Epic Games Store

Steam contro Epic, la guerra degli store digitali

Il nuovo store digitale di Epic Games è un po’ troppo ficcanaso, accusano gli utenti. Epic si difende: non “rubiamo” alcun dato personale. E Valve, alla fine, si arrabbia: non toccate i dati di Steam!

La contesa avviata in seguito all’arrivo di Epic Games Store (EGS), il nuovo store digitale su PC gestito dall’omonimo colosso dei videogame (Unreal Engine, Fortnite), si è fatta subito parecchio accesa. E non è solo una questione economica, visto che a quanto pare il launcher di Epic si prende un po’ troppe libertà nel ficcanase nei sistemi degli utenti.

L’accusa alle politiche poco trasparenti di Epic è arrivata su Reddit, all’interno della community dedicata al gioco Phoenix Point in dirittura d’arrivo su EGS con un’esclusiva di un anno: il client dello store sembrerebbe comportarsi come un vero e proprio spyware, denunciano gli utenti, enumerando i processi caricati in memoria, accedendo a DLL e certificati di sicurezza root, archiviando informazioni sull’hardware del PC nel Registro di Windows.

I dati così ottenuti verrebbero inviati ai server di Epic senza alcun permesso esplicito da parte degli utenti, dicono ancora le accuse, accedendo per di più alla lista degli “amici” presenti sullo store Steam di Valve contenuta nel file localconfig.vdf. Chiamata in causa da accuse così pensati, Epic è intervenuta in maniera diretta rispondendo alla discussione su Reddit.

Epic Games Store

Il client di EGS non è uno spyware, ribatte il vice-president of engineering di Epic Daniel Vogel, e si limita a usare un pixel tracciante per il programma di supporto economico ai creatori di contenuti. Le statistiche e i “rilevamenti sull’hardware” sono una pratica comune e del tutto innoqua, dice ancora Vogel, e le informazioni vengono inviate periodicamente a Epic come dichiarato espressamente nella policy del servizio.

Per quanto riguarda l’uso del file di Steam, inoltre, la funzionalità dovrebbe attivarsi solo nel caso in cui l’utente decidesse di importare la sua lista di amici dallo store di Valve a EGS. Un approccio un po’ pasticcione, dettato dalla necessità di velocizzare l’introduzione di funzionalità “social” all’interno del launcher, avrebbe provocato l’attivazione indiscriminata denunciata dagli utenti.

In merito al presunto controllo del governo cinese tramite Tencent, proprietario di una quota di maggioranza delle azioni del publisher, Vogel non usa mezzi termini: “Epic è controllata da Tim Sweeney” e basta, spiega il manager, e gli azionisti esterni come Tencent non hanno alcun accesso ai dati dei clienti. Dal punto di vista di Valve, la questione è tutto fuorché chiusa: Doug Lombardi ha confermato che la società è impegnata ad analizzare il comportamento del launcher di Epic in merito all’uso improprio (senza passare per le API ufficiali) dei dati di Steam.

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