulo Intel Optane Memory è accoppiato in modo permanente a un solo disco durante la fase di configurazione; ciò significa che l’accelerazione avviene su una singola unità e non a livello generale di sistema: se avete più dischi meccanici, quindi, solo quello accoppiato al modulo Optane Memory sarà più veloce.

Installazione

La tecnologia Intel Optane Memory permette di accelerare il disco di sistema sul quale è installato il sistema operativo e quindi quello che serve per l’avvio del computer. Questo è al momento il principale limite di questa soluzione in quanto non permette di accelerare un disco secondario qualora nel sistema sia già presente un disco di boot molto veloce. Tale scenario si verifica in moltissime configurazione desktop dove l’utente adotto un disco SSD per l’avvio del sistema e delle applicazioni e un disco magnetico (HDD) molto capiente per archiviare i dati più ingombranti come fotografie, video, film e altre tipologie di documenti.

Con queste premesse, Optane Memory si configura come soluzione ideale quando si utilizza un disco magnetico di grande capacità come unico disco di sistema, così da accelerare sia l’avvio delle applicazioni sia quello di accesso ai dati.

Al momento Intel non ha rilasciato indicazioni in merito al possibile utilizzo futuro della tecnologia Optane Memory su dischi secondari, anche se dal nostro punto di vista questa sarebbe la scelta ottimale per soddisfare la più grande platea di utenti. Se lo scenario non dovesse cambiare, Optane Memory potrebbe configurarsi come la soluzione Intel per i sistemi desktop di fascia economica e intermedia, lasciando agli SSD con tecnologia Optane il compito di attirare gli utenti di fascia più alta.


1. INSTALLAZIONE – PASSO 1

La prima operazione da compiere dopo aver installato il modulo Intel Optane Memory e aver avviato il sistema consiste nell’installare il software specifico per abilitare l’attivazione del modulo.

2. INSTALLAZIONE – PASSO 2

Una volta che il software è installato e che il sistema ha rilevato in modo corretto il modulo Intel Optane Memory è sufficiente premere sul tasto di attivazione e attendere che il driver esegua le operazioni di configurazione.

3. INSTALLAZIONE – PASSO 3

Una volta attivato il modulo Intel Optane Memory, il software di gestione mostrerà lo stato del sistema con il modulo Optane associato al disco principale di sistema. Da questo momento tutte le operazioni avverranno in modo trasparente per l’utente. L’accesso ai dati sarà estremamente più rapido.


Prima di procedere con l’installazione vera e propria di Optane Memory è necessario assicurarsi che il Bios della scheda madre sia aggiornato all’ultima versione disponibile o quanto meno a una versione che supporta in modo ufficiale questa tecnologia Intel. Una volta installato il modulo Optane Memory sulla scheda madre è possibile avviare il sistema e procedere con l’installazione del software specifico. Non installate i driver IRST (Intel Rapid Storage Technology) forniti dal produttore della scheda madre in quanto potrebbero non integrare ancora il supporto per Intel Optane Memory, ma scaricate la versione più recente dei driver IRST dal sito Intel (noi abbiamo utilizzato la versione 15.5.0.1051, ma prima di andare in stampa è stata rilasciata una nuova versione).

Dopo aver installato i driver sarà necessario riavviare il sistema è una volta che sarete di nuovo alla scrivania del sistema operativo vi sarà chiesto se desiderate finalizzare l’installazione attivando il modulo Optane Memory. Se scegliete di proseguire vi sarà presentato il pannello di controllo di Optane Memory dove potete completare l’attivazione; la prima fase di questo processo ha richiesto circa due minuti, al termine dei quali è stato necessario riavviare il computer. Al primo riavvio dopo l’installazione dei driver è seguita una rapida fase di attivazione del modulo Optane Memory: durante queste fasi un primo set di dati viene migrato dal disco principale al modulo Optane Memory così che siano accessibili in modo accelerato.

Da questo momento il disco di boot del sistema è accoppiato in modo permanente con il modulo Optane Memory e tutte le operazione saranno accelerate sfruttando la tecnologia Intel. Ricordate che per l’accoppiamento viene impiegato il numero di serie del disco e quindi è sempre necessario riabilitare la tecnologia Optane Memory quando si cambia il disco anche con un modello identico in quanto il numero di serie sarà ovviamente differente.

Durante la nostra prova abbiamo voluto analizzare anche scenari poco probabili nei quali un’utente non segue in modo corretto le indicazioni del produttore per verificarne gli effetti sul sistema. Abbiamo quindi smontato il modulo Optane Memory senza disabilitare l’accoppiamento con il disco di prova. A seguito di ciò è stato impossibile riavviare il sistema e questo a confermato il fatto che sul modulo Optane Memory non è presente una copia dei dati del disco al quale è accoppiato, ma che i dati vengono effettivamente migrati dal disco al modulo Optane Memory.

Ancora, poiché al momento della sua attivazione il modulo Optane Memory diventa trasparente per il sistema operativo – in quanto parte integrante del volume Raid con il disco di sistema – nel momento in cui si cerca di riutilizzarlo per una nuova configurazione il software Intel comunica che non è presente alcun modulo compatibile. Per risolvere questo problema è necessario avviare l’utility CMD.exe in modalità amministratore e quindi utilizzare Diskpart per ripulire il file system del modulo Optane Memory. Da questo momento è nuovamente possibile accoppiarlo con un nuovo disco.

La prova

Per mettere alla prova la nuova tecnologia Optane Memory abbiamo allestito un banco prova basato su una piattaforma con chipset Intel Z270 (Asus Strix Z270E Gaming), equipaggiato con un processore Intel Core i7 7700K e una scheda grafica Msi Radeon RX 580. Abbiamo quindi realizzato diverse configurazioni corredate di 16 Gbyte di memoria e di una diversa combinazione di dischi fissi. Poiché l’obiettivo è stato quello di misurare in modo oggettivo la differenza di prestazioni tra diverse soluzioni di archiviazione dati abbiamo eseguito una tornata di prove con un singolo disco SSD Intel 600p con capacità di 512 Gbyte (SSDPEKKW512G7) e interfaccia Pci Express NVMe, una sessione con un singolo disco SSD SanDisk Ultra II con capacità di 480 Byte () e interfaccia Sata a 6 Gbps, una sessione di test con un disco HDD Western Digital WD Green con capacità di 1 Tbyte (WD10EZRX) e una sessione abbinando al disco HDD il modulo Optane Memory da 32 Gbyte (MEMPEK1W032GA).

Per la misurazione delle prestazioni abbiamo impiegato la suite di benchmark BAPco SYSmark 2014 SE, quella Futuremark PCMark 8, la nuova Futuremark PCMark 10 e test specifici per i dischi come AJA System Benchmark e CrystalDiskMark e Futuremark PCMark Vantage HDD. Alla prova oggettiva abbiamo poi aggiunto sessioni di utilizzo in prima persona con le diverse configurazioni in modo da individuare le eventuali differenze di percezione così da raffrontarle con i dati oggettivi. Ogni configurazione di test è stata preparata replicando la medesima installazione pulita del sistema operativo Windows 10 al quale abbiamo applicato l’aggiornamento Windows Creators Update e le ultime versioni dei driver relativi a tutto l’hardware installato.

Come suggerito dalla guida di valutazione fornita da Intel insieme al modulo Optane Memory utilizzato per questa prova, abbiamo provveduto a disabilitare e riabilitare l’accoppiamento tra il disco HDD e il modulo Optane Memory così da riportare i file presenti su quest’ultimo allo stato originario. Ogni test è stato eseguito più volte e il risultato così da ottenere un valore finale medio significativo delle effettive prestazioni del sistema.

PRESTAZIONI
Unità discoWD Green
(1 Tbyte)
WD Green (1 Tbyte) +
Intel Optane
Memory (32 Gbyte)
Intel 600p
(512 Gbyte)
SanDisk Ultra II
(480 Gbyte)
Tecnologia discoHDDHDD + Optane MemorySSD NVMeSSD Sata
BAPco SYSmark 2014 SE (2.0.1.78)
SM 2014 SE Overall Rating930169017171691
Office Productivity1040139714151407
Media Creation1389183118291798
Data/Financial Analysis1504206420802057
Responsiveness345154616141570
Futuremark PCMark 8 (2.7.613)
Home4270453544014469
Creative4937527252565272
Work3451386137183813
Office2911519250285030
Futuremark PCMark 10 (1.0.1238)
Standard5421626865016461
Express4737624761525882
Extended6363736272687229
Futuremark PCMark Vantage (1.2.0.0)
HDD Test413887138704548510
AJA System Test
Operazione su discoScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLettura
1 Gbyte14213724713115461526454509
4 Gbyte13713927313115511535458508
16 Gbyte1341311752353791537290508
64 Gbyte1341381421291621067225508
CrystalDiskMark (5.2.1 x64)
Dimensione file 1 GbyteScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLettura
Sequenziale Q32T1146.6147.9296.91411573.31809499.9534.6
4K Q32T12.0831.709284524547.3467.3303.8391.4
Sequenziale136.1146.8295.31349568.41060471.3505.5
4K1.9880.51135.7222.318831.3315035.48
Dimensione file 2 GbyteScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLettura
Sequenziale Q32T1129.8111.1296.81411574.41828498.4534.9
4K Q32T11.251.148283.4584.4546.8467.1303.3392.4
Sequenziale131.5119.5294.81351514.31043470.8510.7
4K1.3130.43135.5223.1192.930.73150.535.11
Dimensione file 4 GbyteScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLettura
Sequenziale Q32T1134.7133.4296.81412574.61829499.5537.5
4K Q32T11.3831.134283.9587.7545.2468309389.9
Sequenziale130.9131.1295.51351454.21051472.8518
4K1.1860.437135.5222.4191.831.35150.335.18
Dimensione file 8 GbyteScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLettura
Sequenziale Q32T1118.9118.9297.214125741827500.4539
4K Q32T11.2771.056285588.2544.5467.9300.2392
Sequenziale100.9102.8295.71352454.21054472.3521.2
4K0.8750.328135.2222.8192.431.31149.135.39
Dimensione file 16 GbyteScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLettura
Sequenziale Q32T1146151.6296.31412561.51819500.1553.4
4K Q32T11.4771.276284.7587.2537.8467.3286.9384.1
Sequenziale145.3152.5294.91351568.5907.7471.9521.4
4K1.4490.475135.1221.6191.329.09150.330.68
Dimensione file 32 GbyteScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLetturaScritturaLettura
Sequenziale Q32T1143.6152.5297.91411566.71165500.8557.4
4K Q32T11.2781.112283.828.03507.9370.6229378.3
Sequenziale144.9150.6295.11351568.31012470.4522
4K1.2880.459135.137.22191.526.1148.328.73
Configurazione - Processore: Intel Core i7 7700K / 4,2 GHz; Scheda madre: Asus Strix Z270E Gaming / Intel Z170; Scheda grafica: Msi Radeon RX 580; Memoria: 4 x 4 Gbyte Kingston Ddr4; Sistema operativo: Microsoft Windows 10 @64bit

I risultati che abbiamo ottenuto mostrano in modo chiaro che la tecnologia Optane Memory funziona e permette di conseguire un incremento di prestazioni decisamente alto non solo nei test oggettivi, ma anche in quelli soggettivi durante l’utilizzo del computer come utente.

Il disco magnetico, come prevedibile, si posiziona all’ultimo posto in tutti gli scenari di utilizzo. Quando lo stesso disco è accoppiato al modulo Optane Memory il comportamento del computer viene stravolto e le prestazioni risultano molto vicine e in alcuni casi addirittura allineate a quelle che è possibile ottenere sia con un disco SSD di tipo Pci Express sia con un SSD collegato all’interfaccia Sata. Optane Memory risulta molto veloce sia in scrittura sia in lettura, a patto che i dati siano presenti nella porzione di memoria 3D XPoint. L’algoritmo sviluppato da Intel sembra comunque essere molto bravo a individuare quali sono i dati da trattenere nella memoria di accelerazione, tanto che già al secondo avvio del sistema si nota un incremento di prestazioni superiore a quello che si ottiene durante il primo utilizzo (in questo caso i file migrati sul modulo Optane Memory sono principalmente quelli del sistema operativo).

Il prezzo di acquisto dei moduli Optane Memory non è eccessivo, anche se 60 o 80 euro (questo è il costo medio di acquisto sui principali negozi online) potrebbe avere un peso sensibile sul budget finale per i desktop più economici. Come abbiamo detto, almeno per il momento, la tecnologia Optane Memory può essere utilizzata solo sul disco di boot del sistema e questo ci lascia l’amaro in bocca alla luce dell’incremento di prestazioni che è in grado di fornire. Qualora Intel decidesse di estenderne l’utilizzo anche sui dischi secondari potrebbe diventare un accessorio hardware irrinunciabile per accelerare dischi con capacità di qualche Tbyte per velocizzare l’accesso ad archivi dati consistenti.

PRO Accelerazione trasparente / Permette di combinare l’elevata capacità di un Hdd con la velocità di un Ssd / Prezzi reali inferiori a quelli di listino

CONTRO Per il momento opera solo sul disco di avvio del sistema

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO
Giornalista con background in Ingegneria Aerospaziale. Appassionato di tecnologia, fotografia e viaggi nelle terre fredde.