Come la maggior parte dei servizi accessibili gratis sul Web, Facebook vive e prospera attraverso la pubblicità ; al contrario di quanto accade con gli annunci pubblicitari in televisione o sulla carta stampata, però, Facebook conosce a fondo le preferenze, gli interessi e lo stato d’animo dei suoi utenti, oltre alla loro età , luogo di residenza e a moltissimi altri dati; tutte queste informazioni sono a disposizione degli inserzionisti, che possono raggiungere il pubblico desiderato con una precisione assoluta.

Tutto avviene alla luce del sole, anche se la maggior parte degli utenti di Facebook non se ne rende conto: il social network ha addirittura creato una pagina che spiega i dettagli del meccanismo di profilazione, probabilmente anche in seguito alle accuse di scarsa trasparenza che gli erano state mosse. Ma questa pagina non è soltanto esplicativa: permette anche di modificare i dettagli del profilo, per evitare di essere raggiunti da inserzioni non interessanti. Per esempio, basta fare clic sulla sezione I tuoi interessi per visualizzare un lungo elenco di argomenti a cui Facebook ritiene che ogni utente sia interessato, sulla base dell’attività  precedente sul social network, suddivise per categoria. Per eliminare uno di questi argomenti basta sorvolare la sua icona con il cursore del mouse e fare clic sul pulsante Rimuovi. Lo stesso vale per la sezione Inserzionisti con i quali hai interagito, che elenca appunto tutti gli inserzionisti di cui si è clienti, di cui si è visitato il sito Web o con cui si è interagito via Facebook.

La sezione dedicata agli interessi viene popolata sulla base dell’attività  di ogni utente all’interno del social network e durante la navigazione sul Web; la profilazione non è sempre perfetta.

La sezione Le tue informazioni permette di decidere quali informazioni personali Facebook può condividere con gli inserzionisti: si tratta di un elenco nutrito, i cui contenuti sono per default tutti accessibili. Più in generale, tutte le impostazioni e le informazioni presenti in questa sezione hanno un grande impatto non soltanto sulla pertinenza delle inserzioni pubblicitarie visualizzate da Facebook, ma anche (e soprattutto) sulla privacy degli utenti; vale quindi la pena di dedicare qualche minuto alla lettura della descrizione di tutte le opzioni offerte e poi modificare la configurazione per renderla un po’ meno invasiva. Quello che pochi comprendono, infatti, è l’enorme potere che gli utenti concedono a Facebook e – attraverso di lui – ai suoi inserzionisti: secondo gli studi più recenti bastano poche decine di Mi piace per poter catalogare con una precisione sorprendente gli utenti di Facebook riguardo a tutti i dati più sensibili, come le preferenze sessuali, le opinioni religiose, la situazione sanitaria o il credo politico; si veda per esempio la ricerca di Wolfie Christl di cui abbiamo già  parlato nell’editoriale che apriva la sezione software del numero 317 di PC Professionale. Lo trovate in questa pagina.

Le impostazioni relative alle inserzioni pubblicitarie permettono di decidere quali informazioni possono essere comunicare agli inserzionisti per la ricezione di messaggi promozionali su misura.

Alcune aziende si stanno specializzando nella raccolta e nell’integrazione di archivi eterogenei per stilare dossier precisi sulla popolazione di interi Paesi: per esempio Cambridge Analytica, che pare abbia avuto un ruolo non trascurabile nell’affermazione di Donald Trump alle ultime elezioni presidenziali statunitensi e nella vittoria del Leave nel referendum sulla Brexit, sostiene di avere a disposizione un archivio con più di 5.000 dettagli personali su oltre 230 milioni di cittadini americani. Questi dati sono stati utilizzati per campagne di informazione chirurgiche, pensate per spostare l’opinione (e di conseguenza il voto) di piccole ma importanti porzioni di popolazione, in particolare nelle circoscrizioni in cui l’esito della consultazione era più incerto, facendo leva sulle loro convinzioni e sui valori a cui i singoli utenti erano più legati.

Le impostazioni relative alle inserzioni pubblicitarie permettono di decidere quali informazioni possono essere comunicare agli inserzionisti per la ricezione di messaggi promozionali su misura.

Il problema della raccolta di informazioni personali sui navigatori di Internet, attraverso Facebook o con qualsiasi altro mezzo, va oltre il semplice obiettivo di proporre inserzioni pubblicitarie più interessanti. Facebook si trova al centro della scena, perché l’enorme numero dei suoi utenti e la sua stessa struttura gli consentono di raccogliere moltissimi dati e informazioni intime, che sono i più preziosi per chi deve stilare profili personali completi. Ma non solo: attraverso il pulsante Mi piace e i box social, che sono ormai integrati nella grande maggioranza delle pagine Web per consentire una connessione diretta con i social network, Facebook può tracciare i comportamenti di navigazione degli utenti anche fuori dalle pagine del suo sito Web, con un notevole livello di accuratezza. Un punto di partenza per comprendere i dettagli relativi alla pubblicità  comportamentale e per proteggere la privacy su Internet è il sito Web www.youronlinechoices.com/it; al suo interno si trova la sezione Le tue scelte, che permette di disattivare il tracciamento da parte di diverse decine di servizi e aziende specializzate, tra cui anche Facebook. Perché il sito possa funzionare bisogna disattivare eventuali estensioni dedicate all’eliminazione dei contenuti pubblicitari, come per esempio Adblock.

Continua a leggere e scopri tutto quello che c’è da sapere sulle pagine ufficiali, gli eventi e i gruppi di Facebook. Se sei ancora più curioso impara a utilizzare al meglio l’interfaccia dei commenti, le notifiche e il menu delle reazioni. Non dimenticare di leggere anche l’introduzione che abbiamo preparato sull’universo Facebook.

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