Come risolvere i principali difetti e problemi di Windows 10

Art-Windows-10Microsoft sta facendo il possibile per convincere i suoi utenti a passare a Windows 10, e questa strategia sembra avere un buon successo: secondo i dati forniti dall’azienda, il nuovo sistema operativo è oggi installato su oltre 200 milioni di dispositivi, e anche nel segmento business la penetrazione è doppia rispetto a quella (per la verità  non eccezionale) ottenuta da Windows 8 nello stesso intervallo di tempo. Moltissimi utenti hanno iniziato o stanno per confrontarsi con Windows 10, un sistema operativo che offre varie funzioni interessanti e che migliora l’esperienza d’uso rispetto alla versione precedente. Ma mostra anche parecchi spigoli vivi e funzioni non rifinite, più di quante se ne trovano normalmente in un prodotto Microsoft. In questo articolo analizzeremo alcune delle funzioni principali di Windows 10, cercheremo i difetti peggiori e suggeriremo strategie per risolverli o quantomeno mitigarli. 

di Dario Orlandi

ICON_EDICOLAVedremo inoltre come sfruttare al meglio le nuove funzioni, come sopperire alle mancanze che affliggono il nuovo sistema operativo e, per i più nostalgici, spiegheremo come ripristinare un ambiente di lavoro simile a quello disponibile nelle release precedenti di Windows, senza però rinunciare alle novità . Per lanciare Windows 10 Microsoft ha deciso una campagna senza precedenti: regalare il suo nuovo sistema operativo a tutti gli utenti consumer di Windows 7 e 8. Si tratta di una strategia aggressiva e rivoluzionaria per Microsoft che, al contrario di altre aziende, non recupera gli investimenti nel software vendendo direttamente i computer su cui è installato, se non in piccolissima parte. Ma l’azienda di Redmond deve convincere i suoi clienti a passare al nuovo Windows, per offrire agli sviluppatori un pubblico abbastanza vasto da spingerli a creare applicazioni per la sua architettura, nel tentativo di recuperare il terreno perduto nei confronti dei sistemi operativi mobile come Android e iOS. Ma non solo: concentrarsi sulla manutenzione e sul supporto di una sola versione di Windows permetterebbe a Microsoft di liberare risorse preziose e  di garantire un sistema operativo più stabile, sicuro e aggiornato.

Lo sviluppo di Windows 10 ha seguito linee guida diverse rispetto al passato: l’obbiettivo di Microsoft non è stato quello di rifinire il sistema operativo in ogni singolo dettaglio; al contrario, l’azienda ha deciso di rilasciare la nuova versione il più presto possibile, in uno stato usabile ma lontano dall’essere definitivo. È una strategia che può destare qualche perplessità , specialmente in chi gestisce gli uffici IT delle aziende, ma si sposa meglio con i cicli di sviluppo e rilascio rapidissimi a cui ormai la maggior parte degli utenti è abituata. Le nuove versioni dei software si susseguono a ritmo vertiginoso, e la pervasività  dell’accesso a Internet rende gli aggiornamenti più semplici rispetto al passato. Questo non significa, però, che Windows 10 sia meno stabile o sicuro da utilizzare rispetto ai suoi predecessori; secondo Microsoft, la maggiore velocità  di aggiornamento dovrebbe invece garantire una sicurezza superiore e una risposta più rapida qualora dovessero emergere problemi seri.

In ogni caso, il nuovo Windows è un prodotto in continua evoluzione: alcuni commentatori hanno addirittura azzardato l’ipotesi che Windows 10 possa essere l’ultima major release, almeno per un lungo periodo. Microsoft, infatti, ha in programma di continuarne lo sviluppo senza sosta, non soltanto eseguendo la manutenzione ordinaria, come la correzione dei bug o il supporto di nuove tecnologie che dovessero emergere in futuro, ma facendo evolvere il progetto nel corso del tempo: verranno aggiunte nuove funzioni, modificati gli strumenti di sistema e potrebbero anche sparire alcune opzioni che oggi sono invece presenti nel sistema. (…)

Estratto dal numero di marzo 2016 di PC Professionale

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