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Criptomonete, una bolla speculativa peggiore di quella delle Dot-Com

Gli ultimi movimenti di mercato hanno ufficialmente classificato Bitcoin e compagnia come una bolla speculativa senza precedenti, con un crollo nel valore di tutte le monete virtuali che ha già superato la Grande Bolla del 2000.

Malware, operazioni ICO truffaldine, hardware per il mining venduto a prezzi esagerati: ultimamente il mondo delle criptomonete non se la passa benissimo, e a conferma di una spirale involutiva da cui non si vede via d’uscita arrivano ora le quotazioni di mercato ad affossare le speranze di utenti e investitori. Bitcoin e le altre monete virtuali hanno perso talmente tanto valore da aver superato i risultati, di per se disastrosi, della storica bolla delle Dot-Com del 2000.

Il crollo delle criptomonete è notizia di questi giorni, per la precisione di mercoledì scorso, quando l’MVIS CryptoCompare Digital Assets 10 Index ha perso l’80% del suo valore da gennaio 2018; nel 2000, l’indice Nasdaq dei titoli tecnologici era crollato del -78% portandosi dietro business telematici e interi siti Web come l’oramai mitologico Pets.com.

Valore Criptomonete - settembre 2018

La bolla speculativa delle monete virtuali è insomma ufficiale, ed è peggiore in percentuale di quella delle Dot-Com. Ad avere la peggio sono le criptomonete minori come Ether, seconda per importanza dopo Bitcoin che al momento del -80% valeva $171,15 (-40% in un mese). Il valore di tutte le monete virtuali (secondo CoinMarketCap.com) è sceso a $187 miliardi, il risultato peggiore da 10 mesi a questa parte.

Il crollo di valore dell’indice di CryptoCompare conferma e supporta gli allarmi lanciati in questi mesi e anni da analisti e investitori, in buona parte conviti del fatto che le criptomonete siano semplicemente una “bolla speculativa” senza alcun valore pratico per gli investimenti finanziari di stampo tradizionale.

Le previsioni sul medio-lungo periodo descrivono un collasso delle monete virtuali e il rastrellamento delle spoglie da parte del solito Bitcoin, mentre i “cripto-bull” (vale a dire gli investitori interessati al rialzo delle quotazioni) sperano che il mercato rimbalzi come ha già fatto molte volte nel recente passato. Sia come sia, dicono gli analisti, finché avrà una volatilità estrema e non potrà essere impiegata per operazioni finanziarie concrete come il pagamento delle tasse, la tecnologia delle monete virtuali sarà sempre destinata all’irrilevanza al di fuori degli ambiti specialistici o speculativi.

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