Casio Exlin EX-H20G: la fotocamera che non perde la bussola

Sul campo i risultati non sono stati però sempre all’altezza e occorre conoscere a fondo la fotocamera per riuscire a sfruttarne le potenzialità . La sezione Gps/Mappe rispecchia esattamente le premesse. L’allacciamento ai satelliti è molto veloce, a parte il primo utilizzo o dopo lunghi periodi di inattività  della fotocamera che richiedono qualche decine di secondi per ricalcolare la posizione corretta. L’utilizzo della funzione Mappa, richiamabile con un comodo pulsante sulla parte superiore, è semplice ed immediata. Una doppia pressione permette di passare dalla modalità  “Luogo fotogenico” in cui vengono mostrate delle anteprime dei luoghi celebri più interessanti, alla modalità  “Immagini utente”, in cui invece la fotocamera mostra il luogo in cui sono state scattate le nostre fotografie sulla mappa e contestualmente, visualizza un’anteprima delle immagini. Passando agli aspetti più “fotografici” abbiamo potuto riscontrare un’assenza di rumore digitale a qualunque sensibilità  Iso impostata. Tuttavia tale risultato viene ottenuto utilizzando un filtro antirumore, la cui intensità , cresce proporzionalmente alla sensibilità  impostata. Così se a 80 e 100 Iso la resa qualitativa è elevata, con dettagli fini ben leggibili, già  a 200 Iso si nota ad alti ingrandimenti un piccolo degrado dei dettagli più minuti e da 400 Iso il filtro inizia a intaccare visibilmente le informazioni contenute nell’immagine portando la risoluzione complessiva a livelli medio/bassi. Da 800 Iso, infine, il livello di intervento del filtro è piuttosto invadente, creando in talune circostanze, delle alterazioni visibili all’immagine finale.

La Casio Exilim EX-H20G offre una versatilità  elevata, grazie al sensore dalla risoluzione di 14,1 Mpixel e dalla sensibilità  massima pari a 3.200 Iso unito allo zoom 10X. Tuttavia il filtro antirumore, non disinseribile, viene applicato con parametri piuttosto invasivi, che vanno a cancellare i dettagli più fini dell’immagine. Questo scatto ne è un chiaro esempio: impostando 800 Iso, i rami dell’albero sono quasi completamente “sfocati” dall’azione del filtro.

Il livello di applicazione del filtro antirumore non è purtroppo regolabile dall’utente, e ciò rende poco conveniente l’utilizzo di sensibilità  superiori a 400 Iso, se non in condizioni di assoluta necessità , sacrificando però la qualità  complessiva degli scatti. L’obiettivo è apparso di qualità  buona, considerando anche l’elevata escursione focale. Le principali aberrazioni ottiche sono ben contenute, non sono assenti ma difficilmente tendono a diventare fastidiose. Solo alla focale grandangolare, equivalente a un 24mm, si nota un contenuto calo di nitidezza ai bordi e un piccolo accenno di coma, ma, come abbiamo anticipato, ciò non va a pregiudicare il risultato globale qualitativo delle immagini. Da segnalare invece anche una buona interpolazione delle immagini quando si utilizza lo zoom digitale (4X), frutto dell’ottimo lavoro del processore d’immagine Exilim Engine HS. La luminosità  dello zoom non è elevatissima, f/3,2 a 24mm e f/5,7 a 240mm, ma grazie anche al sistema di riduzione delle vibrazioni integrato nel sensore, si riesce a fotografare anche in condizioni di luce non proprio ottimali. L’efficienza del dispositivo antivibrazioni ci è parso comunque leggermente inferiore per precisione d’intervento rispetto ai migliori modelli visti fino a oggi nelle fotocamere compatte di pari classe. L’autofocus è piuttosto reattivo e altrettanto preciso. La possibilità  di attivare la funzione di tracking consente di tenere agganciato il soggetto anche se questo è in movimento. Buona la precisione di esposizione che tende a dare priorità  alla leggibilità  delle ombre. Il bilanciamento del bianco automatico è altrettanto valido anche se tende, in certe circostanze, a fornire un’intonazione cromatica tendente al freddo. Particolarmente positivo è il ritardo di scatto, migliore della media delle compatte e molto più assimilabile a ciò che si può ottenere con una buona reflex. Questo è un aspetto importante in quanto consente di eseguire la fotografia nell’esatto momento in cui si preme il pulsante di scatto – Casio dichiara un shutter lag di 0,007s – senza così perdere l’attimo decisivo.

Lo zoom 10X, con focale grandangolare equivalente a un 24mm, è un altro punto a favore di questa fotocamera. Le prestazioni ottiche sono buone, anche se in posizione grandangolare è più evidente un certo calo qualitativo, visibile soprattutto ai bordi. Inoltre l’ottica sembra ottimizzata per le corte/medie distanze, mentre all’infinito si nota un calo delle prestazioni, caratterizzato da una definizione minore che non permette di sfruttare al meglio i 14,1 Mpixel del sensore.

Tra le funzioni accessorie della fotocamera si segnalano la capacità  di riprendere immagini panoramiche fino a 360° e video già  pronti per l’upload su Youtube. Eccellente l’autonomia, che con la batteria al litio da 1.950 mAh ci si può quasi dimenticare del caricabatteria, infatti, i dati CIPA indicano 600 scatti tra una ricarica e l’altra, che scendono a 480, un numero comunque elevato, tenendo attivato il Gps. In definitiva la Casio Exilim EX-H20Gè una fotocamera che va conosciuta. Se la si utilizza a 80 e 100 Iso i risultati, per quanto riguarda la qualità  generale, sono elevati. L’obiettivo è estremamente versatile e le funzioni offerte dal Gps ibrido sono di grande utilità , non un semplice gadget tecnologico e l’autonomia è ottima. Peccato solo che la resa agli alti Iso sia compromessa da una qualità  delle immagini che tendono a perdere informazioni mano a mano che si aumenta la sensibilità  e già  a 800 Iso, un valore che è ormai abituale e qualitativamente accettabile per molte compatte, la Casio non riesca ad esprimersi al meglio, per non parlare dei valori superiori 1.600 e 3.200 Iso. Anche il sistema di stabilizzazione applicato al sensore non brilla per efficienza ma nel complesso riesce a gestire con dignità  i 240mm equivalenti di focale dello zoom.


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