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Facebook, le novità e i guai arrivano da Instagram e WhatsApp

Il colosso dei social network intende rafforzare la propria “presa” sui servizi concorrenti acquisiti negli anni passati, mentre le autorità statunitensi indagheranno sulle presunte motivazioni anticoncorrenziali dietro tali acquisizioni.

Il momento non è certo propizio per Facebook, corporation nota per i suoi miliardi di utenti e per le costanti violazioni alla privacy dei suddetti sanzionata dalla Federal Trade Commission (FTC) statunitense con una multa da 5 miliardi di dollari e nuove regole comportamentali per il futuro. Mentre le organizzazioni no-profit continuano a promettere battaglia, il social network in blu sembra piuttosto interessato a stringere il “cappio” attorno alle reti e le app sociali di più alto profilo acquisite negli anni passati.

Stando alle fonti anonime ma ben informate sui fatti consultate da The Information, infatti, Facebook si preparerebbe a un importante cambio di brand per WhatsApp e Instagram: presto, le due app per smartphone saranno caratterizzate dalla dicitura “from Facebook” sugli app store di Apple e Google. Facebook è da tempo proprietaria di entrambe i network, e ora anche gli utenti non consapevoli di questa proprietà verranno informati in maniera adeguata dalla corporation.

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Le motivazioni dietro la nuova mossa di Facebook riguarderebbero la volontà di “rendere più chiara” la stretta parentela tra i servizi e i prodotti “terzi” e la corporation principale, una dipendenza che giocoforza implica un maggiore allineamento del business dei suddetti servizi con quello principale di Facebook. E che ha già portato alla defezione dei fondatori di WhatsApp e Instagram per incompatibilità con le linee guida del social network in blu.

Quali che siano le reali intenzioni di Facebook, la volontà di una maggiore integrazione con i servizi esterni è inevitabilmente destinata ad avere conseguenze sullo scontro oramai aperto con la già citata FTC: dopo la megamulta da $5 miliardi, l’organizzazione federale è ora impegnata a valutare proprio le tante acquisizioni effettuate da Facebook negli anni scorsi. Obiettivo: stabilire se Instagram, WhatsApp e le decine di start-up sparite nel corpaccione multi-miliardario del social network in blu siano state comprate al solo scopo di danneggiare la concorrenza e inibire la nascita di servizi alternativi.

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