Vacanze ai tempi del Web 2.0

Le vacanze ai tempi del Web 2.0

L’arrivo del web ha cambiato radicalmente i nostri usi e costumi. È cambiato il modo di guardare i film, di ascoltare la musica, di cucinare, di comunicare con gli altri e non sono da meno neanche le vacanze. Viaggiare grazie a Internet non è mai stato così facile e indipendente.

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Vi ricordate la pubblicità degli anni ottanta di un famoso tour operator che prendeva in giro il turista fai-da-te? Gli usi e i costumi sono talmente cambiati che oggi – ce ne fosse bisogno – si manderebbe in onda uno spot uguale ma contrario, nel quale il deriso sarebbe il turista non fai-da-te. Quello che non navigando in Rete e non scaricando app sullo smartphone si ritroverebbe in tutto e per tutto dipendente dagli altri, incapace di spostarsi con le proprie forze e senza poter fare affidamento sui propri mezzi tecnici. Ma iniziamo il nostro viaggio con ordine.

C’è stato un momento in cui per spostarsi nel mondo era imprescindibile il passaggio nelle agenzie di viaggio. I più “scaltri” potevano consultare gli orari di treni e aerei (esistevano dei libriccini con gli orari che venivano stampati più o meno semestralmente) e poi recarsi in agenzia facendo la figura della persona di mondo che sapeva già cosa chiedere e comprare. Tra questi, c’erano anche quelli con una ulteriore marcia in più, e che si recavano direttamente presso le biglietterie delle stazioni o degli aeroporti per comprare il titolo di viaggio sul posto ed evitare così il costo in più derivante dell’intermediazione dell’agenzia.

E poi c’erano le prenotazioni alberghiere. Gli intenzionati a procedere da soli dovevano mettere in conto come minimo una giornata – anzi una serata perché costava meno – di telefonate e discorsi telefonici (con la linea disturbata) con l’estero a cercare di capirsi con un portiere d’albergo.  

Insomma, diciamocelo: un vero casino! Che a ripensarlo oggi sembrano passati secoli e invece era qualcosa che accadeva soltanto, ed era la normalità, una decina di anni fa. Non preistoria, quindi. Ma del resto si sa, l’avvento del digitale ha reso tutto più immediato e più veloce. E anche il gap con il passato sembra muoversi con una marcia in più e quello che per il normale calendario è considerabile come qualcosa di abbastanza recente, per il calendario del digitale equivale a un’era geologica. (… continuate a leggere sul numero 327 di PC Professionale)

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Nato a Roma il 3 giugno del 1981. Giornalista dal 2011, scrive prevalentemente di nuove tecnologie, sport, cultura, fumetti e attualità per la radio, la carta stampata e il web. Nel 2008 pubblica, per la casa editrice Tunué, Politicomics un saggio sul rapporto tra comunicazione politica e fumetti.