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La retorica è viva. E gode di ottima salute

Il web e i social stanno cambiando il mondo e con esso anche la capacità di leggere e interpretare la realtà. Ma sta cambiando anche altro? Ad esempio il modo di parlare ed esprimersi? La domanda ovviamente suggerisce una risposta affermativa.

La retorica è viva e gode di ottima salute. Convincere, capire, vaccinarsi ai tempi del web.
Titolo: La retorica è viva e gode di ottima salute. Convincere, capire, vaccinarsi ai tempi del web. / Autore: Andrea Granelli, Flavia Trupia / Editore: Franco Angeli / Pagine: 166 / Prezzo: 23 euro

 La retorica è viva e gode di ottima salute è un libro incredibilmente attuale e tecnologico perché la retorica – per quanto in molti sarebbero pronti ad asserire il contrario – è alla base di ogni forma di interazione umana. Compresa quella digitale. Siamo bombardati dalla proliferazione delle notizie nel web, dall’esplosione delle immagini e dalle conseguenti foto notizie sempre più presenti e “consumate” e le inevitabili fake news. Per non parlare del linguaggio del populismo o l’uso manipolativo dei dati che richiedono nuove competenze interpretative. 

Nuove sì, ma allo stesso tempo antiche. Malgrado la sua importante tradizione, la retorica è stata un’arte per lungo tempo marginalizzata e svilita, considerata manipolativa. Per gli autori del volume le cose ovviamente non stanno così e lei – la retorica – come da titolo, è viva e gode di ottima salute. Persino il digitale che, sulla carta, dovrebbe esserne il nemico numero uno, l’ha invece riportata al centro, rivestendo il suo corpo antico con abiti moderni. 

Il lavoro di Granelli e Trupia parte da una domanda: che cos’è la retorica oggi? La retorica è convincere e mette infatti a disposizione una miniera di tecniche per migliorare le proprie capacità di comunicazione. La retorica è capire, perché offre una chiave di lettura della comunicazione contemporanea: dalle guerre di hashtag ai duelli a colpi di post. La retorica è un vaccino che ci consente di non essere immunodepressi di fronte al populismo digitale e ai ragionamenti fallaci, che sempre di più spopolano su internet. 

Infine, la retorica è anche cura, poiché ci permette di “unire i puntini” nel caos delle informazioni, ci porta a negoziare (quindi a ottenere e a rinunciare), a insegnare mettendo al centro chi è lì per imparare. E poi ci suggerisce un’arte che molti, troppi, hanno dimenticato: l’arte di stare zitti. E ascoltare. Doti che in un mondo pieno di rumore di fondo dovrebbero essere riscoperte e praticate. Decisamente. 

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Nato a Roma il 3 giugno del 1981. Giornalista dal 2011, scrive prevalentemente di nuove tecnologie, sport, cultura, fumetti e attualità per la radio, la carta stampata e il web. Nel 2008 pubblica, per la casa editrice Tunué, Politicomics un saggio sul rapporto tra comunicazione politica e fumetti.