AMD: le produzioni a 7 nanometri andranno a TSMC

Sunnyvale ha annunciato un importante aggiornamento nelle strategie produttive che prevede di affidare la realizzazione dei chip futuri alla fonderia taiwanese. Il nodo a 7nm sarà un traguardo importante dell’industria e sorpasserà le produzioni Intel.

AMD è in procinto di trasferire la produzione dei suoi futuri chip x86 e GPU discrete a TSMC, la fonderia taiwanese che ha qualche problema a tenere aggiornati i sistemi Windows 7 ma può offrire un vantaggio significativo nello sviluppo dei nodi produttivi sia verso la concorrenza diretta che nei confronti di chi, come Intel, possiede le fab con cui produce materialmente i chip.

La notizia arriva dal blog corporate di AMD, dove il CTO Mark Papermaster parla dell’introduzione del nuovo nodo a 7 nanometri e del coinvolgimento diretto di TSMC: il partner taiwanese di Sunnyvale ha già programmato diverse produzioni a 7nm, spiega AMD, i lavori preliminari sono andati “benissimo” con risultati “eccellenti” nel rendimento dei wafer al silicio.

Il primo chip a 7nm realizzato da TMSC sarà la nuova architettura di GPU “Navi” in arrivo quest’anno, dice ancora AMD, mentre nel 2019 arriveranno le nuove CPU di classe server; passeranno per la fonderia asiatica la microarchitettura x86 di prossima generazione nota come Zen 2, la GPU per professionisti e workstation Vega 20 e tutti i progetti futuri di Sunnyvale.

AMD sottolinea i progressi raggiunti in questi ultimi anni grazie allo sviluppo di Zen, una microarchitettura che ha portato nuova linfa e nuovi fondi in grado di garantire il futuro della corporation. Tutte le produzioni verranno unificate in un singolo processo produttivo a 7nm, mentre l’accordo storico con GlobalFoundries finirà inevitabilmente per ridimensionarsi.

La posizione della fonderia californiana non è in ogni caso secondaria, visto che l’annuncio della partnership estesa con TSMC arriva in concomitanza con la decisione dell’azienda americana di focalizzarsi sui “processi specialistici” abbandonando lo sviluppo del nodo a 7nm. Sullo sfondo ma altrettanto interessante è infine il ruolo giocato da Intel, azienda storicamente all’avanguardia nella produzione di chip che da anni fa i conti con le difficoltà nel passaggio a un nuovo nodo a 10nm.

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