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Networking

Folding@home, una rete di calcolo da oltre 2,4 exaFLOPS

Alfonso Maruccia | 17 Aprile 2020

Reti

Il network distribuito di Folding@home continua a incontrare il favore dell’utenza, con un aumento esponenziale nelle capacità di calcolo contro la pandemia da COVID-19.

Folding@home è una rete distribuita che usa le capacità di calcolo dei client domestici (CPU, GPU) per studiare le strutture proteiche in favore della ricerca biomedica, e la diffusione del virus SARS-CoV-2 (responsabile dell’infezione da COVID-19) ha causato un vero e proprio boom nel numero di persone che hanno deciso di donare i loro “tempi morti” informatici al network gestito dalla Washington University in St. Louis.

Solo pochi giorni fa Folding@home aveva raggiunto una capacità di calcolo di oltre 1 exaFLOPS, un valore che aveva permesso al progetto di diventare il supercomputer di gran lunga più potente al mondo. Un super-sistema distribuito in grado di eseguire calcoli a una velocità 10 volte superiore alla configurazione HPC individuale più potente in circolazione (IBM Summit).

In questo breve lasso di tempo l’interesse degli utenti verso Folding@home non è certo diminuito, anzi tutt’altro. Ora le capacità della rete distribuita sono salite fino a oltre 2,4 exaFLOPS, un valore quindici volte superiore a IBM Summit e una potenza che surclassa quella dei primi 500 supercomputer più potenti in circolazione. Combinato uno con l’altro.

Greg Bowman, il direttore di Folding@home ed ex-studente del creatore originario del progetto presso la Stanford University (Vijay S. Pande), ha confermato l’afflusso costante di dati (circa 6 terabyte ogni ora) e la necessità di fare spazio sui server per archiviare i risultati dei calcoli distribuiti. La speranza, ora, è che questa nuova super-capacità di Folding@home possa fornire qualche risultato utile nel contrasto al COVID-19 o alle malattie più gravi come morbo di Parkinson e cancro.